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Questionario su "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar

* Titolo originale: Mémoires d'Hadrien suivi de Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien
* Anno di pubblicazione: 1951
* Casa editrice: Einaudi

1. Individuare le tecniche letterarie

Marguerite Yourcenar arriva alla composizione di questo romanzo dopo lunghi anni di ricerche, indagini e tentativi. Il suo scopo era quello di far raccontare ad Adriano stesso la propria vita e coglie le sue impressioni nel momento in cui l'uomo vive la morte: Adriano è in fin di vita e scrive questa lettera a Marco Aurelio con le sue ultime forze. Yourcenar decide di effettuare la narrazione in maniera diretta, senza bisogno di intermediari, in questo modo il suo romanzo sfiora, per certi aspetti, la poesia. La prima idea era stata quella di fare del romanzo una serie di dialoghi, ma così facendo la personalità di Adriano sarebbe stata soffocata dalle altre. Il libro rappresenta per l'autrice una chiara presa di posizione del proprio mondo interiore. Per definire la tecnica letteraria dell'autrice potremmo dire che la lettera di Adriano presenta aspetti propri del monologo interiore: Adriano esprime fra sé e sé i suoi pensieri più reconditi e non li trasforma in un discorso pronunciato, i suoi pensieri vengono enunciati direttamente e seguono un ordine logico (rispettivamente a differenza del discorso indiretto libero e del flusso di coscienza).

2. Sono presenti nel romanzo dei miti? Quali?

Nel romanzo troviamo citazioni di riti religiosi: sappiamo che Adriano esercitò a lungo la carica di Pontifex Maximus. Nel libro vengono citati anche dei miti: il mitraismo, ad esempio; il culto del dio Mitra ebbe un'influenza enorme sulla formazione di Adriano. Mitra rappresenta la sua giovinezza passata nell'esercito a chilometri di distanza da Roma, a stretto contatto con le popolazioni barbare delle quali apprezzava in modo particolare la cultura.

3. La struttura del romanzo

Il romanzo è una lettera che Adriano scrive a Marco Aurelio. È una lettera divisa in diverse parti: Anima vagula blandula, Varius multiplex multiformis, Tellus stabilita, Saeculum aureum, Disciplina augusta, Patientia. Marguerite Yourcenar aggiunge, alla fine della lettera diverse pagine di appunti che ella stessa aveva scritto prima, dopo e durante la composizione del romanzo.

4. Descrivere l'atmosfera che aleggia nel libro

La lettera di Adriano per Marco Aurelio diventa, poco a poco, "lo sfogo d'un uomo che non ha più l'energia necessaria per applicarsi a lungo agli affari dello stato; la meditazione scritta d'un malato che dà udienza ai ricordi". Nel libro c'è molta malinconia: traspare sofferenza dalle parole di Adriano.
L'imperatore è pronto alla morte ed aspetta il fatidico momento con serenità, calma e sollievo: rinuncia a combattere la morte, in un primo momento ha intenzione di togliersi la vita da solo, ma viene persuaso dal tragico gesto del suo amico medico. Accetta la fine da uomo e da imperatore, per quanto riconosca quanto sia difficile rimanere imperatore in presenza del proprio medico, con nobile e umile rassegnazione.

5. Riportare alcuni ricordi di Adriano

Adriano rivisita con la mente i principali eventi che hanno caratterizzato la sua straordinaria esistenza (regnò dal 117 al 138): parla della madre Plotina, che, oltre ad essere stata una delle donne più importanti della sua vita, era stata la sua unica vera amica; parla delle sue campagne militari, per lo più difensive; racconta dei suoi lunghi viaggi e cita le località visitate: "L'estate successiva al mio incontro con Osroe, la trascorsi in Asia Minore: sostai nella Bitinia per sorvegliare di persona il taglio delle foreste di Stato. A Nicomedia, città luminosa, civile..."(pag. 145); esprime i propri pensieri sulla famiglia (31 e oltre), sui libri (22); si lascia trasportare dai ricordi delle sue battute di caccia (8) e delle sue interminabili discussioni filosofiche; espone, descrivendolo minuziosamente il suo invidiabile "modus vivendi" (41 e oltre). Parla dei sui rapporti con Traiano e del suo matrimonio con Sabina.

6. Di che tipo di romanzo si tratta? Perché?

Se volessimo definire "Memorie di Adriano" ad una prima superficiale analisi diremmo che si tratta di un romanzo epistolare: "Mio caro Marco,...".
Non è così: troviamo aspetti tipici del romanzo epistolare, ma lo scopo di Yourcenar non era certo quello di immedesimarsi in Adriano per scrivere una semplice lettera, un diario immaginario o un'autobiografia intima e spregiudicata al tempo stesso; "Adriano" racconta la sua esperienza umana, ma il suo scopo è quello di proclamare la sua verità interiore, faticosamente raggiunta. Yourcenar utilizza documenti storici e letterari incastrandoli nella sua creazione geniale. La sensibilità intellettuale e l'intensità di analisi dell'autrice fanno di "Memorie di Adriano" uno scritto moderno, seppur riguardante la mentalità di un uomo vissuto duemila anni fa.

7. Riassumere "tellus stabilita"

Roma era per Adriano come una grande domus che egli dirigeva con saggezza e maestria, la sua casa non avrebbe però dovuto risentire delle sue assenze. Aveva capito che se Roma non fosse stata pronta ad essere la città guida del mondo sarebbe stata schiacciata dall'enorme peso che portava sulle spalle. Il compito di Adriano era quello di riorganizzare un mondo già vivo: Humanitas, Felicitas, Libertas, queste le parole che fece incidere sulle monete del Suo Impero. Aveva compreso l'importanza del passato di Roma: doveva seguire l'esempio dei suoi predecessori, senza però commettere gli errori che furono fatali per loro. Adriano racconta di un episodio accaduto durante una sua visita in una miniera in Spagna: uno schiavo si era scagliato su di lui armato di pugnale; Adriano non ebbe difficoltà a neutralizzarlo, ma successivamente lo portò dal suo medico; lo schiavo di colpo si rivelò una persona sensata e fedele. Adriano paragona tutti gli uomini a quello schiavo e utilizza questa tematica per esaminare argomenti importanti come la condizione della donna, la situazione militare di Roma, l'igiene nella città, le varie caste sociali, ecc...
Adriano aveva effettuato diverse conquiste militari, anche se viene ricordato principalmente per i suoi interventi a difesa dell'Impero, conservando però il rispetto verso l'uomo, lo stesso rispetto che la civiltà romana aveva ereditato da quella greca.

8. La parte finale di "patientia", breve sintesi

L'ultima parte del libro è caratterizzata dall'intensa meditazione di Adriano: esamina le debolezze del suo spirito ed effettua intense considerazioni sulla sua esistenza. Potremmo dividere quest'ultima parte in tre livelli: nel primo Adriano parla della sua rassegnazione nei confronti dell'ormai imminente morte e riconosce come la sua pazienza stia dando i suoi frutti, non nega una certa preoccupazione per l'Impero che sta per lasciare; nel secondo effettua considerazioni sulle sue disperate condizioni fisiche (è malato incurabilmente di idropisia al cuore, una malattia che, per sua fortuna lo lascia lucido fino al momento del trapasso); nel terzo e ultimo esprime i suoi sentimenti di riconoscenza nei confronti delle persone che gli sono state sempre vicine e che non lo abbandonano neanche in quella disperata e tragica situazione. Yourcenar fa citare ad Adriano, alla fine del libro, dei versi composti realmente dall'imperatore stesso poco prima di morire: "Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...".

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