I Promessi Sposi: 1°capitolo
 Dove: “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno... “, Lecco, “strade e stradette più o men ripide, o piane... ”, “all’incrocio tra due viotte”, dimora di Don Abbondio.
 Quando: La vicenda è ambientata nel 1600, sul calar del sole.
 Personaggi:
Don Abbondio: Curato di una di quelle terre, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, fifone, farabutto, abitudinario, incapace di farsi valere. Si era fatto prete, non per vocazione, ma per mettersi in una classe riverita e forte. Si era accorto di essere come un vaso di terra cotta in compagnia di molti vasi di ferro. Il suo sistema consisteva nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare. Mostrava neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui. Se si trovava costretto a scegliere tra due contendenti, stava col più forte, ma si accertava di far vedere all’altro che non gli era volontariamente nemico se esso si sarebbe dimostrato ancora più forte dell’altro.

I bravi: Prepotenti, irrispettosi, violenti, rudi, maleducati. Avevano entrambi intorno al capo una reticella verde, che cadeva sulla spalla sinistra, due lunghi baffi arricciati in punta, una cintura lucidata di cuoio, e a quella attaccate due pistole, un piccolo corno ripieno di polvere, ampi e gonfi calzoni, un grande spadone. Sono pagati da Don Rodrigo. Essere chiamati “bravi” a quell’epoca significava essere delinquenti.
Perpetua: Popolana, serva di Don Abbondio. Intelligente, saggia, pettegola, furba. Cerca di consolare l’animo di Don Abbondio e gli tiene compagnia.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Camminata di Don Abbondio per una delle vie di quelle terre.
2°) Don Abbondio vede due persone ad aspettarlo de la specie de’ bravi.
3°) Spannung. Don Abbondio Affronta il pericolo, ha paura; i bravi l’hanno visto e si dirigono verso di lui.
4°) Dialogo tra Don Abbondio e i bravi che gli impongono di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia, pena la vita.
5°) Don Abbondio e i bravi si congedano.
6°) Don Abbondio arriva a casa e trova perpetua ad aspettarlo.
7°) Don Abbondio le racconta l’accaduto e le chiede consiglio. Perpetua gli dice di rivolgersi al cardinale Federico Borromeo. Don Abbondio rifiuta il consiglio e comanda a Perpetua di non rivelare la faccenda a nessuno.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
La giustizia dell’epoca è corrotta. Le grida contro chi imbrogliava, derubava o assassinava erano numerose e meticolose. Ma solo le classi più importanti ne beneficiavano. I deboli e gli umili subivano le prepotenze e gli stupri dei ricchi signori di quelle terre, che solitamente erano violenti, con intorno uno stuolo di bravi, e in più nessuno aveva il coraggio di punirli.
La società era così composta:
Il clero, che vegliava a sostenere le sue immunità;
La nobiltà, che si teneva ben stretti i suoi privilegi con l’uso della forza e della corruzione;
Infine vi erano gli umili: ignoranti e deboli, sfruttati e poco considerati.
I Promessi Sposi: 2° capitolo
 Dove: Stanza di Don Abbondio, dimora di Don Abbondio, strade di Lecco, orto di Perpetua, casa di Lucia.
 Quando: Notte del 7 novembre,8 novembre 1628
 Personaggi:
Don Abbondio: molto ansioso e angosciato. Ha timore del domani e passa tutta la notte a pensare a come può sbrogliare la faccenda delle nozze tra Renzo e Lucia. E’ astuto perché cerca di ingannare Renzo con il suo “latinorum”. Inoltre, per evitare brutti incontri, si finge malato e ordina a Perpetua di non aprire la porta di casa a nessuno. Si dimostra farabutto e vile perché si arrende a Renzo solo quando questi gli punta un pugnale adosso. Non affronta i problemi ma si rinchiude nelle sue paure.
