Genius 4929 punti

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni, nato a Milano nel 1785, si trovò ad avere come nonno,uno dei più grandi illuministi europei, Cesare Beccaria, aveva come padre Pietro Manzoni, ma si diceva che questo non fu il suo vero padre, poiché forse era Giovanni, il più giovane dei fratelli Verri. Nel 1791 la madre ruppe definitivamente con Pietro Manzoni, dal quale la separavano non soltanto la grande differenza d’età ma soprattutto l’educazione e la cultura, e si trasferì a Parigi insieme a Carlo Imbonati, esponente della nobiltà milanese, che per Alessandro divenne poi amato padre adottivo. Ma all’epoca Alessandro aveva solo 6 anni e fu messo in collegio, studiò fino ai sedici presso i padri Somaschi, poi da Barnabiti. Nel 1081 si iscrisse all’università di Pavia senza mai arrivare alla laura, trascorrendo un periodo sereno da giovin signore, frequentando salotti e viaggiando. Nel 1803 scrive: “voi mi avete più volte ripreso di poltrone, e lodato di buon poeta, per farvi vedere ch’io non sono né l’uno né l’altro, vi mando questi versi”. Nel 1805, la morte di Carlo Imbonati, compagno della madre lo costrinse a raggiungere Parigi. Qui matura il rapporto con la madre che era stato assente nella sua infanzia, tanto da spingere a dire: “io non vivo che che per la mia Giulia” e a firmare le sue prime opere anche con il cognome Beccaria. Nel 1807 era intanto morto Pietro Manzoni,un padre che lo scrittore aveva sentito poco come tale. Per questo un periodo di grandi cambiamenti, sia personali che letterari: matrimonio con la giovanissima Enrichetta Blondel, fu ricco di figli e soprattutto con lei visse una vita spirituale che segnò una svolta anche nella produzione letteraria di Manzoni: la conversione al cattolicesimo.
Dal 1812 al 1815 si dedicò alla scrittura degli inni sacri proprio del suo esplicito onore della conversazione ed in seguito nel giro di pochi anni diede alle stampe la sua intera produzione letteraria, dalle tragedie alle odi, fino ai promessi sposi che pubblicò nel 1827 ma che rimaneggiò continuamente nei decenni successivi. Manzoni non era una personalità semplice,soffriva di forti disturbi nervosi. La sua vita fu funestata di lutti: la morte della moglie ai soli 42 anni, quella di numerosi figli e figlie, spesso ancora in fasce, i problemi economici e giudiziari dei figli maschi ed infine poco prima del crollo fisico definitivo, la scomparsa del figlio Pietro. Anche la morte della madre segnò fortemente il suo atteggiamento di chiusura nei confronti del mondo e il nuovo matrimonio con Teresa Borri non servì a mitigarlo. Lo scrittore era ormai una gloria nazionale x il giovane stato italiano: oltre alla nomina senatore, infatti, venne insignito nel cordone di San Maurizio. Nonostante un immagine pubblica così legata all’equilibrio e alla moderazione la vita privata di Manzoni continuò ad essere segnata da profonde insicurezze (anche economiche) che lo angustiarono fino all’ultimo. La sua stessa fine fu tormentata; anticipata da perdite di coscienza improvvise, da svenimenti seguite da pericolose cadute e dal delirio, giunse infine il 22 maggio del 1873 alla venerabile età di 88 anni.

Registrati via email