Magia e superstizione

Tesina multidisciplinare sul tema della magia e della superstizione. Collegate materie come: Latino, Greco, Italiano, Storia dell’Arte, Filosofia.

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  • 04-07-2008
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Introduzione
Ho scelto di sviluppare questo percorso interdisciplinare attorno l’argomento della magia e della superstizione con l’intento di mostrare come le credenze superstiziose, i riti e il mondo del magico in generale non siano soltanto caratteristica delle popolazioni primitive e del mondo antico ma siano parte integrante della cultura antica così come di quella contemporanea. Il percorso si articola a partire da uno sguardo sul mondo della letteratura, dove ho messo in luce il tributo nei confronti della magia a partire da Omero sino alle avanguardie letterarie di inizio Novecento e alla produzione romanzesca moderna. Lo sguardo passa poi al mondo dell’arte dove, a partire da un’opera di Breton ,intitolata “L’arte magica”, mi sono addentrata nelle due correnti artistiche del Surrealismo e della Metafisica che, più di molte altre, sono in grado di rigenerare la magia che, secondo Breton, genera l’arte. Infine ho scelto di collocare in chiusura della tesina, come summa degli aspetti affrontati nelle varie discipline, la sezione di filosofia. L’antropologia e la sociologia hanno dedicato volumi interi alla storia dell’uomo, alle credenze e ai culti che hanno favorito lo sviluppo della società.
L’antropologo Frazer, ad esempio, ha cercato di rintracciare nelle credenze magiche prima e in quelle religiose poi il senso di una utilità sociale. Gli innumerevoli casi etnografici che egli descrive nelle proprie opere sono tutti tesi a dimostrare come in certe razze e in determinate epoche della loro evoluzione alcune istituzioni che tutti noi, consideriamo benefiche, si fondino almeno in parte sulla superstizione. Molte tra le nostre principali istituzioni civili hanno potuto derivare gran parte della loro forza da credenze che noi saremmo pronti a condannare come assurde.
Se la superstizione contribui a mantenere in vigore quelle istituzioni che, sole, garantiscono la sopravvivenza della società, non vi è dubbio che essa sia al servizio di un intrinseco bisogno di sicurezza dell’umanità.
La magia e l’esoterismo non sono scomparsi , sono ancora parti integranti della quotidianità del nostro XXI secolo. Il passaggio di un gatto nero, lo specchio rotto, il sale versato, l’abbigliamento rosso di capodanno e le lenticchie con il cotechino per propiziare un anno “ricco” …che tali sopravvivenze siano riscontrabili in diverse nazioni civili nessuno lo mette in dubbio. Quando leggiamo di una donna irlandese cui il marito avrebbe dato fuoco per il sospetto che non fosse sua moglie ma che fosse stata sostituita con arti magiche (questo accadde nella contea di Tipperary nel marzo 1895 a Ballyvadlea) o ancora della donna inglese morta di tetano perché aveva medicato il chiodo che l’aveva ferita invece della ferita stessa (questo accadde a Norwich nel giugno 1902), possiamo stare certi che le credenze di cui quelle povere creature caddero vittime non le avevano apprese a scuola né in chiesa ma fossero state tramandate loro da antenati davvero selvaggi. Se ci chiediamo come le superstizioni permangono in una popolazione che in generale ha raggiunto un livello alto di cultura la risposta va cercata nella naturale disuguaglianza fra gli uomini.
Le superstizioni sopravvivono perché in cuor loro gli uomini sono ancora barbari e selvaggi. Ciò spiega perché le barbare punizioni inflitte per alto tradimento o per stregoneria, siano state tollerate fino a pochi secoli fa. In Inghilterra le streghe venivano bruciate pubblicamente e i traditori squartati pubblicamente, mentre la schiavitù è sopravvissuta ancora più a lungo come forma legalmente riconosciuta. Nella società civile le persone più colte non hanno nemmeno idea di quante reliquie dell’ignoranza selvaggia sopravvivano alle loro porte.

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