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Alessandro Manzoni

La vita

Alessandro Manzoni nasce nel 1785 a Milano da una famiglia in cui si respirano ideali illuministi (nipote di Cesare Beccaria). Nel 1792, separato dai genitori, viene istruito presso il collegio dei Barnabiti in cui, l'educazione e la disciplina ferrea imponevano il cattolicesimo, dunque contro i suoi ideali illuministi. Diventò per questo un “anti-cattolico”, ateo.
Nel 1805 si trasferisce a Parigi dove ha la possibilità di conoscere filosofi e autori illuministi (come Rosseau e Voltaire). Torna a Milano a causa della morte del padre e in quegli anni conosce Enrichetta con la quale si sposa. Ella si converte al cattolicesimo e questo riavvicina Manzoni alla stessa religione; nel 1810 infatti Alessandro si converte di nuovo al cattolicesimo anche grazie a questo matrimonio, dopo cinque o sei anni di riflessione interiore. Ulteriore motivo potrebbe essere il ritrovamento miracoloso della moglie in una chiesa, dopo averla persa in mezzo alla folla parigina durante le nozze di Napoleone. La sua conversione include anche il suo pensiero politico cioè fratellanza, uguaglianza e libertà, i quali erano di origine antica perché già insegnati da Gesù quindi compresi nel Cattolicesimo. Questi principi illuministi, ma legati alla Chiesa, sono definiti dal pensiero manzoniano “Illuminismo-Battezzato”, infatti non si devono ottenere con la guerra, il sangue, la violenza come accadde durante la Rivoluzione francese.

Dopo i suoi studi storici Manzoni riscontra che c'è sempre una lotta tra Bene e Male e pare che vinca sempre l'egoismo, la violenza, nonostante i tentativi nel fare trionfare la giustizia. Gli umili accettano l'ingiustizia sapendo che otterranno la loro salvezza nell'aldilà.
Questo è il pensiero manzoniano che sta alla base di tutte le sue opere. Infatti per l'autore la sua letteratura doveva essere “utile” cioè doveva educare, trasmettere valori morali e religiosi, e “vera” cioè realistica e oggettiva, legata alla storia.
Prima opera a sfondo religioso la scrive nel 1815 : gli Inni Sacri, dedicati alle festività della Chiesa.
Nel 1821 compone l'ode 5 maggio tra il 18 e il 20 luglio, dedicata a Napoleone dopo la sua morte avvenuta appunto il 5 maggio.
Nello stesso anno inizia la stesura della prima versione del suo capolavoro “I promessi sposi”:
Fermo e Lucia 1821
Promessi Sposi 1827 (ventisettana)
Promessi Sposi 1840 (quarantana)
Sul piano familiare la sua vita è segnata da numerosi lutti, tra cui la morte di molti figli e quella della moglie Enrichetta (Manzoni si risposò poi in seconde nozze con Teresa).
Conclude la sua carriera da autore con i Promessi Sposi; successivamente si dedica soltanto più agli studi linguistic diventando senatore del Parlamento italiano nel 1860. Muore a Milano nel 1873.

Descrizione de 5 maggio

Essa non è dedicata alle sua conquiste belliche, bensì per elogiare la sua conversione al cattolicesimo in punto di morte. Ciò paragona il comportamento di Napoleone a quello di tutti gli altri uomini i quali chiedono aiuto a Dio nel momento del bisogno.

Promessi Sposi

esso è il capolavoro di Manzoni a cui si dedicò per 20anni.
Ne fece tre versioni
Fermo e Lucia 1821
Promessi Sposi 1827 (ventisettana)
Promessi Sposi 1840 (quarantana)
puo essere definito romanzo storico in quanto ambientato in un epoca precisa. Si ispirò ai romanzi del Don Chisciotte , Ivanoe di Daniel Defoe, ma l autore dominante fu Walter Scott dal quale imitò l'intreccio storico ma diversamente da lui diede al proprio romanzo un aspetto drammatico e una connotazione storica piu dettagliata (del 1600).
TRAMA: nella parte iniziale l'autore finge di aver trovato questa storia in un manoscritto del '600 dal quale fu colpito dal racconto ma non dallo stile che decise di rivisitare . Ne fa quindi una rielaborazione. Il luogo dove si svolge la storia è il ducato di Milano governato dagli spagnoli (1628-1631). i “promessi sposi” sono Renzo e Lucia , due popolani abitanti vicino il lago di Como. Ma al loro matrimonio si oppone il signorotto spagnolo Don Rodrigo il quale per scommessa voleva conquistare Lucia. Egli manda dal frate don Abbondio i suoi “Bravi” i quali intimarono il sacerdote e lo oggligarono a non celebrare le nozze ormai fissate (“questo matrimonio non s'ha da fare”). Renzo saputo che tutto cio era dovuto a Don Rodrigo s'infuria invano con Don Abbondio. Entra in scena Fra Cristoforo cappuccino confessore di Lucia (figura positiva). Egli tenta invano di far cambiare idea a Don Rodrigo. Nella notte successiva “degli imbrogli e dei sotterfugi” Renzo e Lucia tentano senza riuscita di farsi sposare in segreto da Don Abbondio. Ma i Bravi tentano di rapire Lucia. Per questo i Promessi Sposi vengono divisi e indirizzati a Monza (Lucia) e a Milano (Renzo). Si rincontreranno due anni a dopo nel lazzaretto di Milano. Lucia era ospitata dalla monaca di Monza. Renzo giunge a Milano ma si lascia coinvolgere in una rivolta dovuta alla carestia (assalto ai forni). Per questo venne arrestato, ma aiutato dalla folla fuggì nella Repubblica d Venezia dove viene ospitato dal cugino. Nel frattempo Don Rodrigo con l'aiuto di un potente malfattore (l'Innominato) e della Monaca di Monza, fa rapire Lucia la quale viene segregata nel castello dell'innominato. Ma ella fa un voto di castità e per questo viene liberata e affidata a Federigo Borromeo, per poi ricongiungersi con la madre a Milano. Renzo cambiò nome in Antonio Rivolta dopo che gli giunse la voce del voto di castità di Lucia.

Ora l'attenzione dell'autore si ferma sulla descrizione della peste e della carestia (cap XXXI) analizzandone le cause: le autorità non presero provvedimenti, i medici non riconobbero la malattia, ma sopratutto la probabile azioni degli Untori che usavano veleno di rospo e serpenti. Anche Don Rodrigo ne fu vittima.
Renzo sopravvissuto alla peste torna a Milano per cercare Lucia; incontra Fra Cristoforo nel lazzaretto che lo conduce da lei e la scioglie dal voto di castità. Renzo raggiunge la madre di Lucia, Agnese, nel loro peasello e attendono il rientro di lei. Alla fine si sposano e ebbero tanti figli tra cui la primogenita Maria.

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