I Promessi sposi capitolo XXIII


1) il cappellano è perplesso e preoccupato per quell'eventuale incontro perchè sa bene chi sia l'innominato e quali delitti abbia
commesso; per questo non riesce a capire per quale motivo e con quale scopo abbia chiesto di far visita al cardinale.
2) Affacciandosi il cappellano vede da un lato l'innominato che se ne stava da solo, mentre dall'altro vede la folla di sacerdoti
che bisbigliava e guardava di mal occhio quell'uomo.
3) Davanti al cardinale, l'innominato è straziato da due passioni opposte: da una parte sperava di trovare un conforto per quel
tormento interno, dall'altra parte si vergognava d'essere venuto a confessarsi come un pentito, un sottomesso e un miserabile.
Eppure alzando gli occhi verso il cardinale, ebbe un sentimento di venerazione aumentando la fiducia e diminuendo il dispetto.
4) L'innominato prova meravigli, stupore e si commuove davanti alle parole del cardinale poiché son dolci e accoglienti e questo
lui non se lo aspettava.
6) uno dei delitti a cui l'innominato puo rimediare è il rapimento di Lucia.
Saputo ciò il cardinale fa chiamare dal cappellano il curato di quella chiesa il il cardinale del paesino da cui proviene la ragazza:
Don Abbondio.
7) Don Abbondio quando viene chiamato è stupito e non riesce a capire se ci sia stato un'errore; dopo che gli viene affidato
l'incarico invece il curato non è per niente felice anzi prova noia e amaritudine per quel compito a lui ingrato.
Don Abbondio si chiede e pensa:
perchè sia i santi che i birboni non sanno risolvere i loro problemi da soli e devono mettere in mezzo persone come lui;
perchè don Rodrigo che è un uomo ricco, giovane non vive felicemente invece di andare a procurare guai a lui e al prossimo;
perchè il cardinale continuava a chiamare l'innominato amico caro, caro amico;
pechè invece di ragionare il cardinale ha preso soluzioni avventate andando a disturbare un curato come lui.
Pensa che sta andando a casa di quell'uomo inquietante proprio con il proprietari di quella casa;
infine il curato arriva a pensare che se avesse meritato subito Renzo e Lucia non gli sarebbe accaduto niente di peggio di quel
viaggio.
9) Il cappellano crucifero è un uomo fedele al suo signore; è goffo ma onesto ed è molto servizievole. Lui cerca di fare il bene
del cardinale come è dimostrato dalla diffidenza provata nel far entrare l'innominato per parlare con quello.
10) secondo il cardinale la conversione dell'innominato è data da un richiamo di dio a quest'ultimo che vuole avvicinarsi ad
Esso; l'innominato usa la sua conversione come via per espiare le sue colpe e liberare il suo animo dal risentimento; mentre per
Don Abbondio la conversione è presa con diffidenza, lui pensa che sotto la conversione dell'innominato ci sia qualcosa di losco e
poco affidabile.
11) secondo don Abbondio la colpa del cardinale è quella di prendere decisioni affrettate;
quella di don Rodrigo è quella di non essersi fatto una vita felice invece di mettere sia lui che gli altri nei guai;
quella dell'innominato è di ricoprirsi di armi e infine la sua è quella di non aver maritato subito i due poveri giovani.
12) la faccia di don rodrigo è paragonata allo scorrere delle nuvole sul sole poiché, a ogni pensiero che gli passava per la testa,
uno felice, uno angosciato, uno preoccupato, l'espressione del suo viso cambiava in base al cambiare del pensiero. P.S: le
domande 10,11,12 corrispondono a 13,15,19.
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