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Alessando Manzoni

Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785 da una famiglia ricca e famosa: sua madre, Giulia Beccaria, era figlia dello scrittore Cesare Beccaria (“Dei delitti e delle pene”) e suo padre Pietro era un nobiluomo. Manzoni studia in un collegio religioso a Milano e poi, nel 1805, va a vivere a Parigi, dove incontra scrittori e poeti illuministi, da sua madre, che dal 1792 si era separata dal marito per vivere con Carlo Imbonati. Torna a Milano nel 1808 e sposa Enrichetta Blondel. Nel 1833 lei muore dopo avergli dato nove figli. Manzoni si risposa nel 1837 con Teresa Borri Stampa, vedova. Nominato Senatore del Regno d’Italia e Presidente della “Commissione per l’unificazione della Lingua”, muore a Milano nel 1873.

Dal 1812 al 1830 Manzoni scrive le sue opere più famose, tutte legate ai principi della morale cristiana: poesie (Inni Sacri, Marzo 1821, Il cinque maggio) , tragedie (Il conte di carmagnola, l’Adelchi) , saggi (Osservazioni sulla morale cattolica) e la prima versione del romanzo che è considerato il suo capolavoro: I Promessi Sposi, la cui versione definitiva verrà pubblicata nel 1840. Secondo Manzoni grazie alla sua opera molte più persone apprenderanno e parleranno l’Italiano di Firenze, soprattutto dopo l’unificazione e la nascita del Regno d’ Italia (1861).

Promessi sposi

E’ una storia ambientata nel 1600 (novembre 1628- novembre 1630) tra Lecco e Como, durante il dominio degli Spagnoli sulla Lombardia. Quindi il tempo narrativo è il 1600 (Spagnoli) mentre quello di scrittura è il 1800 (Austriaci).
Manzoni finge di aver ritrovato il manoscritto rovistando in biblioteca e quindi di averlo solo revisionato, riscritto e pubblicato: infatti ai tempi in cui lItalia non era unità e sottomessa da vari Paesi stranieri era davvero rischioso e controlegge parlare male del proprio paese governante, anche se attraverso allusioni, poiché avrebbe scatenato possibili rivolte popolari.

Il romanzo vuole comunicarci che La provvidenza ha in mano la vita dell’uomo, il che vuol dire che tutto andrà bene se c’è Dio sopra di noi, Egli ci protegge se si crede in Lui, come appunto fecero i poveri e sfortunati protagonisti Renzo e Lucia e infatti alla fine riescono a sposarsi.

TRAMA: La sera del 7 novembre 1628 don Abbondio, curato d'un borgo montano sulle rive del lago di Como, rientra dalla passeggiata serale. Due bravi di don Rodrigo, signorotto del luogo, lo fermano e gli comandano di non celebrare il previsto matrimonio tra Lucia Mondella e Renzo Tramaglino. Don Rodrigo s'è invaghito di Lucia e ha scommesso con il cugino conte Attilio che la fanciulla sarebbe stata sua. Don Abbondio, che è un uomo pauroso e servile, si dichiara pronto all'ubbidienza e, quando il mattino seguente Renzo si presenta a lui per le ultime formalità, oppone una serie di impedimenti. Il giovane, interrogata Perpetua serva di don Abbondio, riesce a sapere la verità. Renzo comunica subito il fatto a Lucia e a sua madre Agnese. Quest'ultima consiglia a Renzo di rivolgersi all'avvocato Azzeccagarbugli, che al nome di don Rodrigo allontana il giovane. I due promessi tentano allora un matrimonio a sorpresa, ma il tentativo fallisce per la reazione di don Abbondio che sveglia l'intero paese. Nello stesso momento i bravi di don Rodrigo guidati dal Griso falliscono il rapimento di Lucia. Per salvarsi ai due giovani non resta che la fuga. Con l'aiuto di padre Cristoforo, il frate cappuccino confessore di Lucia, lasciano il paese, Lucia diretta a Monza e Renzo a Milano. Da questo momento trascorreranno due anni prima che possano ritrovarsi. Raggiunto il convento di Monza, Lucia è affidata alle cure di Gertrude. Gertrude che è diventata monaca a forza, costretta dalla volontà paterna, ha da tempo una relazione con Egidio, un nobile legato all'Innominato, potente e malvagio signore. Quest'ultimo con l'aiuto di Egidio e Gertrude rapisce per don Rodrigo Lucia, che viene condotta nel suo castello. Al cospetto di lei e a causa delle sue parole che invocano anche per lui, colpevole di orrendi misfatti, già da tempo turbato da un intimo conflitto, vive una notte di crisi profonda. Al mattino, informato dell’arrivo in paese del cardinale Federigo Borromeo si reca da lui. Spinto dalle parole affettuose del cardinale l’Innominato piange e si sente pronto ad affrontare un radicale cambiamento di vita. Infatti decide di aiutare Lucia. L'affida a donna Prassede, moglie del dotto don Ferrante. Renzo, che avrebbe dovuto trovare rifugio in un convento di cappuccini a Milano, giunto in città è rimasto coinvolto nei tumulti di San Martino. Scambiato per uno dei capi della rivolta, mentre veniva condotto in carcere è stato salvato dall'intervento della folla. Sfuggito alla giustizia si è rifugiato a Bergamo dal cugino Bortolo e dietro suo suggerimento ha preso il nome di Antonio Rivolta. La guerra per la successione del ducato di Mantova strazia intanto l'Italia settentrionale coinvolta nella Guerra dei Treni'anni. La carestia e la peste, diffusa dall'esercito dei lanzichenecchi, cominciano a mietere vittime. Renzo, informato che Lucia è a Milano da donna Prassede, lascia Bergamo. Arriva in città quando il contagio è al colmo. Scambiato per un untore si salva saltando su un carro di monatti che lo portano al Lazzareto. Qui ritrova padre Cristoforo, che si prodiga per i malati nonostante sia anch'egli vicino alla fine, don Rodrigo morente e finalmente Lucia. L'ultimo ostacolo alla felicità dei due giovani è il voto di castità pronunciato da Lucia nel terrore della prigionia al castello dell'Innominato. Padre Cristoforo scioglie la giovane dalla sua promessa, che per quanto nobile e sincera, era stata fatta in un momento di grande agitazione e senza tener conto che lei s'era già promessa a Renzo. Una pioggia purificatrice segna la fine dell'epidemia. Tornati al paese, Renzo e Lucia sono sposati da don Abbondio. Dopo il matrimonio si trasferiscono altrove. Li attendono le normali difficoltà della vita, che più maturi e consapevoli sapranno affrontare.

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