smyle di smyle
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Confronto personaggi

Don Abbondio è un uomo piccolo e mediocre e all’inizio dell’ottavo capitolo il Manzoni, con il solito tono ironico, evidenzia la sua ignoranza cogliendolo mentre “rumina” sull’identità di Carneade. Il Manzoni inoltre pone l’accento sulla svogliatezza e la pigrizia di Don Abbondio che legge con “un pochino ogni giorno” senza particolari gusti o esigenze ma solo quello che gli passa un curato vicino. L’autore dipinge con grande maestria il suo volto rugoso, i capelli, le sopraciglia e i folti baffi canuti ripetendo per ben tre volte l’aggettivo vecchio che fa risaltare la trascuratezza del sacerdote che appare vecchio e dozzinale.
Manzoni lo ritrae in tutta la sua diffidenza quando apre l’armadio tenendolo semi chiuso per non mostrare chissà quali segreti, quando conta, volta e rivolta le berlinghe consegnateli da Gervaso (mostrado inoltre un’inadeguata attaccatura al denaro) e infine quando con un balzo chiude la bocca a Lucia e goffamente riesce a raggiungere la finestra e gridare aiuto per poi pentirsi di tutto quel clamore.

Fra Cristoforo viene ritrovato solo verso la fine dell’ottavo capitolo; il Manzoni lo ritrae pallido e con la barba argentea illuminata dalla luca che produce in certo senso un’ aureola accentuando l’aria da santo del frate “ritto in aspettativa”. Un altro aspetto in contrasto è la cultura dei due uomini; mentre Don Abbondio è colto in fallo perché ignora l’identità di carneade, Fra Cristoforo dimostra di saper usare il linguaggio in modo efficace ma allo stesso tempo umile utilizzando il latino anche per motivare le sue azioni ("Omnia munda mundis"). Ma la differenza sostanziale tra i due sacerdoti è l’operosità; mentre Don Abbondio si finge malato e si diletta a leggere, Fra Cristoforo si prepara nei particolari la fuga dei giovani e di Agnese.
Infine Fra Cristoforo è sempre pronto a ringraziare il Signore per la fede che li conforta e prega anche per chi non ha la fede richiedendo a Dio, in una preghiera ricca di spirito evangelico e carità cristiana, il perdono per Don Rodrigo.

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