Tim Burton - Tesina

Tesina di maturità per liceo linguistico su Tim Burton. Argomenti tesina: “Frankenstein or the modern Prometheus”, “Die Verwandlung” di Franz Kafka.

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  • 06-07-2013
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Introduzione Tim Burton - Tesina

Questa citazione di Franz Kafka, tratta dal libro Colloqui con Kafka di Gustav Janouh del 1953, incarna, meglio di qualsiasi altra frase, il concetto di fantasia che, legatasi alla realtà, diventa un mondo alternativo proiettato fuori dalla mente del pensatore e reso visibile a chiunque grazie ad un moderno “veicolo artistico”: la cinematografia. E' incantevole immergersi in realtà sconosciute entrando a far parte di quello che è il genio di chi dirige e dà alla luce un film, interrogarsi sul perchè di alcune scene, appassionarsi e immedesimarsi nei personaggi che si muovono sulla scena.
Diversi sono i generi cinematografici e i registi che sono stati in grado di carpire la mia attenzione, ma nessuno quanto Tim Burton e le sue figure grottesche destinate a rappresentare il tema della diversità e dell'incomprensione, per cui ho deciso di dedicare a questo grande regista la mia tesina di maturità.
Timothy William Burton, meglio noto come Tim Burton, nato a Burbank, in California, il 25 agosto 1958, è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, animatore e disegnatore statunitense, noto per essere il regista di riferimento di un particolarissimo cinema dalle ambientazioni gotiche, fiabesche, poetiche e fortemente malinconiche, incentrato molto spesso su temi quali l'emarginazione e la solitudine e caratterizzato da una forte bizzarria creativa che sfocia spesso in sottile critica satirica. Nel 2007, alla Mostra del Cinema di Venezia, dopo varie nominations agli Oscar, Tim Burton ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera, diventando il più giovane regista della storia ad aver conseguito tale riconoscimento. Inoltre, nel maggio 2010 siede a capo della giuria del Festival di Cannes, primo regista proveniente in parte dal mondo dell'animazione a ricoprire tale ruolo.
La sua produzione ricalca aspetti della sua vita: sin dai primi anni, per l'incompatibilità che sente verso i genitori, preferisce andare a vivere con la nonna e a sedici ha già una casa tutta per sé. Il timido ed eccentrico Tim, dalla stravagante zazzera disordinata, non ha molti amici e, sebbene non nutra nessun tipo di particolare rancore verso il paese natale, trova la piccola città americana troppo ipocrita, mediocre ed eccessivamente “normale” per i suoi gusti.
Il giovane mostra una portentosa vena artistica nel campo del disegno e della poesia. Il cinema è l'altra sua passione: tra le sue preferenze, i cosiddetti “film di serie B”, gli horror come Godzilla, l'animazione in stop motion e, tra i suoi idoli, il regista italiano Federico Fellini e l'attore statunitense Vincent Price, interprete di numerosi adattamenti cinematografici dei racconti di Edgar Allan Poe.
Dopo aver vinto una borsa di studio messa in palio dalla Disney, entra a far parte della casa cinematografica come animatore, ma, insoddisfatto dal dover disegnare “ disgustose creature graziose” ,abbandona il lavoro, iniziando a collaborare con la Warner Bros. Quest'ultima gli dà la possibilità di sviluppare il proprio genio artistico, dando inizio a una straordinaria carriera che lo rende famoso in tutto il mondo. Burton, a mio avviso, può esser definito “artista a trecentosessanta gradi”: non solo per la sua produzione ma per lo stile con il quale conduce la propria vita. Egli sembra spinto dalla passione creatrice, non dalla ricerca sfrenata di fama, come si può notare dal fatto che sia una persona schiva, dedita a mantenere la propria vita privata lontana dai riflettori; non ama Hollywood preferendo vivere a Londra con la moglie ed attrice Helena Bonham Carter. E' inoltre importante da ricordare la collaborazione con l' amico Johnny Depp, attore di molti suoi film.
