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I primi Inni sacri e la Pentecoste

Nel 1815 Manzoni pubblica i primi quattro inni sacri.
La Risurrezione, Il Nome di Maria, Il Natale, La Passione, Nel suo programma avrebbe voluto scriverne dodici, corrispondenti alle principali festività del calendario secondo il culto cattolico.
Ma già la lunga e faticosa elaborazione del quarto, La Passione, rivelano la difficoltà dell’ autore a tener fede al proprio progetto. In effetti ne porterà a termine solo un quinto, La Pentecoste.
Gli inni sacri nascono da una volontà di rinnovamento tematico e linguistico.
Manzoni cercava una materia che interessasse un numero più ampio di lettori, dunque più popolare.
Ponendosi dal punto di vista della comunità dei fedeli, egli può tendere a una poesia che non rivolga più a pochi capaci di intendere i riferimenti mitologici.
Questo progetto si scontra però con gravi difficoltà d’ordine linguistico e letterario. Il tentativo di rifarsi alla tradizione “popolare” viene a urtare con la genesi degli Inni.

Solo con La Pentecoste sarà raggiunto un pieno equilibrio linguistico e stilistico.
Sul piano ideologico si nota una continuità con il precedente periodo illuministico, e con i suoi valori democratici ed egualitari.
Sul piano religioso, la divinità è presentata come riparo e consolazione ma anche come terrore biblico e imperscrutabile ragione di vita e di morte.
La struttura degli inni oscilla fra la rievocazione di una vicenda ispirata alla storia di Cristo e la sua esaltazione gloriosa, contenutisticamente, essi seguono uno schema articolato in tre momenti: la dichiarazione del tema, la narrazione dell’ episodio sacro, l’esposizione delle sue conseguenze attuali.

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