Riforma Maturità, il voto finale: come cambiano punteggio e crediti scolastici

Marcello G.
Di Marcello G.

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Secondo i primi testi in circolazione, presto sarà approvata una vera e propria riforma per gli esami di maturità 2019 con novità non solo formali – come l’eliminazione della terza prova e l’introduzione dell’alternanza scuola lavoro tra i criteri di valutazione – ma anche numeriche. Cambiando il numero delle prove, infatti, saranno ripensati anche i punteggi attribuiti alle singole prove e agli altri aspetti presi in considerazione per costruire il voto finale. Ecco, nel dettaglio, come potrete raccogliere tutti i punti necessari per arrivare al tanto sognato 100.

La carriera scolastica, più crediti ad ogni anno

I punti lasciati in eredità dalla terza prova saranno totalmente trasferiti nelle mani dei docenti. I 15 crediti previsti, andranno ad arricchire il punteggio attribuito al curriculum degli ultimi tre anni delle superiori. Se prima, dunque, un ragazzo poteva arrivare alla vigilia della maturità con massimo 25 punti ora ci si potrà presentare davanti alla commissione addirittura con 40 punti. Crediti che saranno così distribuiti: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto. Crediti che dipendono dal voto medio. La seguente tabella di conversione potrà aiutare a capire in anticipo quanti punti riuscirete a racimolare:


tabella crediti scolastici curriculum voti triennio

Test Invalsi e alternanza scuola-lavoro

Dall’estate 2019 faranno il loro esordio alla maturità due nuovi parametri. Il test Invalsi, che tanto sta facendo patire i ragazzi delle scuole medie (tanto è vero che sarà eliminato dalle prove dell’esame di terza), coinvolgerà anche gli studenti di quinto; si svolgerà durante l’anno e non rientrerà nel punteggio finale di maturità ma sarà valutato ai fini dell’accesso all’esame. L’alternanza scuola lavoro, invece, oltre ad entrare nel vivo delle prove d’esame sarà anche parte della media scolastica dell’ultimo triennio.

Anche le prove scritte diventano più ‘ricche’

Ma non sarà solo la carriera scolastica a vedere lievitare il numero di punti disponibili. Anche le due prove scritte, infatti, potrebbero essere più generose per i maturandi. Se alla prossima maturità 2017 lo scritto d’italiano e la seconda prova – oltre naturalmente la terza prova, ancora presente – attribuiranno al massimo 15 punti, dalla maturità 2019 si sale fino a quota 20.

Per l’orale di maturità meno punti e nuove regole

Da dove si prendono, però, i punti aggiunti alle prove scritte? Basta fare due conti per capire che a rimetterci sarà l’orale di maturità. Finora il voto massimo al colloquio corrisponde a 30 punti, in futuro ne attribuirà solamente 20. Un orale depotenziato che, in più, cambia volto: meno spazio alla teoria e porte spalancate alla pratica. La relazione o il progetto relativi al periodo di alternanza scuola lavoro prendono il posto della tesina; l’analisi dei testi e le domande di ragionamento sostituiscono il classico nozionismo.

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