Tutta la sua produzione è indirettamente adiacente a lui stesso e il suo stile è visionario, tracciando contrasti netti come il binomio humor-pessimismo . Le scenografie e i trucchi giocano un ruolo fondamentale, per far introdurre lo spettatore nel suo mondo immaginario. La sua cinematografia sviluppa il personaggio dell'outsider ossia l'emarginato che nasce dal rapporto esistenziale e conflittuale fra umanità e mostruosità. Sin da bambina ho avuto modo di apprezzare la sua produzione. Il primo film che vidi fu “Nightmare before Christmas”, opera realizzata come produttore per la Disney nel 1993, che a mio avviso resta la miglior fiaba moderna degli ultimi tempi.
Ricordo ancora quanto rimasi estasiata e incuriosita nel vedere tutte quelle figure macabre e allo stesso tempo amichevoli che animavano il “mondo incantato delle feste”. Subito non compresi perchè ma con il tempo capii che la mia attrazione verso questa fantastica realtà all'insegna del macabro e del grottesco arrivava dal fatto che inconsciamente mi sentissi appartenente alla figura del “diverso”, tante volte affrontata da Burton.
Ancora oggi mi reputo una persona non convenzionale e per molti aspetti affine a questo regista, capace di proiettare se stesso nelle figure da lui proposte. Burton si pone dalla parte dei suoi mostri perché si sente uno di loro, sa cosa vuol dire essere considerato “strano”, conosce ciò che provano e per questo riesce facilmente ad approfondire le loro psicologie e a presentarci i loro sentimenti: ci mostra la loro bellezza nascosta e li contrappone ai cosiddetti “normali” che si rivelano essere i veri mostri. I personaggi , hanno una capacità innata nel catturare l'animo dello spettatore, rendendo possibile l'idea di un mondo migliore dopo la morte. Il regista ci permette di ridere e provare piacere trattando ciò che l'uomo più ripudia o teme. Molto spesso gli artisti vengono riconosciuti come tali solo post mortem, ma Burton, nonostante la sua eccentricità, che lo porta ad essere “una voce fuori dal coro”, ha conquistato un grande consenso. A mio avviso ciò è dovuto al fatto che in una società sempre più composta da individui a sé stanti e alienati, è facile trovarsi “estranei” come i “diversi burtoniani” e la visione cinematografica, facilmente fruibile al pubblico, dà la possibilità di identificarsi in ciò che la pellicola propone con immediatezza.
Ho scelto di trattare nella mia tesina una parte della filmografia di Tim Burton, perchè nel mio percorso di studio ho avuto modo di trovare alcuni argomenti che facilmente sono collegabili al ruolo che la pellicola assume nella sua produzione del regista, ma soprattutto perché trovo interessante la possibilità di poter approfondire i temi trattati da una persona che sento così simile a me e che ha fatto strada grazie alla sua diversità.
Collegamenti
Tim Burton - Tesina

Letteratura italiana: “Nightmare Before Christmas” a confronto con il romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello.
Letteratura inglese: Confronto tra il film d'animazione “Frankenweenie” e il romanzo gotico “Frankenstein or the modern Prometheus” di Mary Shelley.
Letteratura tedesca: Confronto tra il film “Edward mani di forbice” con il romanzo espressionista a toni grotteschi “Die Verwandlung” di Franz Kafka.
Letteratura francese: Confronto tra l'impegno sociale di Tim Burton e quello di Victor Hugo.
Letteratura latina: Tim Burton e Marco Valerio Marziale posti in analogia.
Storia: Il film “Mars Attacks!” e i duri rapporti di convivenza esistenti nel mondo dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.
Filosofia: Il film “Alice in Wonderland” e la filosofia freudiana.
Storia dell'arte: “L'orrore, la faccia più incantevole del Bello” .
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