jeimo di jeimo
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Vita:
Manzoni nasce nel 1785 da Giulia Beccaria, il padre biologico è Giovanni Verri , mentre il conte Pietro Manzoni lo riconoscerà come suo figlio. Manzoni avrà una formazione tradizionale cristiana, una volta grande abiterà a Parigi per seguire la madre ed il suo nuovo compagno e qui entrerà in contatto con pensatori illuministi all'interno dei salotti parigini. Sposa Enrichetta Blondel, una ginevrina e nel 1810 avviene il momento della cosiddetta conversione. Con l'occasione del matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Austria, infatti, nella folla Manzoni perde la moglie e si reca nella chiesa di San Rocco pregando di ritrovarla e così è. Perciò' avviene la conversione che non è improvvisa e totale, in quanto lui già credeva in Dio ma avviene progressivamente.

Pensiero:
Per Manzoni la letteratura deve riguardare il vero, e narrare ciò che la storia non racconta, perciò, per esempio la vita degli umili. Essa deve avere come oggetto il vero, come scopo l'utile e per mezzo l'interessante.

Quando si parla di vero però va distinto il vero poetico dal vero storico. Manzoni rifletterà su questi due aspetti di verità: la parte emotiva dei protagonisti (il vero poetico) deve essere contenuta in un contesto storico ben definito (vero storico) senza contrasti.

Opere:
-Inni sacri (solo 5, dovevano essere dodici);
-Odi civili;
-Tragedie: Conte di Carmagnola e Adelchi.

I Promessi Sposi

Il romanzo di Manzoni ha avuto 3 redazioni e due edizioni.
1821= "Fermo e Lucia": differenze con le altre edizioni nell'intreccio della presentazione dei personaggi.
1827 = "I promessi sposi". Fermo diviene Renzo e vengono tolti molti passi.
1840= infine la seconda edizione è revisionata dal punto di vista linguistico. Manzoni, infatti, leva i lombardismi e utilizza il fiorentino dei colti dopo essersi recato a Firenze. Pubblica anche una appendix sulla storia degli untori.
Manzoni scrive il romanzo ispirandosi ad Ivanoe di Walter Scott. A seconda del punto di vista l'opera puo' essere definita sia romanzo storico, di formazione e avventuroso. La storia ci offre la visione del mondo manzoniana: la sofferenza infatti è inevitabile ma ci sarà un riscatto con l'aiuto di dio, poichè anche il male puo' essere utile (concetto di provvida sventura).
La narrazione ha una struttura stratificata in quanto in un passo il narratore seicentesco afferma di aver sentito raccontare la storia direttamente da Renzo percio' ci possiamo immaginare una catena narrativa che partendo da Renzo e arriva fino a Manzoni che afferma di aver trovato il manoscritto.

La presenza del narratore è costante, il narratore è onniscente e soprattutto giudicante. Interviene percio' con giudizi sulla storia e sulle azioni dei personaggi sia con ironia che con un semplice aggettivo.

Opere: 5 maggio. La poesia ha come tema principale quello della provvida sventura. Ovvero avvenimenti inaspettati e non positivi che però porteranno a qualcosa di utile e benefico. La poesia comincia con la notizia della morte di Napoleone, in esilio nell'isola di Sant'Elena, e la reazione sconvolta del mondo. Manzoni chiarisce che durante la sua vita non ha mai espresso giudizi su napoleone. Ne segue poi un riassunto delle sue imprese e dei suoi regni. Alla fine della poesia ci descrive la morte di napoleone ormai stanco ed è qui che arriva il tema della provvida sventura in quanto Dio raggiunge napoleone nel momento della morte.

Marzo 1821
Nel marzo 1821 Carlo Alberto concessa la costituzione e per qualche giorno si sperò che l'esercito piemontese varcasse il Ticino ma così non avvenne. Manzoni immagina di si: 1 parte.


Lettre a monsieur Chauvet:

Il critico Chauvet scriverà una lettera a Manzoni facendogli un appunto in quanto egli non aveva rispettato in una delle sue tragedie, ovvero il conte di carmagnola, le unità aristoteliche del teatro ovvero tempo e luogo poiché la tragedia doveva accadere in un solo giorno ed il luogo doveva sempre essere il medesimo. La risposta di Manzoni è proprio un'altra lettera all'interno della quale egli risponde dicendo che il suo scopo è quello della verità e che le unità aristoteliche classiche della tragedia per quanto importanti fino ad allora non potevano essere verosimili, parla perciò della divisione in vero storico e poetico ed infine scrive che per descrivere le emozioni, i sentimenti e i fatti che accadono ai personaggi non può bastare un solo giorno.

La Pentecoste

La Pentecoste è l'ultimo degli Inni sacri e celebra l'ascesa dello spirito santo 50 giorni dopo la pasqua. Nella prima strofa Manzoni si rivolge alla chiesa chiedendole dove era quando cristo fu crocifisso, la chiesa prima dell'ascesa dello spirito santo infatti era timorosa e gli apostoli si nascondevano dentro il cenacolo per paura di essere uccisi. Poi una volta sceso lo spirito santo esso come una luce fa percepire molti colori diversi e perciò la chiesa non ha più paura e comincia a diffondersi la parola di cristo. Manzoni poi si rivolge ai pagani tentando di indurli ad avere fede in dio, dicendo alle mamme di non pregare giunone ma dio stesso. Poi nell'ultima parte della poesia l'umanità si rivolge allo spirito santo chiedendo di essere sempre presente e Manzoni chiede di essere buono non solo con i credenti ma soprattutto con gli increduli.

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