Renzo: giovane di 20 anni. E’ orfano. Esercita la professione di filatore di seta, ereditaria nella sua famiglia. Conduce una vita abbastanza agiata per l’epoca. Ha un carattere molto precipitoso e suscettibile. Infatti, appena viene a sapere ciò che Don Rodrigo ha fatto a Lucia, comincia ad architettare la vendetta. E’ analfabeta. Molto spesso agisce senza riflettere.
Perpetua: è molto devota al suo padrone. E’ molto pettegola. Infatti, fa fatica a mantenere il segreto confessatole da Don Abbondio.
Lucia: giovane ragazza, promessa di Renzo. Ha dei lunghi capelli neri. E’ molto bella. Ha un’aria gioiosa temperata da un leggero turbamento che, senza scompor la bellezza, le da un carattere particolare.
Bettina: fanciulletta che si trovava a casa di Lucia all’arrivo di Renzo. E’ lieta di fare qualcosa per gli sposi.
Agnese: madre di Lucia.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Notte insonne di Don Abbondio.
2°) Descrizione di Lorenzo o, come dicevan tutti, Renzo.
3°) Dialogo tra Don Abbondio e Renzo. Don Abbondio cerca di trovare delle scuse per non celebrare il matrimonio.
4°) Renzo esce dalla casa di Don Abbondio insospettito e adirato quando, a un certo punto, vede Perpetua entrare in un orticello.
5°) Dialogo tra Renzo e Perpetua in cui quest’ultima si lascia scappare qualche parola sull’incontro di Don Abbondio coi bravi.
6°) Renzo rientra nella casa di Don Abbondio e lo costringe a rivelare chi è che non vuole veder maritati lui e Lucia. Don Abbondio, spaventato, rivela il nome di Don Rodrigo.
7°) Renzo se ne va. Don Abbondio si corica nel suo letto e finge di essere ammalato. Comanda a Perpetua di chiudere la casa a chiave e di non fare entrare nessuno.
8°) Renzo si avvia verso la casa di Lucia per comunicarle l’annullamento del matrimonio. Mentre cammina, cerca di trovare un modo per vendicarsi su Don Rodrigo pensando addirittura di ucciderlo.
9°) Renzo arriva alla casa di Lucia e dice a Bettina di chiamarla perché le deve dire una cosa importante.
10°) Descrizione della bella Lucia.
11°) Renzo comunica a Lucia che il matrimonio non si farà per via della prepotenza di Don Rodrigo. Lucia risponde: “ Fino a questo segno!”.
12°) Lucia e Agnese congedano le ragazze che stavano aiutando Lucia a prepararsi per il matrimonio. Queste si recano a casa di Don Abbondio per vedere se è veramente malato. Perpetua risponde: “Un febbrone”.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
A quei tempi le persone colte cercavano di ingannare quelle ignoranti tramite la loro cultura. Ciò è evidente nella conversazione tra Don Abbondio e Renzo. Infatti, Don Abbondio parla in latino per non far capire nulla a Renzo. Renzo si ribella dicendo che non vuole latino. Nella seconda sequenza ci viene narrato che a quei tempi era in corso una forte emigrazione verso i paesi vicini in cui si stava meglio economicamente. Ancora una volta è messa in evidenza la supremazia dei signorotti dell’epoca sugli umili.
I Promessi Sposi: 3° capitolo
 Dove: Casa di Lucia, ufficio del Dott. Azzecca-garbugli.
 Quando: Mercoledì 8 novembre 1628.
 Personaggi:
Lucia: Angosciata e sorpresa per il fatto che Don Rodrigo sia arrivato sino al punto di ostacolare il suo matrimonio. Comunque dimostra maturità e sangue freddo in una situazione in cui è facile perdere la calma e la lucidità. Si dimostra cauta, poiché ha nascosto la vicenda con Don Rodrigo per non fare preoccupare la madre e Renzo. E’ una ragazza molto saggia.
Renzo: angosciato e pieno di rabbia nei confronti di Don Rodrigo. E’ disposto ad accettare i consigli.
