Daniele di Daniele
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Fuit quoddam tempus, cum in agris homines passim bestiarum modo vagabantur et sibi victu fero vitam propagabant nec ratione animi quicquam, sed pleraque viribus corporis administrabant; nondum divinae religionis, non humani officii ratio colebatur, nemo nuptias viderat legitimas; non certos quisquam aspexerat liberos; non, ius aequabile quid utilitatis haberet, acceperat. Ita propter errorem atque inscientiam caeca ac temeraria dominatrix animi cupiditas ad se explendam viribus corporis abutebatur, perniciosissimis satellitibus. Quo tempore quidam videlicet vir et sapiens cognovit, quae materia et quanta ad maximas res opportunitas in animis inesset hominum, si quis eam posset elicere et praecipiendo, meliorem reddere; qui dispersos homines in agros et in tectis silvestribus abditos, ratione quadam conpulit unum in locum et congregavit et eos in unam quamque rem inducens utilem atque honestam, primo propter insolentiam reclamantes, deinde propter rationem atque orationem studiosius audientes ex feris et inmanibus mites reddidit et mansuetos.


Infatti ci fu un tempo in cui gli uomini vagavano nei campi qua e là alla maniera delle bestie e vivevano in maniera selvaggia e non gestivano nulla con la ragione, ma la maggior parte delle cose con la forza fisica, non ancora era praticato il rispetto verso la religione divina, né verso i doveri umani, nessuno aveva visto nozze legittime, nessuno aveva visto figli sicuramente propri, nessuno aveva inteso che utilità avesse una giustizia imparziale. Così a causa del dubbio e dell'ignoranza l'avidità, cieca e temeraria dominatrice dell'animo, sfruttava per soddisfarsi le forze del corpo, complici pericolosissimi. In questo tempo, dunque un uomo senza dubbio grande e sapiente, venne a conoscenza di quale materia ci fosse a disposizione e di quanto grandi fossero le potenzialità negli animi degli uomini per raggiungere grandissimi risultati, se qualcuno avesse potuto tirarle fuori e con l'insegnamento renderle migliori: costui radunò e riunì con un certo progetto in un unico luogo gli uomini sparpagliati per i campi e nascosti in rifugi silvestri e inducendo a ciascuna attività utile e onorevole quelli che prima protestavano per la mancanza di abitudine, poi ascoltavano con maggiore interesse per l'intelligenza del discorso, li rese miti e mansueti da selvaggi e bestiali che erano. [fonte: certamenciceronianum.it]

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