Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Quadro storico de "I Promessi Sposi"

Appunti sul quadro storico i cui s'inserisce il romanzo storico di Alessandro Manzoni "I Promessi Sposi"

E io lo dico a Skuola.net
Il quadro storico
La fortuna del romanzo storico

Nei primi decenni dell'Ottocento si afferma in tutte le letterature europee il genere narrativo del romanzo. Il romanzo storico incontra grande fortuna presso i letterati romantici che prediligono la ricostruzione di ambienti e personaggi lontani nel tempo. Il più celebre romanzo storico che dà avvio a una vera e propria moda letteraria è Ivanhoe(1820) dell'inglese Walter Scott ambientato nell'Inghilterra del XII secolo. Con qualche anno di ritardo rispetto ai paesi del Nord Europa, il romanzo storico si diffonde anche in Italia, nonostante le resistenze dei letterati classicisti che lo consideravano un genere da rifiutare.

Una scelta coraggiosa

Quando Manzoni, nel 1821, concepì il progetto del suo romanzo, in Italia ancora il genere del romanzo storico era pressochè sconosciuto: di ritorno da Parigi, Manzoni lesse con attenzione il romanzo di Scott e scrisse all'amico Claude Fauriel una lettera dove esprimeva le sue opinioni in proposito. La passione per l'indagine storica, che nelle due tragedie manzoniane si era concentrata sui protagonisti della storia ufficiale successivamente si orientò verso gli "umili", le persone anonime, i popolani. Questa scelta fu motivo di non poche critiche fra i contemporanei, ma costituì uno degli aspetti più innovativi del romanzo manzoniano all'interno del panorama letterario italiano dell'Ottocento.

Lo sfondo storico del romanzo

I Promessi Sposi sono ambientati nel Seicento. Questo secolo si può considerare, più che lo sfondo, il vero protagonista del romanzo. Esso è presente nei suoi aspetti più caratteristici.
1) Il Ducato milanese era allora sotto il dominio della Spagna, ma i veri padroni erano i potenti, i signorotti piccoli e grandi che circondati di sgherri, i bravi, facevano quello che volevano, ridendosene della giustizia.
2) Gli umili vivevano nel timore e nella miseria, resa ancor più grave dai raccolti scarsi e dagli sperperi per la guerra.
Si giunse così alla carestia e a vere e proprie sommosse popolari, come quella di Milano, alla quale tenne dietro la peste che seminò strage e dolore.
A questi avvenimenti si mescolano e si intrecciano le vicende di Renzo e Lucia, e spesso la loro piccola storia privata sembra scomparire, sommersa nella grande storia di tutta l'epoca.
Il Manzoni ambienta la vicenda nella Lombardia del 17° secolo:
1) per far luce su una delle più buie e meno note della storia italiana,
2) perchè questo secolo, che aveva dato prova della nefandezza più crudele e svergognata e nel quale c'erano i pregiudizi più assurdi ma anche l'esercizio delle virtù più toccanti, si prestava all'ambientazione di un romanzo che doveva commuovere e far riflettere il lettore,
3) per sottolineare il ruolo storico della Chiesa nel Seicento, accanto ai personaggi deboli e inetti come Don Abbondio, il Manzoni presenta anche figure luminose come quella di Fra Cristoforo e del Cardinale Borromeo, le quali esprimono la forza morale della Chiesa, istituzione in grado di arginare o di combattere le prepotenze e l'arroganza dei potenti e di soccorrere gli oppressi.
Contenuti correlati
Registrati via email