Agnese: “... co’ suoi difettucci, era una gran buona donna, e si sarebbe, come si dice, buttata nel fuoco per quell’unica figlia, in cui aveva riposta tutta la sua compiacenza.”
Fra Galdino: Frate cappuccino che viene a fare la raccolta delle noci per il convento. Fa un favore a Lucia che gli chiede di andar a chiamare Fra Cristoforo.
Dott. Azzecca-garbugli: Vecchio avvocato scorretto e corrotto. Durante il colloquio con Renzo “era in veste da camera, cioè coperto da una toga ormai consunta, che gli aveva servito, molti anni addietro, per perorare, ne’ giorni d’apparato, quando andava a Milano, per qualche causa di importanza.” E’ un povero legale di provincia.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Lucia racconta come Don Rodrigo l’abbia perseguitata e quindi il motivo per cui egli cerchi di ostacolare il matrimonio. Renzo, Lucia e Agnese cercano di trovare una soluzione al problema.
2°) Agnese consiglia a Renzo di recarsi dal Dott. Azzecca-garbugli per esporgli il caso.
3°) Renzo si reca allo studio del signor avvocato con quattro capponi in dono. Descrizione dell’avvocato e del suo ufficio.
4°) Comincia il colloquio tra Renzo e Azzecca-garbugli. L’avvocato mostra a Renzo le grida che descrivono la sua circostanza.
5°) Azzecca-garbugli però crede che Renzo sia un bravo ma, appena scopre che è Renzo ad aver ricevuto un‘ingiustizia da parte di Don Rodrigo gli ridà indietro i due capponi e lo caccia via dal suo ufficio.
6°) Intanto Lucia e Agnese ricevono la visita di Fra Galdino che è in paese per far la raccolta delle noci per il monastero.
7°) Fra Galdino racconta la leggenda di Padre Macario.
8°) Prima di congedare Fra Galdino con il carico di noci Lucia lo incarica di dire a Fra Cristoforo di venire immediatamente da lei.
9°) Renzo torna e racconta com’è andato lo sfortunato colloquio con Azzecca-garbugli. Ai tre non resta che sperare in qualche buon consiglio di Padre Cristoforo che arriverà domani.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
L’ufficio di Don Abbondio rappresenta la giustizia dell’epoca: come la stanza anche la giustizia è disordinata, confusionaria, non rispettata e poco curata, nonostante vi fossero centinaia di grida che contemplavano i più svariati casi. Inoltre la giustizia è corrotta. Chi aveva qualche potere in tribunale stava con i forti, e i deboli erano sempre vittime di soprusi, impossibilitati a difendersi. Infatti come l’avvocato capisce che Renzo non è un bravo e che ha ricevuto un torto da Don Rodrigo, lo caccia immediatamente, rifiutando di aiutarlo. All’epoca, nessuno osava schierarsi contro la potente classe nobiliare.
I Promessi Sposi: 4° capitolo
 Dove: Pescarenico... “una terricciola sulla riva sinistra dell’Adda”, convento di Pescarenico, strada che da Lecco conduce a Bergamo, sala del banchetto, strade di Pescarenico, casa del fratello del nobile ucciso.
 Quando: Giovedì 9 novembre 1628, all’alba. Nel capitolo incontriamo varie retrospezioni sulla vita di Fra Cristoforo.
 Personaggi:
Fra Cristoforo: Il suo vero nome è Lodovico. Era figlio di un mercante. Educato nobilmente “secondo la condizione de’ tempi”. Era un uomo di circa 60 anni. Aveva una lunga barba bianca, che gli copriva la faccia e il mento. Aveva due occhi incavati che talvolta sfolgoravano con vivacità repentina. Carattere esuberante che imparò a domare a sue spese dopo essersi sporcato le mani di sangue. “Sentiva un orrore spontaneo e sincero per i soprusi e le angherie”.
