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Alessandro Manzoni dopo la conversione

Gli "Inni sacri" rappresentano la prima opera scritta dopo la conversione, cioè tra il 1812 e il 1815. Gli Inni rappresentano la concezione manzoniana di poesia "nuova". Già nella scelta del tema religioso, Manzoni rifiuta la componente mitologica della letteratura classica e apre la sua poesia agli orizzonti "popolari" ( ceto medio);anche nella forma manzoni segna un distacco dalla tradizione: all'endecasillabo aulico egli contrappone settenari,ottonari e decasillabi dal ritmo agile.
Manzoni aveva progettato ben 12 inni, tanti quanti sono i più importanti avvenimenti liturgici, ma riuscì a completarne solo 4: "La resurrezione, Il Natale, La passione, Il nome di Maria". Un quinto inno, "La pentecoste" fu terminato solo nel 1822.
I primi 4 inni ruotano essenzialmente su uno schema comune: enunciazione del tema, rievocazione dell'episodio centrale,commento e morali dell'evento.

Nel 1821 Manzoni scrive l'ode "Marzo 1821", dedicata ai moti di quell'anno e alla speranza di un'alleanza tra esercito piemontese e insorti lombardi, e "Il cinque maggio", ispirato alla morte di Napoleone Bonaparte. In "Marzo 1821" Dio soccorre i popoli che lottano, mentre nel "Cinque Maggio" domina il tema dell'eterno tra gloria e sconfitta. Nel ricostruire i fatti, Manzoni adotta un autentico senso della storia vista con l'occhio del presente.

La novità della tragedia manzoniana si può scorgere sia nella scelta della tragedia storica sia nel rifiuto delle unità aristoteliche di spazio, luogo e azione. Manzoni, difatti, puntava a collocare i conflitti dei suoi personaggi in un dato contesto storico, ricostruito con fedeltà; con le unità aristoteliche le azioni erano "compresse" in una sol giornata e non davano spazio a sfumature o riflessioni. Le tragedie più importanti sono: "il conte di Carmagnola" e "L'Adelchi". Nelle tragedie Manzoni introduce il coro; mentre nella tragedia greca il coro era la personificazione dei sentimenti che le azioni avrebbero dovuto ispirare, diventando quindi un "filtro" delle azioni, il coro di Manzoni rappresenta il modo attraverso cui l'autore stesso può esprimere la propria visione di fronte alla tragicità dei fatti.

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