Donne che (r)esistono

Un percorso storico-legislativo dalle origini della conquista dell'eguaglianza formale da parte delle donne e la successiva attuazione dei loro diritti attraverso lo slancio partecipativo degli anni '68-'78.

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  • 30-06-2008
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Introduzione
Ho deciso di affrontare il tema della femminilità, attraverso il percorso storico-legislativo che ne caratterizza l’affermazione tra il‘48 e il ’78, in quanto durante questo anno scolastico ho partecipato a esperienze diverse, tutte utili per delineare questo percorso: in primo luogo, la partecipazione al concorso regionale del CE.SE.DI con altre mie compagne di classe, che ha portato all’elaborazione del lavoro “Immigrati in cerca d’asilo. L’Italia oltre la paura”, con il quale abbiamo vinto un viaggio-studio in Polonia. Grazie a questa ricerca e alla visita al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, ho approfondito le mie conoscenze sulla costituzione italiana, la sua nascita e i suoi contenuti, arricchendola con le testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto la Resistenza e la deportazione, e la fase di ricostruzione della costituente. Alla fine dell’anno la mia ricerca si è orientata sul tema femminile in seguito alla visione del film di Alina Marazzi “Vogliamo anche le rose”, un documentario in cui immagini di repertorio si univano alle voci di tre donne, rievocate dall’intimità dei loro diari, che avevano vissuto i complessi cambiamenti sociali che dalla fine degli anni ’50 travolsero l’Italia, come buona parte dell’Europa.
Proprio partendo dalla consequenzialità di queste esperienze il mio lavoro si articola secondo tre parti fondamentali:
1. la prima riguarda la nascita della Repubblica e la costituente, il clima interno ed esterno ad essa che determinò la genesi del corpo costituzionale e le sue difficoltà di concretizzazione nella società.
2. La seconda parte evidenzia gli articoli della costituzione volti a riconoscere la parità tra i sessi, conquistata dalla donne attraverso un percorso di riconoscimento sociale del loro ruolo, iniziato dal primo dopoguerra fino alla partecipazione femminile nella resistenza e la loro difficoltà di applicazione concreta.
3. La terza parte analizza come nei vent’anni successivi al 1948, le donne siano scomparse dalla vita pubblica per poi prepotentemente entrare in quella spinta al cambiamento che caratterizza il 1968 e i primi anni 70, formando un movimento unitario, deciso e coeso, che preso decise di staccarsi dalla classica impostazione partitica della politica al maschile, riuscendo in questo modo a sopravvivere e superare il movimento stesso e la sua crisi alla fine degli anni ’70, entrando nella trama della società civile e dell’associazionismo.

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