Analisi dell'VIII capitolo dei promessi sposi.

ANALISI DEL TESTO VIII CAPITOLO DEI PROMESSI SPOSI

Il brano è tratto dal VIII capitolo dei promessi sposi nel quale una banda di Bravi capeggiata dal Griso nella notte fra giovedì 10 e venerdì 11 novembre 1628 va nella casa dove abitavano Lucia e la madre per rapire la promessa sposa ma dopo essersi furtivamente introdotti nell'abitazione la trovano vuota e fuggono via intimoriti dal suono delle campane che annunciavano uno stato di pericolo. Il tema fondamentale è la disonestà. Il testo è una macro sequenza narrativa utilizzata da Manzoni per denotare l'onniscenza del narratore che è interno e narra in terza persona.
I personaggi principali sono il Griso che può essere considerato come il Bravo comandante di quelle operazioni e che costituisce lo statico protagonista e gli altri tre Bravi che fungono da aiutanti del protagonista, ma involontariamente anche degli antagonisti in un secondo momento quando mentre stavano scappando creano molta confusione che farà alterare il Griso e sono dei personaggi dinamici che cambiano nell'atteggiamento e nell'umore proprio in questa occasione.

Lo spazio in cui si svolgono le vicende è la casa di Agnese e Lucia che è uno spazio chiuso descritto abbastanza puntualmente, poiché ci viene presentata la disposizione di alcune stanze della casa.
Il tempo è della durata di pochi minuti, i fatti sono narrati in ordine cronologico e non sono presenti né anticipazioni né altri cambiamenti temporali.
E' presente il campo semantico tipico delle azioni losche a cominciare dagli aggettivi e dai verbi che vengono usati per descrivere le azioni dei personaggi che si muove con circospezione, il linguaggio è medio e la sintassi è lineare questo perchè il libro di Manzoni era diretto ad un pubblico sempre più ampio.
Sono presenti diverse figure retoriche che sono:
- tre similitudini:
come se si fossero svistati d'aver fatto tardi (r. 184);
come una foglia (r. 243);
come il cane che scorta una mandra di porci (r. 257).
- Tre iperboli:
la più quiete di tutte (r. 188);
in un momento (r. 192-193);
deserto (r. 195).
- Un'anastrofe: ciò fatto (r. 199).
- Due anafore:
adagio adagio (r. 205-218);
un'onomatopea;
st (r. 209);
- Quattro metafore:
quì giace la lepre (r. 220);
vi mette l'occhio (r. 221);
vi mette l'orecchio (r. 221-222);
abbaia (r. 259).
Da Manzoni ci viene dato un preciso riferimento temporale quando parla di secolo decimo settimo.

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