Maturità 2017, i consigli per superare il blocco dello scrittore durante la prima prova

Maura Manca
Di Maura Manca

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La prima prova è sempre la prova più attesa, è quella in cui si rompe finalmente il ghiaccio, dove si conoscono i commissari esterni e dove si capisce come si viene distribuiti nelle aule o nei corridoi. Poi, una volta superata la prima prova è come se un pezzetto dell’esame fosse già fatto. La paura e le preoccupazioni legate al blocco dello scrittore, al non essere in grado di svolgere nessuna traccia, a dimenticarsi ciò che si è studiato, a non essere chiari, a non aver capito il testo e all’andare in palla - e quindi compromettere l’esame - aumentano man mano che ci si avvicina all’ora x. Inoltre, le prove svolte durante l’anno generano meno ansia perché si ha la tranquillità che se il compito non dovesse andare bene è comunque possibile recuperare, mentre la prova finale è vista come unica e irripetibile, quindi non ci si può permettere di sbagliare.

Quali sono le strategie per affrontare la prima prova senza farsi schiacciare dalla paura?


Nel momento in cui i commissari consegnano le tracce prima prova 2017, la paura che esca una traccia che non si è in grado di svolgere può portare ad un picco di stress, ci si sente deboli, batte forte il cuore e si ha un vuoto totale. Niente panico, tutto questo è normale, è lo scarico di tutte le tensioni accumulate nei giorni precedenti. Non bisogna farsi schiacciare dalle emozioni, è importante buttare fuori l’aria e fare dei respiri profondi per far ritornare tutti i livelli alla normalità. Si deve parlare con se stessi, dirsi di stare calmi, riprendere il lume della ragione perché ci si deve concentrare su ciò che si deve andare a fare.

Non farsi prendere dall'ansia e dalla paura

Può capitare di avere un vuoto di memoria e di non ricordarsi le cose. Il mix di ansia e paura giocano brutti scherzi. Non si deve lasciare spazio a pensieri catastrofici, non si deve credere che andrà tutto male, altrimenti non si riesce a recuperare dai cassetti della memoria tutto ciò che si è studiato. Bisogna ricordarsi che le cose apprese non si cancellano, ma che sono arrivati alla testa troppi input tutti insieme, creando una sorta di blocco mentale. È importante prendere il proprio tempo per riorganizzare le idee e abbassare il picco di stress per recuperare in maniera sequenziale e non caotica tutto ciò che si è studiato nei mesi precedenti. Può capitare di rimanere un attimo incastrati, si guarda il tempo che scorre e si percepisce che le mani sono come paralizzate. Bisogna non farsi prendere dalla paura di non farcela, respirare profondamente e cercare di allontanare quelle emozioni che il corpo e la mente leggono come pericolo. Si deve fare uno sforzo e dirsi che è ora di affrontare l’ostacolo e partire.

Leggere le tracce attentamente e pensare solo al proprio lavoro

Un trucchetto per evitare di farsi venire troppa ansia e paura di non essere in grado di svolgere le prove è di non leggerle con troppa superficialità, aspettative e ansia e farsi prendere dallo sconforto che non è uscita la traccia sperata. È una partita che si deve obbligatoriamente giocare e, quindi, anche se non si è nelle condizioni ottimali, si deve cercare di dare il meglio per vincere. Si devono rileggere con calma le tracce proposte, non guardare quello che fanno gli altri, ad esempio se hanno già iniziato a scrivere, se è uscita la traccia che volevano ecc… ci si deve concentrare solo sulla propria situazione e sul proprio compito. Si deve fare una scaletta mentale prima di iniziare e svolgere il tema per avere le idee chiare da dove partire e dove arrivare. Man mano ci si accorgerà che i contenuti verranno a galla da soli. Per evitare un blocco anche durante lo svolgimento, è importante concedersi una pausa di qualche minuto, perché un break rigenera e permette di ripartire con più lucidità. Può capitare che durante lo svolgimento ci si senta insicuri, anche su cose di cui si era sicurissimi: questo atteggiamento è normale, è la preoccupazione di fare qualche errore che fa vivere queste sensazioni. Basta aiutarsi con il vocabolario, segnare le cose di cui non si è certi e man mano, alla fine ricontrollare per evitare stress inutili. L'importante, però, è non farsi prendere dal perfezionismo e dall’ansia da prestazione.

Un volta scritto il tema, via le paure: è controproducente

Non si deve fare l’errore di cadere nel tranello della paura di aver sbagliato tutto, una volta scritto il tema. Capita spesso che nella rilettura si dia spazio alle ansie della valutazione e del giudizio, che fanno solo emergere la paura di fallire e di aver commesso errori o di aver sbagliato tutto. Si deve tenere a mente che in quel momento si diventa ipercritici con se stessi, è come se fosse un mettere le mani avanti e un modo di gestire la paura di andare male. Il voto non deve essere visto come un giudizio sulla persona ma sulla prestazione, altrimenti non si riesce a mantenere la lucidità. A volte capita che rimanga tempo: in quel caso, invece di farsi prendere dalla paura di aver scritto poco o di aver preso la prova sotto gamba, ci si deve prendere una pausa di qualche minuto per poi rileggere il compito a mente fredda, per capire se è stato scritto tutto o se si può incrementare l’elaborato in qualche modo facendo delle aggiunte.

Finita la prova ricaricatevi per il giorno dopo

Una volta usciti da scuola e tornati a casa, non si deve fare l’errore di farsi schiacciare dalla paura di non aver scritto tutto e di aver dimenticato alcuni aspetti che non sono stati approfonditi. Finita la prova è il momento del confronto con se stessi, con gli altri e con la Rete. Si trovano i temi svolti, si sente ciò che hanno scritto gli altri, i genitori bombardano di domande e spiegano come avrebbero svolto la prova e sembra sempre che gli altri abbiamo fatto meglio; in quei momenti si vedono solo gli aspetti negativi e ciò che non è stato fatto o che si poteva fare. Si cercano disperatamente conferme, è normale, ma non bisogna esagerare perché il giorno dopo si deve affrontare la seconda prova e non si può arrivare scoraggiati, delusi e demoralizzati perché altrimenti si rischia di partire con il piede sbagliato o sconfitti in partenza. La prova ormai è stata svolta e quindi è inutile sprecare energie che servono il giorno dopo e nel ripasso pomeridiano. Non serve a niente piangere sul latte versato ma ci si deve rimboccare le maniche e cercare di fare il massimo il giorno dopo. Non si può passare un pomeriggio e una nottata con il pensiero fisso che la prova non è andata come si voleva, perché tanto non risolve il problema, anzi ne crea un altro e un ulteriore appesantimento.


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