Ominide 51 punti

Le conversioni di Clorinda e Innominato

Abbiamo due tipi di conversioni religiose molto importanti sia nei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, sia nella “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso: tali conversioni sono rispettivamente dell’Innominato e dell’eroina pagana Clorinda. La conversione dell’Innominato è un ritrovamento interiore di Dio che avviene in modo graduato: infatti, vi è un capovolgimento completo delle sua filosofia di vita, in quanto egli era un delinquente. Nella notte della conversione egli pensa a tutti i delitti che contrassegnavano la sua esistenza, il suo fortissimo desiderio di primeggiare, il suo gusto del potere. E tutto questo gli appare insensato, senza un vero fine. Tutta la vita diventa su questo sfondo una sempre più rapida corsa verso la morte. La paura dell'aldilà non lo agita nè lo preoccupa, piuttosto il bisogno di dare un senso a tutta la vita. Pensa che forse il segreto della vita è nelle parole riguardo a Dio aveva sentito durante l'infanzia. Ed ecco che ad un tratto sembra che il futuro gli si presenta privo di interesse e il passato diventa una fonte inesauribile di rimorsi. Ormai alla disperazione, si appresta al suicidio ma la mancata sicurezza che esista una vita eterna lo induce a desistere. E’ proprio in questo momento che il Manzoni da la certezza al lettore della nuova fede dell’Innominato.
Per quanto riguarda la conversione di Clorinda, invece, ci troviamo in tutt’altra situazione: Tancredi, non avendo riconosciuto Clorinda e pensando fosse un pagano qualunque, la ferisce a morte. Inizia così la conversione al cristianesimo dell’eroina: Clorinda chiede infatti a Tancredi di poter essere battezzata così da poter lavare ogni sua colpa. Così, dopo averle concesso il battesimo secondo il rito cristiano, Clorinda lo guardò con un volto rasserenato, e poi, tenendo la mano fredda al cielo, spirò alla ricerca di Dio.

Registrati via email