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Promessi Sposi
capitolo VIII - Come si manifesta la Provvidenza

L'ottavo capitolo dei promessi sposi è ricco di avvenimenti buffi, tutti calcolati nei minimi dettagli e, come in un puzzle, intersecati fra loro alla perfezione. Si gioca infatti su spazi di pochi minuti che , se non inseriti in questo meccanismo, cambierebero in toto lo svolgimento della storia.
La provvidenza quindi funge da nocciolo della vicenda. Basti pensare che se Lucia o Agnese avessero tardato a partire per la canonica sarebbero state rapite, o se Perpetua evesse voluto in tutti i modi assicurarsi dell'avvenuta chiusura dell'uscio Renzo e Lucia non sarebbero entrati o sarebbero stati scovati, o se sul tavolo di Don Abbondio non ci fosse stato una tovaglietta per tirarla sul viso di Lucia, così da poterla zittire,o se Menico non fosse entrato, essendo insospettito dalla scardinatura della porta, e se ne fosse tornato a casa, o se il vicino di Agnese non si fosse affacciato così da vedere i bravi in fuga, questo capitolo non sarebbe stato certo così. Piccole minuziosità, eventi, quasi un soffio che unito a tanti altri scatena una tempesta. E' proprio in questo che la provvidenza cambia il testo e si può dire che tutto il capitolo è pieno di questi avvenimenti. Quindi la Provvidenza è uno strumento che usa l'autore per far tornare i suoi conti, quei secondi preziosi, quei personaggi a volte frettoloso o troppo pacati...la Provvidenza è sì uno strumento che usa l'autore, ma si potrebbe dire che in fondo è l'autore stesso.
Infatti, come alcuni critici hanno detto, questo capitolo lo si può definire buffo, proprio per questo cambio di scene veloci, questi aiuti dalla provvidenza, questa consapevolezza del lettore che osserva scene, delle quali conosce tutti i movimenti precedenti.

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