Cristoforo: “Altre volte giovine di bottega e, dopo chiusa questa, diventato maestro di casa”. Era un uomo di circa 50 anni, affezionatosi a Lodovico, che aveva visto nascere e crescere.
Fratello del nobile ucciso: Vendicativo, vuole umiliare Fra Cristoforo.
Padre di Fra Cristoforo: “Mercante che, nei suoi ultimi anni, trovandosi assai fornito di beni, aveva rinunziato al traffico, e si era dato a vivere da signore”.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) L’alba a Pescarenico: contrapposizione tra paesaggio e condizione degli uomini a causa della carestia.
2°) Descrizione di Fra Cristoforo.
3°) Il padre di Lodovico.
4°) Lodovico vorrebbe somigliare ai principali signori della sua città, competendo con loro nell’abbigliamento e nella magnificenza. Viene a costituirsi protettore degli oppressi. Per non commettere in prima persona raggiri e violenze, si tiene attorno un buon numero di bravi.
5°) Cristoforo e Lodovico camminano per le strade.
6°) Pretesto per il duello.
7°) Combattimento in cui rimangono uccisi Cristoforo e il nobile nemico.
8°) Mormorii tra la gente.
9°) Lodovico è accolto e curato nel convento di Pescherenico.
10°) Lodovico si frate per espiare il suo peccato sotto il nome di Fra Cristoforo.
11°) Fra Cristoforo va a chieder perdono del suo peccato al fratello del nobile ucciso.
12°) Fra Cristoforo si avvia per andare ad aiutare Lucia.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
In questo brano il Manzoni esalta il cristianesimo militante messo in atto da Fra Cristoforo. Gli ecclesiastici o comunque le persone che praticano il cristianesimo militante seguono il vangelo aiutando il prossimo con atti concreti. Attraverso Fra Cristoforo, Manzoni esalta i valori di umiltà, carità e povertà. In questo capitolo viene mostrata in cattiva luce l’impetuosità e la superficialità dei signorotti dell’epoca, che talvolta, per cose da niente, finivano per affrontarsi in duelli all’ultimo sangue.
I Promessi Sposi: 5° capitolo
 Dove: Casa di Lucia, Palazzo di Don Rodrigo circa tre miglia dal paesello degli sposi, terre di Don Rodrigo, sala del convito nel palazzo di Don Rodrigo.
 Quando: Giovedì 9 novembre 1628.
 Personaggi:
Fra Cristoforo: cerca di consolare la povera Lucia, si dimostra soccorrevole, aiuta Renzo a calmare la sua impetuosità, mostra empatia. Pur col sentimento fermissimo della giustizia della causa che veniva a sostenere provava un sentimento misto d’orrore e di compassione per Don Rodrigo e in sua presenza aveva un’aria di soggezione e di rispetto.
Lucia: scoraggiata, singhiozzante, triste e sfiduciata.
Renzo: impetuoso, vuole vendetta.
Agnese: madre di Lucia, è vicino ai due sposi in questo momento difficile.
Don Rodrigo: è circondato da amici e d’omaggi, di tanti segni della sua potenza, con un viso da far morire in bocca a chi si sia una preghiera, nonché un consiglio, una correzione, un rimprovero. Vorrebbe evitare il colloquio con Fra Cristoforo.
Conte Attilio: Cugino di Don Rodrigo e suo collega di libertinaggio e di soverchieria, il quale era venuta da Milano a villeggiare, per alcuni giorni con lui. È un attaccabrighe. Durante il banchetto si affrontano tre argomenti: Il primo è un problema di cavalleria; Secondo Attilio, un cavaliere che riceve una proposta di sfida, può importunare, se non addirittura uccidere, il messo che gli ha riportato la notizia. Il secondo argomento riguarda la successione al ducato di Casal Monferrato; Il conte si limita a osservare che il papa dovrebbe occuparsi di riconciliare i governanti cristiani. Il terzo argomento riguarda la carestia; Attilio sostiene che tutti gli incettatori dovrebbero essere impiccati perché nascondono il grano; “giustizia sommaria... impiccarli” sue testuali parole.
