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Guerriglia a Roma, ma la riforma sarà al Sanato lunedì

Caos ieri nel centro di Roma: black bloc mettono a ferro e fuoco la capitale, ma gli studenti si difendono: i nostri cortei sono sempre stati pacifici. Il ddl al Senato lunedì 20

Cristina.M | Segui su Google+ - 15 dicembre 2010 1 commenti
E io lo dico a Skuola.net
guerriglia a Roma

Guerriglia urbana ieri nel centro di Roma: i black bloc invadono piazza del Popolo e trasformano le vie dello shopping in quello che sembra un campo di guerra. Ma il corteo di studenti, precari e lavoratori è partito in modo pacifico e la Rete della Conoscenza mette in chiaro: non ci lasceremo strumentalizzare, continueremo la protesta in modo pacifico. E la fase finale al Senato del ddl Gelmini si terrà lunedì prossimo, 20 dicembre, con previsione del voto finale per mercoledì 22 nella seduta mattutina.

NON SOLO STUDENTI - Ieri nelle principali città italiane sono scesi in piazza non solo studenti e universitari, ma anche gli operai della Fiom, i terremotati aquilani e i cittadini di Terzigno “anti-discarica”. Tutti con lo stesso obiettivo: chiedere di sfiduciare il Governo. Insoddisfatti gli studenti per le riforme Gelmini su scuola e università, stanchi i lavoratori e i precari che vedono incerto il loro futuro ed esasperati aquilani e napoletani per la qualità della loro vita e dei paesi in cui vivono.

SONO ARRIVATI I BLACK BLOC - Dal mondo politico e non solo sono arrivate subito forti critiche e disapprovazione verso una protesta studentesca che è degenerata e ha provocato feriti (se ne contano circa un centinaio) e ingenti danni alla città. Ma è davvero colpa degli studenti? La situazione ieri era molto tesa: non si trattava solo di respingere la riforma universitaria tanto contestata nelle ultime settimane, ma erano in gioco le sorti del Governo. Il voto di sfiducia ha ovviamente messo in campo gli interessi di diversi gruppi sociali insoddisfatti delle attuali politiche di governo. Ma soprattutto, a differenza degli altri cortei, ieri era massiccia la presenza dei cosiddetti “black bloc”.



CASSONETTI INCENDIATI E PETARDI CONTRO I BLINDATI - Dai cortei, infatti, si sono man mano, durante il corso della giornata, gruppi di ragazzi incappucciati e con le sciarpe nere che hanno cominciato a lanciare bottiglie e petardi contro i blindati delle forze dell’ordine presenti nelle principali vie e piazze del centro storico. Sul lungotevere hanno dato alle fiamme i cassonetti, incendiato un’auto all’Ara Pacis e in poco tempo Piazza del Popolo e via del Corso erano invase dal fumo di lacrimogeni e petardi. Così intorno alle 15 di ieri il centro di Roma era in piena guerriglia urbana. Nonostante il collettivo abbia invitato gli studenti a non partecipare alla violenza, era difficile restare fuori dal caos creatosi.

Nel resto d’Italia cosa è successo?
Torino – Studenti occupano i binari della stazione di Porta Nuova, irrompono nella sede del Miur e lanciano uova e fumogeni contro la sede del Pdl.
Palermo – Gli studenti hanno bloccato per ore gli accessi al porto e la stazione ferroviaria.
Cosenza - Gli studenti hanno bloccato uno svincolo dell’autostrada A3.
Bari – Il corteo a cui hanno partecipato oltre mille persone ha mandato il tilt il traffico della città.
Bologna – Il corteo degli studenti ha blocato il traffico nella zona delle Due Torri
Ancona – Nonostante la neve studenti e ricercatori hanno protestato
Napoli – Rettorato occupato e studenti in corteo.
Cagliari – Studenti hanno lanciato petardi e uova contro la sede del Consiglio regionale.
Trento – I manifestanti hanno coperto la fontana di piazza Venezia con del nylon.

STUDENTI: NON CI LASCEREMO STRUMENTALIZZARE, CONTINEREMO CON STILE GIOIOSO - Ma gli studenti della Rete della Conoscenza replicano con una nota in cui descrivono la giornata di protesta da ben altro punto di vista: “Per l'ennesima volta, il corteo ha attraversato una città blindata, desertificata da uno schieramento di polizia spropositato e da una serie di sbarramenti intorno alla Camera e alle vie del centro che impedivano il normale esercizio del diritto democratico a manifestare liberamente il dissenso”. E proprio per questo motivo che, secondo la Rete, oggi “La democrazia è stata violentata due volte, una volta dentro la Camera e una all'esterno, generando un istintivo sentimento di rabbia tra gli studenti e le studentesse, che hanno visto frustrato il loro desiderio di porre i temi dei saperi, dei diritti e dei beni comuni all'interno del dibattito pubblico”.
Decisi a non farsi né reprimere, né strumentalizzare, hanno dichiarato che gli studenti continueranno “le proprie mobilitazioni con lo stile gioioso, pacifico e democratico che lo caratterizza”.

Cristina Montini
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