Ominide 191 punti

Manzoni rivolge ad un pubblico di un’intera nazione (che non è l’Italia, perché essa è divisa in tanti stati e non ha rilievo). Vorrebbe l’unificazione italiana come tutti quanti i romantici e dice che la storia deve essere vista dalla parte di coloro che la subiscono, gli umili, e vuole scriverlo in una lingua accessibile alla maggior parte delle persone.

E’milanese figlio di aristocratici, suo padre è Pietro Manzoni ed è un conte e sua madre è Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria che ha scritto “Dei delitti e delle Pene”.
Probabilmente però Manzoni era figlio di Giulia e uno dei fratelli Verri, in quanto quello con Pietro era un matrimonio combinato. Ad un certo punto chiede di separarsi, così viene messo in collegio dai preti, dove cresce e quando si diploma torna dal padre. Giulia si innamora di Carlo Imbonati, in Italia era uno scandalo perciò si trasferisce a Parigi dove invece possono vivere tranquilli. Carlo Imbonati muore, Alessandro era cresciuto e la madre gli scrive e gli chiede di raggiungerlo, e scoprono di andare d’accordo. Imbonati era molto acculturato in quanto aveva avuto Parini come precettore, e Giulia introdusse Alessandro in quell’ambiente, gli presenta Enrichetta Blondel, una svizzera che successivamente sposerà. Pensano di tornare in Italia dato che aveva una grande eredità, Enrichetta però non vuole che i suoi figli crescano come calvinisti in un paese cattolico cosi si converte. Ad un certo punto vanno al corteo delle seconde nozze di Napoleone, Alessandro perde Enrichetta, entra in una chiesa e prega di ritrovarla, quando torna a casa la trova e pensa che sia un miracolo, un segno di Dio perché si accosti alla religione che diventa la forza della sua vita. Arrivano in Italia con la madre e i loro 13 bambini dove lui comincia (dice che è ricco quindi deve fare qualcosa di utile) a scrivere inizialmente per istigazione del suo confessore agli Inni sacri, poi tragedie, odi politiche (moti carbonari, morte di Napoleone in cui riflette sul significato della sua vita: ha cambiato la storia e muore senza che nessuno lo sappia quindi si chiede che cos’è la gloria).

23-40 scrive i Promessi Sposi (Enrichetta muore giovane il giorno di Natale, poi Giulia Beccaria e si risposerà con una megera). Nel 1827 pubblica una prima edizione ma poi decide di migliorare la lingua quindi va in Toscana per imparare quella lingua. Ha un problema: ha sempre scritto per persone colte ma dato che lo voleva scrivere e tutti i costi, parlavano in dialetto. Muore vecchio battendo la testa cadendo negli scalini della chiesa.

Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Alessandro Manzoni?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email