Politica, l'arte di governare le società tesina

Tesinadi maturità per Liceo Linguistico sulla politica. Argomenti tesina maturità: demagogia; la separazione dei poteri (Montesquieu), Prima Repubblica, Augusto Pinochet, politica come servizio.

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  • 30-07-2015
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Introduzione La Politica: l'Arte di governare le società- Tesina

Ho scelto di studiare e di scrivere di politica e sulla politica principalmente per me.
L'intenzione primaria era non solo arricchire il mio bagaglio, e non consiste affatto nel fare sfoggio di chissà quale conoscenza, bensì capire e capirmi. L'associazione mentale dell'idea è, per forza di cose, una componente politica.
Presenzia ogni ambito della vita, in qualsiasi settore e in qualsiasi tempo.
L'uomo è un animale politico, oltreché sociale, poiché in grado di prendere delle decisioni. Non ci si può astenere dalla politica, e l'astensione da quest'ultima causerebbe l'eliminazione della condizione umana di indipendenza e decisionismo.
Scegliere di “fare politica”, è un discorso molto diverso. Svolgere un servizio politico significa agire nel bene comune. La proprietà collettiva e l'uso civico fanno sì che nella comunità vi sia un bilanciere in grado di suddividere equamente ciò che volgarmente viene definito “di tutti”.
La politica non è una professione. Non è un lavoro. Non è detenzione del controllo. Nella mia “piccola” esperienza politica al servizio della mia scuola e dei miei compagni, ho compreso, nei limiti, il peso e la responsabilità degli organi rappresentativi.
La delega che viene data al soggetto “eletto” è un concetto ancora non ben capito e diffuso. In qualsiasi organo e ambito, il pensiero popolare è che il rappresentante della comunità debba essere e agire sempre come riflessione chiara e definita della volontà collettiva. Se il rappresentante della comunità, però, agisse solamente nei termini espressi dalla volontà collettiva, per cosa è stato delegato?
Se l'eletto viene surclassato dal volere di chi rappresenta, quale strumento è mai l'elezione?
La delega che riceve un eletto è una dimostrazione di fiducia e con essa gli si affida la legittimità di azione.
La linea, però, è tremendamente sottile. La capacità dell'eletto di mitigare ciò che ritiene giusto da ciò che il
popolo ritiene giusto equivale all'efficacia e alla competenza rappresentativa dello stesso. Ciò non significa, in nessun modo, che una volta eletto qualcuno di nostra fiducia sia possibile disinteressarsi.
La partecipazione attiva, la cittadinanza cosciente, l'esser uomini e donne politici non perché candidati ma perché uomini e donne, significa esser parte integrante della comunità. Se ogni singolo membro della comunità pensa alle necessità o alle problematiche che si presentano, egli sta svolgendo un servizio per la collettività.
Il servizio che è alla base dell'azione politica deve mirare a migliorare le condizioni di vita di ognuno, e, con il contributo di tutti, si arriverebbe ad una riorganizzazione efficace delle mansioni cittadine.
La passività tutta italiana (e troppo spesso meridionale) che avvolge e caratterizza i nostri territori, il menefreghismo, la generalizzazione e l'accusa alla classe politica, sono tutti fattori che influenzano l'allontanamento dalla politica dai cittadini: i cittadini nei centri abitati, la politica nelle stanze del potere.
La politica lontana dalla realtà territoriale non è politica, è detenzione e smania di comando. Serve un rinnovamento del pensiero politico, dell'azione civile; serve un coinvolgimento serio e deciso del singolo cittadino, non per creare una classe dirigente ma per sviluppare coscienza critica.
Se ogni uomo e donna si mettesse al servizio della comunità non esisterebbe la stratificazione classe dirigente e politica dal cittadino, ma solamente uomini e donne politici, coscienti e volenterosi di salvaguardare il posto in cui vivono.
Presupposto dell'uomo politico deve essere lasciare un impronta marcata e forte per migliorare il proprio luogo, in modo da migliorare le proprie condizioni di vita e, nondimeno, quelle degli altri. La volontà di essere determinanti senza sopraffare sull'altro è la condizione in cui l'azione civile può portare importanti rinnovamenti.
Con la speranza che queste righe non restino solo inchiostro su carta, ma che io riesca sempre a renderle effettive e a diffondere il concetto di una cittadinanza realmente attiva, queste parole rappresentano il termine del mio incarico di rappresentante del Principe Umberto, la fine della mia carriera scolastica, e parte della mia persona politica, ancora in cammino e in costruzione per crescere, capire, capirmi e continuare ad essere in servizio.

Collegamenti

La Politica: l'Arte di governare le società - Tesina

Storia:

La Prima Repubblica

Filosofia:

La demagogia; la separazione dei poteri (Montesquieu)

Italiano:

Il Principe - Niccolò Machiavelli

Spagnolo:

Augusto Pinochet

Inglese:

Victorian Age

Tedesco:

Frage eines lesenden Arbeiters - Bertolt Brecht

Tesi finale:

La politica come servizio

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