Daniele di Daniele
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M. Cato, tribunus plebis designatus et adhuc admodum adulescens, cum alii suaderent ut per municipia Lentulus coniuratique custodirentur, paene inter ultimos interrogatus sententiam, tanta vi animi atque ingenii invectus est in coniurationem, eo ardore oris orationem omnium lenitatem suadentium societate consilii suspectam fecit, sic impendentia ex ruinis incendiisque urbis et commutatione status publici pericula exposuit, ita consulis virtutem amplificavit ut universus senatus in eius sententiam transiret animadvertendumque in coniuratos censeret maiorque pars ordinis eius Ciceronem prosequerentur domum. At Catilina non segnius conata obiit quam sceleris conandi consilia inierat: quippe, fortissime dimicans, quem spiritum supplicio debuerat, reddidit.


[M. Catone], designato tribuno della plebe e ancora giovanissimo,mentre gli altri erano dell'avviso che Lentulo e i congiurati fossero tenuti sotto sorveglianza nei vari municipi d'Italia, richiesto del proprio parere quasi tra gli ultimi, con tanta violenza e passione si scagliò contro i congiurati, con tanta foga oratoria rese sospetti di essere partecipi della congiura tutti coloro che con i propri discorsi consigliavano la clemenza, in tal modo espose i pericoli che incombevano in conseguenza della rovina e degli incendi della città e del sovvertimento della cosa pubblica, tanto esaltò la fermezza del console, che tutto il senato aderì alla sua proposta, espresse il parere che si punissero con la morte coloro di cui abbiamo detto prima, e buona parte di esso accompagnò Catone fino a casa.
Catilina invece abbandonò la vita con decisione non inferiore a quella con la quale aveva stabilito di mettere in atto il suo tentativo criminale: combattendo infatti con grandissimo coraggio, rese in battaglia l'ultimo respiro che avrebbe dovuto rendere nell'estremo supplizio. [trad. R. Nuti]

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