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Capitoli 1-12 Promessi Sposi - Riassunto

Riassunto generale della storia narrata (dal cap. 1 al cap.12) con particolare attenzione alla trasformazione dei personaggi

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I PROMESSI SPOSI
Riassunto generale della storia narrata (dal cap. 1 al cap.12) con particolare attenzione alla trasformazione dei personaggi

“I promessi sposi” sono un capolavoro del Manzoni e vengono scritti nel 1800, anche se le vicende e l’ambientazione risalgono al 1600.
L'azione incomincia con una data precisa, la sera del 7 novembre 1628, quando, in una delle stradicciole sulla costiera, un parroco di campagna, don Abbondio, incontra due «bravi» di un signorotto del tempo, don Rodrigo, che in nome del loro padrone gli comandano di non celebrare il matrimonio già fissato per il giorno dopo, tra i due giovani operai Renzo Tramaglino e Lucia Mondella.
Renzo è un’anima semplice ed ottimista, conosce il male del mondo nei soprusi degli uomini potenti, ma non è disposto a lasciarsi piegare da loro. Di fronte alle sopraffazioni e alle violenze, il suo animo pacifico non pensa che alla vendetta e all'omicidio. Ma da questo lo terranno sempre lontano la sua innata onestà ed il forte sentimento religioso.
Il parroco, spaventato, promette obbedienza. Giunto alla canonica, pressato dalla serva Perpetua, rivela le ragioni del suo turbamento e va a letto più morto che vivo.
Il mattino successivo, quando Renzo si reca alla chiesa, apprende che per alcune formalità il matrimonio deve rinviarsi.
Poco convinto, sul punto di allontanarsi, incontra Perpetua che non può fare a meno di fargli intendere che le ragioni sono ben altre.
Si ha così un colloquio tempestoso tra don Abbondio e Renzo che lo costringe a raccontargli la verità. Renzo, disperato, allora corre a casa di Lucia.
Lucia è in casa con la madre Agnese e le amiche, in attesa dello sposo. A Renzo, che sopraggiunge ansioso e pretende spiegazioni, essa confessa di essere stata fermata per strada, di ritorno dal lavoro, da don Rodrigo che le ha rivolto parole poco belle.
Aggiunge di aver rivelato la cosa a padre Cristoforo, il suo confessore, e di essere stata consigliata da lui a tacere e affrettare le nozze. Renzo, indignato, vorrebbe compiere spropositi; ma Agnese lo spinge piuttosto ad andare a Lecco da un avvocato, il dottor Azzeccagarbugli.
Renzo vi si reca, ma l'avvocato, quando apprende che c'è di mezzo don Rodrigo, lo butta fuori di casa.
Padre Cristoforo, avvertito da Lucia, esce dal suo convento di Pescarenico e si reca alla casa delle due donne. Il capitolo è in gran parte occupato dalla narrazione della giovinezza del frate: figlio di un facoltoso mercante, aveva ricevuto una raffinata educazione. Venuto un giorno a diverbio con un nobile, l'aveva ucciso in duello; quindi, per espiazione, s'era fatto frate, mutando il nome di Lodovico in quello di Cristoforo.
Padre Cristoforo, dopo aver parlato con le due donne, decide di recarsi da don Rodrigo per convincerlo a desistere dal suo proposito. Si reca al palazzo del signorotto, dove è ricevuto nella sala da pranzo: è in corso infatti un banchetto, cui il padrone di casa ha invitato un suo cugino, il conte Attilio, e alcuni personaggi importanti del paese. Si discute, si brinda all'abbondanza e si discute su insignificanti questioni d'onore. Padre Cristoforo è chiamato a dir la sua.
Finalmente don Rodrigo riceve il frate in disparte e così padre Cristoforo accusa il signore di perseguitare Lucia e gli minaccia la vendetta di Dio.