Podestà di Lecco: In teoria sarebbe toccato a lui far giustizia ai due sposi. Secondo lui non è un atto di cavalleria maltrattare un messaggero. Egli sostiene il conte d’Olivares, Don Gasparo Guzman. Sostiene che se ha fisso il chiodo che il Duca di Nivers non metta radici a Mantova, sicuramente non le metterà e il cardinale Richelieu farà un buco nell’acqua.
Dottor Azzecca-garbugli: ha il naso più rubicondo del solito perché ubriaco. Secondo lui la sentenza di Fra Cristoforo, secondo il quale non dovrebbero esserci né sfide, né portatori, né bastonate, non vale niente in ambito cavalleresco. Mette in mezzo il discorso della carestia. Durante il banchetto si limita a bere e mangiare; ascolta le varie dispute ma limita i suoi interventi.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Fra Cristoforo, arrivato a casa di Lucia, cerca di confortarla e di rassicurarla.
2°) Fra Cristoforo rimprovera Renzo per la sua impetuosità. Decide di parlare a Don Rodrigo.
3°) Fra Cristoforo osserva i territori di Don Rodrigo.
4°) Fra Cristoforo arriva al palazzo di Don Rodrigo e si ritrova nel bel mezzo di un banchetto.
5°) Argomento: questione di cavalleria
6°) Argomento: successione Casal Monferrato.
7°) Argomento: carestia
8°) Don Rodrigo prende in disparte Fra Cristoforo per parlare.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
Ancora una volta Manzoni evidenzia e condanna la superficialità dei signorotti del tempo. Inoltre si può percepire con molta chiarezza la corruzione della giustizia, poiché è questa la sensazione percepita vedendo il podestà, l’avvocato azzecca-garbugli e Don Rodrigo seduti alla stessa tavola. Inoltre traspare nei pareri di Attilio, il temperamento violento dei nobili che opprimevano la popolazione. Infatti, mentre il popolo muore di fame, i componenti delle classi dirigenti si ritrovano in sontuosi e ricchi banchetti.
I Promessi Sposi: 6° capitolo
 Dove: Palazzo di Don Rodrigo, casa di Lucia, casa di Tonio, osteria del villaggio.
 Quando: Giovedì 9 novembre 1628.
 Personaggi:
Fra Cristoforo: è un po’ impaurito al cospetto di Don Rodrigo. Comunque cerca di mantenere la calma nonostante i suoi ripetuti insulti ma, dopo uno di questi, la sua pazienza giunge al culmine e arriva al punto di invocare una maledizione sul suo interlocutore. Persona caritatevole e sempre pronta a offrire la sua disponibilità a chi ne ha bisogno.
Don Rodrigo: cerca di impaurire Fra Cristoforo con la sua altezzosità e sfacciataggine. Ma poi si dimostra vigliacco e superstizioso. Persona volgare e irrispettosa.
Servitore: presta servizio al palazzo di Don Rodrigo da prima che quest’ultimo nascesse. Ha conosciuto il padre di Don Rodrigo che era “tutt’un’altra cosa”. Lavoratore onesto e diligente che dimostra disapprovazione per i comportamento errati del suo padrone, anche se è impossibilitato a esprimere apertamente il suo parere. Si offre per aiutare Fra Cristoforo.
Agnese: conforta i due giovani promessi e alla fine riesce a trovare una soluzione: propone un matrimonio a sorpresa, ma dice a Lucia di non riferir a Fra Cristoforo questa trovata. Essa accetta le divisioni sociali e la propria conseguente inferiorità senza assolutamente chiedersene ragione. Il suo mondo è caratterizzato da schemi fissi.
Renzo: precipitoso, accoglie subito la proposta di Agnese e cerca di rasserenare Lucia.
Lucia: ragazza onesta e devota. Resiste al progetto di matrimonio a sorpresa perché le sembra un comportamento scorretto. Preferisce lasciare le cose nelle mani di Dio, convinta che le cose si risolveranno da se.
