Dado non è tratto - Tesina

Tesina per liceo scientifico sull'uomo che si interroga sul proprio destino. Argomenti tesina: la genetica, kant, la figura dell'inetto, la meccanica quantistica.

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  • 08-07-2014
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Sintesi Dado non è tratto - Tesina


La seguente tesina maturità liceo scientifico dal titolo Il dado non è tratto riflette sulla tematica dell'uomo che interroga sul proprio destino. Da sempre l’umanità si è interrogata su quanto l’uomo possa interagire con la propria vita, sul proprio destino e quanto ciò che gli accade dipenda da lui stesso. Nel corso della storia le risposte sono state molteplici e a volte contrastanti: dall’ “accetta il logos” degli stoici, al libero arbitrio cattolico, per arrivare al futuro già scritto di Calvino e alle teorie deterministe degli ultimi secoli per approdare infine alla genetica.
Nonostante sia una scienza giovane, complessa e con ancora numerosi interrogativi, la genetica è già entrata a far parte della nostra cultura. Nel corso dei secoli siamo spesso rimasti imprigionati nelle costrizioni da noi stessi create: le caste, lo stato sociale, la religione, la cultura. A partire dal 1800, l’uomo è riuscito ad emanciparsi, giungendo ad affermare il proprio Io. Si è trattato di una libertà illusoria, effimera perché un ulteriore ostacolo rischia di vincolare la nostra libertà: non è un Dio, non è la società che ci limita, siamo noi che, convinti di nascere con un’impronta indelebile dettata dal nostro DNA nascondiamo i nostri insuccessi dietro alla frase: “non sono portato (non è nel mio DNA)” e a volte svalutiamo gli altrui successi ritenendoli frutto di talenti innati.
Wolfgang Amadeus Mozart è considerato (quasi) unanimemente un genio musicale, ma forse non tutti sanno che il padre, Leopold, era uno dei migliori insegnanti di musica del tempo e aveva iniziato a far esercitare il giovane Wolfgang intensamente dalla tenera età di tre anni. Si ritiene abbia sostenuto circa 3500 ore di pratica prima dei sei anni e oltre 10000 entro i dieci anni. Egli stesso disse: “nessuno quanto me ha dedicato così tanto tempo e pensato tanto alla composizione musicale”. Come possiamo stabilire che Mozart fosse dotato di un talento naturale e non che ogni bambino sottoposto ad un simile esercizio avrebbe conseguito risultati equiparabili? Lo psicologo ungherese Laszlo era fermamente convinto di questo: per ottenere risultati non è indispensabile una particolare predisposizione, ma è sufficiente un costante e mirato esercizio. Nel 1967 azzardò che se un giorno fosse divenuto padre, i suoi figli sarebbero diventati campioni di scacchi. Alcuni anni dopo ebbe modo di mettere in pratica quanto preannunciato e impose, dall’età di tre anni, un rigido regime di allenamento alle sue tre figlie che prima dei quattordici anni divennero tutte campionesse di scacchi.
E’ comodo attribuire le nostre sconfitte ad una mancata predisposizione, ma è altrettanto triste ritenere che i nostri risultati siano frutto del corredo genetico e non del nostro impegno. Se ne rese conto il protagonista del romanzo “Cronosisma” di Kurt Vonnegut che aveva dimostrato che le persone molto intelligenti avevano in testa delle piccole radioriceventi e che le loro idee provenivano da altrove. Grazie a questa intuizione vinse il Nobel ma, poco prima di ritirare il premio, si suicidò poiché si accorse di non aver alcun merito, “aveva scoperto di non aver scoperto nulla.” Homo faber fortunae suae questo invece è il mio punto di partenza nella tesina.
Sono convinta che noi singolarmente abbiamo un potere sconfinato ed è per questo che rifiuto un mondo governato dal rigido determinismo dove la vita si riduca ad un mero rapporto causa-effetto perché l’ambiente in cui viviamo, le nostre abitudini, le nostre convinzioni e pensieri influenzano la nostra esistenza. Il DNA è il nostro bagaglio di partenza, la nostra valigia che contiene alcune cose che potrebbero servire per il nostro viaggio; ma la destinazione la scegliamo noi! Potremmo rimanere vicini o intraprendere un viaggio lunghissimo e in base alla destinazione dovremmo arricchire ed integrare il nostro bagaglio o, se necessario, in parte sostituirlo. Alcuni di noi preferiranno avere una valigia grande con tante cose dentro anche se alcune rimarranno inutilizzate; ma c’è anche chi in un piccolo bagaglio a mano riuscirà ad inserire l’indispensabile. La cosa importante è che il contenuto della nostra valigia venga adattato al tipo di viaggio che siamo intenzionati a fare e non decidere la nostra destinazione in base al contenuto di base nel nostro bagaglio di partenza. Scegliere dunque deve essere l’imperativo della nostra vita. “Il dado non è tratto” significa appunto che nulla è già deciso, è tutto nelle nostre mani proprio perché “siamo molto più del nostro DNA”

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