Intanto, in casa di Lucia, Agnese espone ai due giovani un suo progetto: quello di strappare il matrimonio a don Abbondio, presentandosi a lui con due testimoni e dichiarando l'intenzione di sposarsi. Sembra che secondo l'uso il matrimonio sarà così ugualmente valido. Lucia è riluttante; Renzo, entusiasta, esce in cerca dei due testimoni e li trova in Tonio, cui promette di pagare un debito che costui ha col curato, e nel fratello di lui, Gervaso.
Padre Cristoforo annuncia desolato alle due donne il fallimento della sua missione. Furore di Renzo, Lucia acconsente all'idea della madre. Intanto nel paese si vede gente strana, e un mendicante va alla casetta di Lucia a chiedere l'elemosina con l'aria di esplorare il luogo. Sono gli uomini di don Rodrigo che studiano il modo di rapire Lucia, agli ordini del capo dei bravi, il Griso. A sera, i due giovani, Agnese e i testimoni s'avviano in silenzio verso la casa di don Abbondio.
È questa la «notte degli imbrogli», che comincia col fallimento del tentativo di matrimonio a sorpresa.
Don Abbondio, con una furia inaudita, si libera degli intrusi e dà l'allarme: il campanaro Ambrogio,allora, credendo la canonica invasa dai ladri, suona la campana a martello.
Mentre il gruppo di Renzo cerca scampo per la campagna, altrettanto sorpresi dall'allarme sono i bravi in azione per rapire Lucia e che hanno trovato vuota la sua casa.
E così anche un ragazzetto, Menico, che padre Cristoforo, avvertito del rapimento, ha mandato alla casa delle due donne a scongiurarle di correre da lui.
Il ragazzo è bloccato dai bravi, che tuttavia, spaventati dalla campana, lo lasciano libero. Così Menico riesce a incontrare il gruppo di Renzo e ad avvertire i fuggitivi di recarsi al convento.
Tra i due gruppi in fuga, s'inserisce l'agitazione del paese che, svegliato, non riesce a capire che cosa stia succedendo.
Renzo e le due donne giungono al convento dove trovano già organizzata da padre Cristoforo la loro fuga dal paese, per sottrarsi alle minacce di don Rodrigo.
Le due donne andranno a Monza, Renzo a Milano, muniti di lettere di presentazione per cappuccini, amici del padre. I fuggiaschi s'imbarcano e in piena notte attraversano il lago.
A Monza, mentre Renzo prosegue per Milano, Lucia e Agnese vengono ospitate nel convento di una «Signora» (la monaca di Monza) di cui l'Autore ci narra la storia.
Il suo nome è Gertrude. Figlia di un principe milanese, è stata monacata dai suoi con crudele determinazione, nonostante il suo temperamento lontano da ogni vocazione religiosa.
Costretta al convento, essa ha segretamente allacciato una relazione amorosa con un giovane, Egidio, «sciagurato di professione», che abita nella casa confinante col giardino interno del monastero. La relazione dura già da tempo e circa un anno prima ha avuto un momento drammatico, quando Gertrude con l'aiuto dell'amante, ha ucciso una conversa, che aveva scoperto la loro tresca.
Al paese intanto i bravi, fallita la missione, hanno riferito a don Rodrigo la fuga delle due donne. Il cugino di lui, il conte Attilio, sentendo l’odore di padre Cristoforo, promette di fargli avere una lezione dai suoi superiori.
Il Griso, a sua volta, scopre che Lucia è a Monza e che Renzo è stato indirizzato a Milano, dove lo troviamo infatti alla ricerca del convento cui l'ha inviato padre Cristoforo.
La vicenda , a questo punto, a dar sempre più l'impressione di una «storia vera», s'innesta in un fatto storico realmente accaduto: la rivolta milanese di San Martino, del novembre 1628, quando, esasperato dalla fame e dalla politica inefficiente del vicegovernatore Ferrer, il popolo dette l'assalto ai forni. Renzo s'inserisce così nell'avvenimento e assiste ai saccheggi.
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