Ominide 53 punti

Renzo Tramaglino
Il Manzoni nel secondo capitolo, apre le porte ad un altro personaggio, Renzo, diminutivo di Lorenzo, che ci viene presentato come un ragazzo pacifico ed estraneo alla violenza.
Il protagonista però, si smentisce a quest’ultima caratteristica quando, parlando con Don Abbondio che lo mette al corrente del matrimonio annullato, dentro di lui scatta l'istinto omicida, minacciando il curato con un coltello se non avesse rivelato il nome di colui che aveva impedito la loro unione.
Renzo era ignorante, non aveva cultura ed era di umili origini, però aveva una vita abbastanza agiata e soprattutto onesta. Egli si inquietava quando Don Abbondio parlava in latino, abusando dunque del proprio potere e della propria cultura, cosa che non possedeva il giovane ragazzo. Dagli indizi dei tratti psicologici si ricava che è intelligente, furbo, schietto e nemico d’ogni insidia. Quando apprende di non poter sposare Lucia, lo stato d'animo della disperazione (che si deduce quando è a casa di Don Abbondio dopo aver avuto un colloquio con Perpetua) prende il sopravvento su di lui.
Il narratore, conoscendo nei minimi particolari tutta la vicenda e l'animo dei personaggi, che sembra osservare dall'alto lo svolgersi degli eventi, ci comunica anche che era rimasto orfano in giovane età, era abituato a badare a se stesso, si era creato un onesto lavoro come filatore di seta ed infine una sicurezza per sé e per la sua sposa prescelta.

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