Caro Miur, quando troveremo una donna all’analisi del testo?

Per carità: Eco è stata una scelta (un po’ prevedibile per la verità) molto azzeccata. E per carità: di donne tra le tracce di maturità si è sempre parlato. Stavolta tocca al suffragio universale, o all’avventura nello spazio di Samantha Cristoforetti, e gli scorsi anni non sono mancati temi su grandi personaggi di genere femminile. Viene in mente il tema di attualità del 2015 su Malala Yousafzai, o il tema storico del 2008 che proprio di condizione femminile parlava, o per lo meno, invitava a parlare.
Sì, però…
Si poteva fare di più, per questo 2016. Forse a farci parlare così è l’entusiasmo: vuoi che Angela Merkel è stato personaggio dell’anno secondo il Time per il 2015, vuoi le recenti elezioni amministrative che hanno visto giovanissime donne prendere il potere in città difficili e spietate. Vuoi che Hillary Clinton è in corsa per diventare presidente degli Stati Uniti.

O forse, a farci parlare così è l’emozione: vuoi che siamo ancora sconvolti dai cruenti casi di femminicidio fin troppo recenti. Vuoi che chi scrive, in questo caso, è una giornalista donna.
Vuoi che questo paese - forse questo mondo - non è facile per le ragazze di tutte le età: una crisi economica, lavorativa e mentale picchia particolarmente sulle quote rosa, divisa tra ruoli diversi, contrastanti, e pregiudizi non ancora superati (vedi madre, moglie, amante, single - per non dire zitella - donna in carriera, e la sempreverde “facile”).
Insomma, il voto alle donne per il 70° anniversario, relegato nella tipologia C di tema storico (notoriamente il meno scelto che mai, agli esami), non ci basta. Meglio si può dire sul materiale per il saggio breve, ma l’argomento ci appare sempre così: di contorno.
Il nuovo esame di maturità non ha mai visto protagonista un’autrice all’analisi del testo: tipologia A, prima lettera dell’alfabeto, la numero uno, la traccia che più delle altre ha risonanza mediatica. Eppure di poetesse e scrittrici novecentesche siamo pieni zeppi. Se non vogliamo citare il premio Nobel - e che premio Nobel - Grazia Deledda, forse troppo lontana a livello cronologico, si poteva valutare Alda Merini, o Elsa Morante, Sibilla Aleramo. Di sicuro il Ministro conosce a memoria le grandi donne della nostra Letteratura e, perché no, della nostra Scienza (e qui si dovrebbe aprire un discorso a parte). Come già scritto, di sicuro hanno avuto il loro spazio tra le tracce di maturità. Ma non da protagoniste. Mai, e dico mai, si è scelto un brano di un’autrice, ed è anche vero che spesso a scuola si studiano poco e male, sovrastate dai giganti novecenteschi che conosciamo a menadito. Questa volta ci aspettavamo una grande rivoluzione, il cuore avrebbe battuto più forte, forse, nel petto di tutte le studentesse e degli studenti. E non si può che domandare, ma perché bucare questa occasione? Forse l’attualità ha dettato le sue leggi e la recente scomparsa di Umberto Eco ha spostato l’ago della bilancia a favore di altri temi. Questo quindi non si legga come un rimprovero, ma come un invito e un appuntamento al prossimo anno.


Carla Ardizzone

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