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Riassunto capitolo 3 Promessi Sposi

L’8 novembre del 1628, Renzo, Lucia ed Agnese si trovavano nella stanza terrena. Qui Lucia comincia allora a raccontare come pochi giorni prima, mentre stava rientrando dalla filanda con le sue compagne, essendo rimasta indietro, fu fermata da Don Rodrigo in compagnia di un altro signore, dove Don Rodrigo cercava di trattenere Lucia con chiacchiere; e quand’ella allungò il passo sentì Don Rodrigo ed il signore dire: scommettiamo. Questo Lucia lo aveva raccontato solo a Padre Cristoforo durante una confessione, e non anche a sua madre per due validi motivi: il primo era di non spaventare sua madre, la quale non sarebbe stata capace di trovare nessun rimedio, il secondo motivo era invece quello di non mettere a rischio di viaggiare per molte bocche una storia che doveva essere gelosamente sepolta. Allora, a questo punto, Agnese consiglia loro di andare a Lecco a cercare il dottore Azzeccagarbugli con quattro capponi (perché da quei signori non bisogna mai andar con mani vuote). Giunto al borgo, Renzo, si diresse verso la casa del Dottore, nella quale fu accolto dapprima dalla serva e dopo dal Dottore. Il Dottore Azzeccagarbugli chiese poi a Renzo quale fosse il suo caso e quindi Renzo rispose con una domanda: “A minacciare un curato, perché non si celebri un matrimonio, c’è penale?”. A questa domanda il Dottore non aveva capito il ruolo di Renzo in questa faccenda. Ha qui inizio il tragicomico equivoco tra Renzo e l'Azzecca-garbugli che, credendo che il giovane si sia camuffato tagliandosi il ciuffo che contraddistingue i bravi, si complimenta con lui per la sua astuzia. Renzo nega di essere un bravo, ma l'avvocato non gli crede e lo invita a fidarsi di lui, prospettando poi una linea di difesa. Scoperto l'equivoco, Azzecca-garbugli si infuria e rifiuta ogni aiuto, mettendolo infine alla porta, poiché colpevole di un crimine all'epoca gravissimo: essere vittima, e per di piů senza appoggi nobiliari. A quel punto Azzeccagarbugli caccia di casa sua Renzo restituendoli i capponi.
Intanto Lucia e Agnese si consultano nuovamente tra loro e decidono di chiedere aiuto anche a fra Cristoforo. In quel momento giunge fra Galdino, un umile frate laico, in cerca di noci per il convento di Pescarenico, lo stesso dove vive il padre Cristoforo. Per eludere le domande del fraticello circa il mancato matrimonio si porta il discorso sulla carestia; Galdino racconta allora un aneddoto riguardante un miracolo avvenuto in Romagna. Lucia dona a fra Galdino una gran quantità di noci affinché egli, non dovendo continuare la questua, possa recarsi subito al convento ed esaudire la sua richiesta di inviare presso di loro fra Cristoforo.

Cappuccini
Renzo fa quindi ritorno alla casa di Lucia e racconta il pessimo risultato del suo colloquio con Azzecca-garbugli. Tra Renzo e Agnese si accende una piccola discussione, subito placata da Lucia, circa la validi del consiglio di rivolgersi all'avvocato. Dopo alcuni sfoghi di Renzo ed altrettanti inviti alla calma da parte delle donne, il giovane torna a casa propria.

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