Tonio: capofamiglia che non è riuscito a saldare un debito con Don Abbondio. Accetta di far da testimone a Renzo in cambio dei soldi che gli servono per saldare il debito.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Colloquio tra Fra Cristoforo e Don Rodrigo.
2°) Il colloquio tra i due diventa acceso.
3°) Descrizione del servitore di Don Rodrigo.
4°) Congedatosi da Don Rodrigo, Fra Cristoforo ha un colloquio con un suo servitore che dichiara di essere al corrente di molti progetti del suo padrone.
5°) Intanto a casa di Lucia, Agnese propone di organizzare un matrimonio a sorpresa.
6°) Lucia, a differenza di Renzo, non accoglie la proposta. Ma nonostante il suo dissenso, Renzo e Agnese continuano a programmare la cosa.
7°) Descrizione famiglia di Tonio.
8°) Renzo e Tonio vanno all’osteria per parlare con più tranquillità. Tonio accetta di fare da testimone con il fratello Gervaso.
9°) Tornato a casa, Renzo cerca di persuadere Lucia con l’aiuto di Agnese. Intanto alla porta bussa Fra Cristoforo.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
Don Rodrigo si mostra altezzoso e irrispettoso nei confronti di Fra Cristoforo. “Il modo in cui erano proferite (le parole “in che senso posso ubbidirla?”), voleva dir chiaramente, bada a chi sei davanti, pesa le parole, e sbrigati!“. Inoltre si nota la maligna volgarità di chi, in malafede, può permettersi il lusso di irridere perché ha la forza dalla sua. Si noti in compenso l’altezza delle parole di Fra Cristoforo in risposta agli insulti: “Io non posso far altro per lei, che pregar Dio, ma lo farò di cuore... non voglia tener nell’angoscia e nel terrore una povera innocente.” Quando poi Fra Cristoforo maledice Don Rodrigo, quest’ultimo si dimostra vigliacco e superstizioso.
Ancora, durante il racconto, troviamo una Lucia angosciata e abbattuta ma che non ha perso la speranza in Dio. Si dimostra fedele, una ragazza che non ricorrerebbe mai all’imbroglio per ottenere ciò che vuole. Infatti, per quanto il matrimonio a sorpresa sia legalmente lecito, il sotterfugio ha in sé qualcosa di moralmente poco accettabile che ripugna alla coscienza del Manzoni. L’autore affronta anche il tema della miseria e della povertà, il veder volentieri l’assenza di un componente della famiglia per avere una porzione in più di polenta.
I Promessi Sposi: 7° capitolo
 Dove: Casa di Lucia, palazzo di Don Rodrigo, casa di Menico, terre di Don Rodrigo, osteria, casa di Don Abbondio.
 Quando: tra giovedì 9 novembre e venerdì 10 novembre 1628.
 Personaggi:
Fra Cristoforo: è appena tornato dal colloquio con Don Rodrigo. Comunque dice a Renzo di recarsi a Pescarenico venerdì per sapere qualche cosa di più dal servitore di Don Rodrigo.
Renzo: Renzo è infuriato perché il colloquio tra Fra Cristoforo e Don Rodrigo non ha avuto alcun successo. Dopo una scenata convince Lucia ad accettare il matrimonio a sorpresa. Quando si incontra all’osteria con Tonio e Gervaso è molto sospettoso di quei galantuomini che lo fissavano ed è abile nel far si che non lo seguissero.
Lucia: preoccupata per Renzo, accetta l’opzione del matrimonio a sorpresa, anche se contro voglia. Ha timore ch quella del matrimonio a sorpresa non sia la scelta giusta.
Agnese: cerca di aiutare e sostenere i promessi. Manda Menico da Fra Cristoforo.
Menico: ”... era un ragazzo di circa 12 anni, sveglio la sua parte, e che, per via di cugini e di cognati, veniva ad essere un po’ suo nipote (di Agnese)”.
