ALESSANDRO MANZONI - SINTESI
Tra il 1801 e il 1810 Manzoni compone opere perfettamente allineate con il gusto classicistico; inoltre l’autore dimostra uno spirito polemico e anticlericale. Ha idee filogiacobine e sostiene Napoleone.
-1801: Trionfo della Libertà, in cui inneggia alla Rivoluzione Francese; l’Adda e 4 Sermoni, in cui difende il costume contemporaneo tanto moralmente criticato.
-1805: Carme in morte di Carlo Imbonati, in cui immagina che Imbonati gli appaia in sogno dandogli nobili ammaestramenti di vita e poesia.
-1809: Urania, un poemetto che tratta del valore incivilitore della bellezza e delle arti.
Dopo queste opere Manzoni si distacca dal gusto e dalla cultura classicisti perché sente il bisogno di una letteratura nuova. Per tre anni non scrive nulla, e quando lo fa crea gli Inni Sacri, un genere radicalmente diverso.

La conversione fu per Manzoni un fatto totalizzante, che investì a fondo tutti gli aspetti della sua personalità, quindi, anche la sua produzione letteraria, che da questo momento rispetta dei punti:

-Una lunga tradizione classicista aveva visto nel mondo romano l’antecedente della cultura moderna e vi aveva scorto un modello supremo di civiltà in tutti i campi; con la conversione, in Manzoni nasce un nuovo interesse per il Medio Evo cristiano.
-Rifiuta la letteratura concepita come mitizzazione del reale, aspetto tipico del Classicismo, e nasce in lui il bisogno di una letteratura che guardi al vero, al di là di ogni finzione.
-Dopo la conversione Manzoni tende a privilegiare le figure umane delle classi più umili, rifiutando la concezione eroica e aristotelica che celebra solo i potenti e i vincitori.
-Rifiuta il formalismo retorico, e una visione dell’arte come puro esercizio ornamentale e si prefigge una letteratura che miri all’utile, e che si faccia voce dei problemi morali e civili.
-“l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo”

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