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Don Abbondio e i bravi

Don Abbondio è il curato, cioè il parroco, del paese in cui abitano Renzo e Lucia. Ha deciso di diventare sacerdote non per testimoniare il suo impegno cristiano ma per vivere tranquillo e acquisire una posizione sociale di prestigio.
Don Abbondio, un uomo semplice, abitudinario e conformista, ritorna dalla sua passeggiata con il breviario in mano, recitando il suo uffizio, in altre parole le preghiere che devono recitare i sacerdoti ogni giorno. Voltando lo sguardo, tra una preghiera e l’altra, come era suo solito fare, verso la cappella vide ciò che non avrebbe voluto vedere: degli uomini che stavano aspettando qualcuno. Uno era a cavalcioni di un muretto, l’altro era in piedi appoggiato al muro. Avevano uno strano aspetto: una rete per trattenere i capelli, verde, che cadeva sulla spalla, due lunghi baffi arricciati in punta, una cintura con una pistola, della polvere da sparo e, da un ampio taschino spuntava un coltello. Dal loro aspetto capì subito che erano i bravi, gli scagnozzi di Don Rodrigo. Lui si nascose dietro al breviario, facendosi sempre più piccolo. Quando però capì che i bravi stavano aspettando proprio lui, affrettò il passo e dicendo delle preghiere a voce alta, fece finta di niente, di non averli visti. I bravi però gli si avvicinarono e gli dissero che il matrimonio tra Renzo e Lucia, fissato per il giorno seguente, non doveva svolgersi e quindi lui non avrebbe dovuto celebrarlo per volere di Don Rodrigo, un signore del luogo arrogante e potente. Il sacerdote, che non difende i promessi sposi, spaventato a morte, accetta le condizioni di Don Rodrigo e promette che non celebrerà il matrimonio.

Renzo e Lucia: i Promessi Sposi

Il mattino seguente all’incontro tra Don Abbondio e i bravi, Renzo si reca dal curato per chiedergli a che ora intende celebrare il matrimonio. Don Abbondio dice che, a causa di impedimenti politici, il matrimonio deve essere rinviato di qualche giorno. Renzo, però capisce che questo è solo un pretesto, e lo costringe a dire la verità, cioè che la vera causa è il divieto imposto da Don Rodrigo.
Ora tocca a Renzo andare dalla sua promessa sposa e raccontarle tutto.
Arrivato a casa di Lucia, che si sta preparando insieme a delle sue amiche e a sua madre, la fa chiamare con sua madre, in disparte per raccontarle l’accaduto. Lucia è vestita con cura: indossa un abito composto da busto di broccato a fiori e una gonnella di seta poco pregiata. I capelli neri sono raccolti in trecce trapassate da lunghi spilli d’argento; al collo ha una collana di pietre preziose di color rosso scuro.
Renzo le comunica che il matrimonio non si celebrerà per via di Don Rodrigo che ha costretto il curato a non svolgerlo. Lucia sentendo questa notizia è solo in parte sorpresa, infatti, si era accorta che qualche giorno prima Don Rodrigo, in compagnia di suo cugino, aveva cercato di trattenerla con chiacchiere, ma Lucia aveva affrettato il passo. Poi, raggiunte le sue compagne, aveva sentito dire dal signorotto: “Scommettiamo”.
Lucia dice anche di aver confidato tutto a padre Cristoforo, per un consiglio, il quale gli avrebbe detto di affrettar il più possibile le nozze. Renzo al termine del racconto è molto agitato e insulta il signorotto artefice di questa brutta vicenda. Alla fine tutti e tre si mettono a piangere.

Addio monti…

Dopo che Lucia gli ha raccontato l’incontro con Don Rodrigo, Renzo, su consiglio di Agnese, si reca da un avvocato, il quale appena sente il nome di Don Rodrigo, lo caccia via. Intanto giunge alla casa di Lucia fra Galdino; Lucia gli dice che ha urgente bisogno di parlare a fra Cristoforo, il quale dopo aver ascoltato il racconto di Lucia e Agnese, si reca nel palazzo di Don Rodrigo nella speranza di indurlo a desistere dal suo proposito, ma non ottiene nulla. Intanto Renzo e Agnese organizzano un matrimonio a sorpresa che però fallisce insieme al piano di Don Rodrigo, il quale ha mandato alcuni bravi a rapire Lucia. Mentre fuggono dalla casa del curato, Renzo, Agnese e Lucia, vengono avvertiti del pericolo e riescono a raggiungere il convento di fra Cristoforo che ha già predisposto il modo per allontanarli dal paese e metterli in salvo.

In questo brano scritto da Manzoni la parte lirica viene “fusa” con quella descrittiva. Lucia lascia Milano: ripete molte volte la parola addio per rimarcare il dolore.
Alcuni critici ritengono che Manzoni abbia usato un linguaggio poco appropriato a una contadina.
Manzoni fa capire che un emigrante lascia la sua patria volontariamente, anche se è dispiaciuto, per cercare fortuna altrove; Lucia, invece, è costretta a lasciare il suo paese volontariamente. Lei dà l’addio alla casa natia, alla casa di Renzo, in cui dopo le nozze sarebbe andata ad abitare dà l’addio anche alla chiesa in cui avrebbero dovuto svolgersi le nozze. Lei ha una grande fede in Dio, e sa che Egli non toglie mai niente a nessuno se non per prepararne una più grande.

La fine di Don Rodrigo

Una notte, verso la fine d’agosto, quando c’era ancora l’epidemia di peste, Don Rodrigo tornava a casa accompagnato dal Griso. Tornavano da una riunione d’amici in cui ci si divertiva e si beveva vino. Rientrando a casa il signorotto non si sentì bene: aveva fiacchezza di gambe, difficoltà di respirare e un bruciore all’interno del corpo. Lui pensò che questi malesseri erano dovuti all’aver bevuto troppo vino.
Don Rodrigo, poi si addormentò ma fece degli stani incubi. Quando si svegliò si accorse di avere un bubbone, sintomo della peste. Chiamò il Griso e gli chiese di andare a chiamare il Chiodo chirurgo che in cambio di soldi tiene segreti gli ammalati. Mentre Don Rodrigo soffriva il Griso se ne andò, ma invece di tornare con il Chiodo, tornò con altri bravi, i quali gli si accalcarono addosso. Il Griso l’aveva tradito.
Aveva fatto un accordo con i monatti: andare con lui dal signorotto e poi, una volta morto, dividersi le sue ricchezze.
Dopo aver preso tutte le ricchezze di Don Rodrigo, il Griso se ne andò in una osteria a mangiare. Lì si sentì male e cadde per terra. I monatti lo presero, lo spogliarono delle sue ricchezze e lo abbandonarono su un carro dove morì poco dopo.
Manzoni in questa parte dei “Promessi Sposi” riprende l’argomento che di fronte alla morte siamo tutti uguali. Qui Don Rodrigo viene dai suoi amici che lo tradiscono.
Alla fine del romanzo Renzo e Lucia guariscono dalla peste e si sposano. Il signorotto è ancora vivo ma ha l’aspetto di un cadavere.

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