Don Rodrigo: è infuriato per le accuse rivoltegli da Fra Cristoforo. Infatti, mentre guardava i ritratti dei suoi antenati,
“s’arrovellava, si vergognava, non poteva darsi pace, che un frate avesse osato venirgli addosso, con la prosopopea di Nathan.” Decide di fare una passeggiata nel pomeriggio durante la quale sfoggia tutta la sua ricchezza e magnificenza per riacquistare un po’ di autostima. Irritato dai continui scherni di Don Attilio e in vista dello scadere della scommessa, l’11 novembre, decide di attuare un piano per rapire Lucia. Non accetterebbe mai la sconfitta contro suo cugino.
Griso: era il capo dei bravi di Don Rodrigo, “quello a cui s’imponevano le imprese più rischiose e più inique, il fidatissimo del padrone, l’uomo tutto suo per gratitudine e per interesse. Dopo aver ammazzato uno, di giorno, in piazza, era andato ad implorar la protezione di Don Rodrigo; e questo, vestendolo della sua livrea, l’aveva messo al coperto da ogni ricerca della giustizia.”
Tonio: come lo definisce l’oste, “buon camerata, allegro: peccato che n’abbia pochi; che gli spenderebbe tutti qui.”
Gervaso: fratello di Tonio. Come lo definisce l’oste, “è un sempliciotto che mangia però volentieri quando gliene danno.”
L’oste: ”...era un uomo così fatto, che, in tutti i suoi discorsi,faceva professione d’esser molto amico de’ galantuomini in generale; ma, in atto pratico, usava molto maggior compiacenza con quelli che avessero reputazione o sembianza di birboni.”
Don Abbondio: quando capisce che Tonio e Gervaso hanno intenzione di pagargli il debito, non esita ad aprire la porta di casa. E’ avido ed egoista.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Fra Cristoforo racconta l’esito del colloquio con Don Rodrigo.
2°) Renzo è infuriato. Lucia si spaventa e accetta di organizzare il matrimonio a sorpresa.
3°) Al posto di Renzo, Agnese provvede che sia Menico, suo nipote, a recarsi a Pescarenico da Fra Cristoforo.
4°) Strani mendicanti a casa di Lucia.
5°) Flashback a ieri, giovedì 9 novembre, in cui viene narrata la giornata di Don Rodrigo dopo il congedo di Far Cristoforo.
6°) Don Rodrigo da Istruzioni a Griso di rapire Lucia.
7°) I bravi si appostano all’osteria dove Renzo si incontra con Tonio e Gervaso.
8°) Scende la sera e tutto è pronto per l’attuazione del matrimonio a sorpresa. Tonio e Gervaso bussano alla porta di Don Abbondio dicendo di esser venuti per pagare un debito.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
Quando Manzoni confessa di “non sapere se Lucia fosse, in tutto e per tutto, malcontenta d’esser stata spinta ad acconsentire”, egli cerca di render l’idea di quanto sia complesso l’animo umano e di quanto sia difficile coglierne con chiarezza i moventi fondamentali. L’autore evidenzia anche la vigliaccheria di Don Rodrigo che, per sentirsi bene con se stesso, ha bisogno delle lodi e degli applausi di chi è costretto a farglieli, spinto dal terrore che prova nei suoi confronti. Infatti la gente ha paura di chi è potente; ne ha ancora di più se quest’ultimo è anche malvagio: infatti Manzoni evidenzia nell’oste questa caratteristica molto comune tra gli uomini. Inoltre il Manzoni fa notare la fatale caduta sul male di che non voglia sopportare le conseguenze dei propri falli: il Griso commette molti delitti per evitare la punizione del primo.
I Promessi Sposi: 8° capitolo
 Dove: Casa di Don Abbondio, piazza davanti alla chiesa del paese, casa di Lucia, convento di Pescarenico.
