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Conte di Carmagnola

Francesco Bussone protagonista della tragedia. Epoca umanistico rinascimentale. Entra in conflitto con il duce per vari motivi e passa al servizio di Venezia e guida le truppe veneziane contro Milano nella battaglia di Maclodo nel 1527 con vittoria Venezia. Succede che il Conte viene accusato dal senato veneziano di tradimento perché non insegue i milanesi in fusa ma libera alcuni prigionieri e quindi e processato e condannato a morte. Manzoni di propone Bussone come una vittima innocente del l'ingiustizia della ragione di stato, della politica violenta. In realtà attualmente gli studiosi lo considerano veramente un traditore. Propone il conflitto tra uomo giusto e società ingiusta e i comportamenti malvagi del senato veneziano che agisce esclusivamente secondo la ragion di stato, secondo la logica del potere, c'è questo contrasto uomo società, reale ideale, corretto moralmente e ciò che è la logica del potere.

Sono personaggi però poco convincenti, questa tragedia non è riuscita bene. La parte migliore è la parte finale prima di essere giustiziato in cui incontra moglie e figlia e la sua sofferenza ma anche la sua serenità nell'affrontare la morte. Con questa Francesco riesce a risolvere il conflitto tra reale e ideale, tra quello che dovrebbe essere il suo dovere di capitano e militare e i suoi senti,enti di uomo. Nella morte si risolve il contrasto. Per Bussone interviene come per Napoleone la Provida sventura: la sventura e la morte diventano il mezzo per riconciliarsi con Dio e per riscattare tutto il male che due tante la vita da soldato aveva commesso.

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