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Introduzione ai Promessi Sposi

Aspetti illuministici e romantici:
Il Manzoni fù influenzato dalla cultura illuminista sia a Milano, durrante gli anni giovanli (Il trionfo della Libertà) sia a Parigi, dove entrò in contatto con gli illuministi francesi (1805-1810). In definitiva, possiamo affermanre che nel Manzoni, rivive un Illuminismo inteso come esigenza di una migliore giustizia sociale, intesa come attenzione rivolta per la prima volta, al mondo degli umili. Successivamente l'Illuminismo iniziò ad entrare in crisi e sfociò nel Romanticismo che non è altro che la correzione dell'Illuminismo, nel sensi che, alla ragione si affiancano il sentimento e la fantasia. Durante il Romanticismo, viene rivalutato il concetto di patria che si contrappone al cosmopolitismo illuministico il quale fa di ogni uomo un cittadine del "mondo" senza discriminazione di nazionalità e di razza.

Edizioni:
I Promessi Sposi sono stati pubblicati in tre edizioni: la prima con il titolo di "Fermo & Lucia" (1823); la seconda con "Gli Sposi Promessi" (1824-1827); in questa edizione il Manzoni riduce alcune parti troppo prolisse tra cui: "La monaza di Monza" e "L'Illuminato". La terza edizione (1840-1842) riguarda gli aspetti linguistici del romanza stesso, cercando di eliminare i tipici barbarismi settentrionali (dialetto del Nord d'Italia) e realizzando il romanza nel fiorentino colto (attuale italiano), in modo da essere compreso da tutti i lettori.

Fonti
- Il manoscritto di un anonimo Seicentesco
- Giuseppe Ripamonti: "Storia Patria" e "La peste del 1630".
- Manzoni ebbe presente le sue opere a proposito della Monaca di Monza e del cardinale Federico Borromeo e della peste.
Riguardo al genere letterario il Manzoni fece riferimento allo scozzese Walter Scott che era stato il creatore del Romanzo storico "Ivanhoe" (1820)

Narratore
La presenza del narratore è costante in tutto il romanzo: egli interviene a commentare, a giudicare, senza mai mostrare toni polemici o esagerati. Nel romanzo ha grande importanza l'ironia, la quale colpisce spesso ferocemente governanti e politici che vengono meno ai loro doveri, ma anche eventuali difetti dei protagonisti. Riguardo al punto di vista, cioè alla prospettiva dalla quale il narratore guarda la storia, essa è a volte interna, a volte esterna oppure zero, quando il narratore è onniscente, ovvero che sa cose che i personaggi ignorano.

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