 Quando: notte di venerdì 10 novembre 1628. E’ soprannominata “la notte degli imbrogli e de’ sotterfugi.” Mattina dell’11 novembre durante la quale tutti parlano della scorsa notte.
 Personaggi:
Don Abbondio: quella notte era per lui più tranquilla del solito; stava leggendo “La dottrina di San Carlo Borromeo”. Offre la sua disponibilità solo quando gli è fonte di guadagno. Naturali sono in lui atteggiamenti da mercante o, peggio, da usuraio. E’ diffidente, avido e sospettoso.
Renzo: era il più in se di tutti. Dava coraggio e sosteneva Lucia.
Lucia: la più spaventata, aggredita da Don Abbondio. Pensando a Don Rodrigo rabbrividisce. Nel tragitto per Pescarenico sembra scansare l’aiuto che Renzo le offre per aiutarla nell’impervio sentiero; “vergognosa in sé, anche in un tale turbamento, d’esser già stata tanto sola con lui, e tanto famigliarmente, quando si aspettava di divenir sua moglie, tra pochi momenti.” Mentre si allontanano dal paesello che è stato per tanto tempo la sua casa, si commuove e singhiozza in silenzio.
Agnese: il suo compito è di trattener Perpetua a pettegolare.
Perpetua: è una gran comare, curiosa e pettegola. Non è difficile per Agnese distrarla con qualche pettegolezzo su cui discutere.
Griso: riesce a entrare in casa di Lucia sperando di trovarla, ma la casa è deserta. Spaventa Menico, ma poi al suono delle campane del paese, se la dà a gambe assieme a tutti gli altri bravi per paura di essere scoperto.
Menico: è corso da Pescarenico alla casa di Lucia per avvertirla che Don Rodrigo stava tramando di rapirla. Ma al suo arrivo trova i bravi già all’azione. Viene preso dal Griso ma poi è liberato al suono delle campane. Corre in piazza per avvertire le donne di scappare a Pescarenico perché i bravi vogliono rapire Lucia. Viene ringraziato da tutti per il pericolo che è stato disposto a correre per il bene della cugina.
Fra Cristoforo: fa uno strappo alla regola invitando i tre scampati in convento. Ha provveduto a procurare dei mezzi per aiutare Renzo, Lucia e la madre. Prega per i tre. Dispone di mandare Renzo a Milano e le due donne presso la Monaca di Monza.
 Suddivisione in sequenze del capitolo:
1°) Tentativo matrimonio a sorpresa.
2°) Don Abbondio chiede aiuto: allarme in paese.
3°) I bravi s’intrufolano nella casa di Lucia.
4°) Menico arriva alla casa di Lucia, dove trova i bravi ad attenderlo. Al suono delle campane, i bravi scappano.
5°) Perpetua si accorge che Don Abbondio è in difficoltà e chiede aiuto.
6°) I promessi e Agnese, dopo aver ringraziato Menico per avergli risparmiato un pericolo, scappano verso Pescarenico.
7°) La folla si accorge dei bravi ma viene a sapere che sono già scappati e che Agnese e Lucia sono al sicuro. Ognuno torna a casa sua.
8°) I bravi intimano al console di non riferire l’accaduto al podestà.
9°) Tragitto per arrivare a Pescarenico.
10°) Agnese e i promessi arrivano al convento. Fra Cristoforo gli accoglie e dice loro che devono lasciare il loro paese per un po’.
11°) I promessi e Agnese partono. Addio alla terra natale.
 Temi e problematiche evidenziati dall’autore:
“Renzo, che aspettava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fin de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima: eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo...”. Manzoni evidenzia l’avidità del clero nel descrivere la disponibilità di Don Abbondio di riscuotere un debito. Ancora si evidenzia la giustizia corrotta: i bravi impongono al console di non riferire nulla al podestà. Con la frase “Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto.” il Manzoni evidenzia una dura realtà: l’uomo si nutre di speranze e di presentimenti, anche se ben poco possono aiutarlo.

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