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"La chimera" di Salvatore Vassalli

* Data di pubblicazione: 1990
* Vicende storiche narrate nel testo: il romanzo storico di Vassalli narra vicende che si svolgono in un arco di tempo che va dal 1890 al 1610 dunque proprio nel periodo della dominazione spagnola in Italia. Nel racconto si fanno inoltre riferimento a personaggi storici importanti quali papa Clemente VIII e papa Paolo V, ai lanzi, cioè ai solati tedeschi che hanno portato proprio in questi anni la peste in Italia; ad alleanze belliche, come per esempio quella esistente tra Carlo Emanuele I e il Duca di Savoia, e ai contrasti esistenti con il casato dei Borboni.
* Ambiente sociale che agisce sul romanzo:il romanzo "La chimera" è ricco di scorci dedicati alla vita quotidiana dei ceti inferiori e rappresenta in modo esemplare le caratteristiche salienti della società seicentesca. La società del seicento era infatti ancora dominata dal clero, che obbligava il popolo a fare donazioni e che praticamente viveva a spese dei ceti inferiori. La paura dell'inferno, della punizione divina, della scomunica impediva alla popolazione di ribellarsi. L'avidità della classe clericale si evidenzia anche dalle parole di Bartolo a pag. 201. Era in uso inoltre a quel tempo la consuetudine di guadagnarsi il paradiso attraverso l'acquisto delle indulgenze, pratica che sottolinea nuovamente il desiderio di ricchezza del clero. La società di quel tempo era inoltre ricca di superstizioni tanto che in questo periodo è ancora presente la caccia alle streghe, la credenza nei sabba e nelle possessioni demoniache. Altra caratteristica di questa società è la presenza di potenti locali che spadroneggiano e che non vengono quasi mai frenati e la presenza di una grande quantità di leggi e di grida che però non limitano affatto la criminalità, ma, anzi, il sistema giuridico era tanto complesso che le scappatoie per evitare una condanna si trovavano con estrema facilità.

Personaggi principali

* Antonia: è una ragazza molto bella, con capelli e occhi nerissimi. Abbandonata da piccola in un convento è stata in seguito adottata da una coppia di contadini residenti a Zardino, e poi condannata dall'inquisizione come strega e quindi bruciata sul rogo. Nonostante sia la protagonista del romanzo in realtà la sua presenza è poco sentita. Infatti Vassalli più che raccontare la singola storia di Antonia, tende a narrare la storia di un'intera società, a raccontare la storia dei primi anni del seicento. Di Antonia si può dire che era una ragazza molto coraggiosa, tanto che non ha avuto paura dei lanzi, una ragazza che non si lascia scoraggiare facilmente dalla avversità della vita, molto matura e decisa nel mantenere i propri propositi, tanto che non rivelerà mai, neanche sotto tortura, il nome del proprio fidanzato.
* Bescapé: fu vescovo di Novara e odiato profondamente da papa Clemente VIII e dal suo successore e in generale da tutto il clero. Infatti il suo progetto era quello di rendere il mondo santo e di trasformare tutte le persone intorno a lui in persone rette e giuste. Diventato vescovo di Novara impose dunque una serie di regole molto rigide che limitarono notevolmente la vita licenziosa che il clero seguiva prima del suo arrivo. Arrivato quasi al termine della sua vita si rese conto, però, con grande amarezza, che il suo progetto era molto utopistico. Veniva chiamato il cadavere vivente, perché aveva l'aspetto di un morto, e in un certo senso era morto, almeno interiormente, fin da quando il papa lo aveva trasferito a Novara e comunque era amareggiato dai continui sgarbi che riceveva dal pontefice. Il narratore lo descrive come un uomo dal viso grigio, profondamente incavato, con tutti i tratti del teschio già visibili sotto la pelle tirata, con una barba rada, le mani fragili e sottili, simile ad un fantasma che attraversava le tenebre del mondo.
* Caccetta: in realtà si chiamava Giovan Battista Caccia ed era un feudatario novarese. Approfittando dello stretto controllo che gli spagnoli avevano su quel territorio insieme ai suoi uomini compiva razzie, rapimenti, delitti e incendi. Era un uomo di natura profondamente malvagia, abituato fin da piccolo ad ottenere tutto ciò che voleva e con un'eccessiva stima della propria intelligenza e della propria condizione. Aveva amicizie importanti come per esempio Carlo Emanuele I e il Duca di Savoia ed era un sostenitore del casato dei Borboni. Dal punto di vista fisico era un omiciattolo con una vistosa sproporzione tra la parte superiore del corpo, normalmente sviluppata, e anzi robusta, e le gambe, corte e gracili.
* Biagio: era il nipote ritardato delle sorelle Borghesini, vicine di casa dei Nidasio, che le due donne sfruttavano facendogli fare i lavori più umili e pesanti e trattandolo peggio di una bestia. Antonia fu la prima a considerarlo un essere umano e proprio per questo motivo il ragazzo si innamorò di lei, iniziando a dare in escandescenze e a comportarsi in modo strano. In seguito le due sorelle denunciarono Antonia come strega all'Inquisizione perché credevano che gli avesse fatto qualche magia.
* Gasparo: era il fidanzato di Antonia ed era chiamato Tosetto, perché piuttosto basso di statura, biondiccio, con gli occhi grigi e una faccia da briccone, senza barba né baffi. Gasparo era un camminante, categoria di persone completamente scomparsa al giorno d'oggi, che si spostavano di luogo in luogo, conducendo una vita molto libera e tentando di lavorare il meno possibile. Gaspare era falso e ipocrita, era una persona che prometteva senza mai mantenere e tanto superficiale ed indifferente da non presentarsi neanche al processo di Antonia per tentare di difenderla.
* Manini: inquisitore incaricato di giudicare Antonia. Era una persona alta e snella, dal colorito pallido e d'aspetto gradevole, elegante nei gesti e nel modo di vestire, caratterizzato da una pronuncia artificiosa e ricercata. Aveva un modo particolare di parlare ed era molto attento e pignolo in tutti i compiti che svolgeva. Secondo la sua opinione la realtà non era reale ed esisteva solo in virtù di Dio e inoltre era ossessionato dall'idea e dalla pratica della castità. Egli pensava infatti che il diavolo potesse tentare l'uomo sotto varie forme ed una di queste era la donna, che veniva considerata la sposa del demonio. Manini giudicò Antonia colpevole di stregoneria a priori e non prese neanche in considerazione altre spiegazioni alle uscite notturne della ragazza se non quella che si recava ai sabba. Questo perché l'inquisitore credeva che un processo di stregoneria avrebbe ridato una certa importanza al Sant'Uffizio. Manini agì dunque secondo i propri interessi e uccise un'innocente per il suo desiderio di potere. Anche questo dunque è un personaggio negativo.
* Pietro Maffiolo: ex soldato del re di Spagna e nonno adottivo di Antonia. Era un uomo alto e magro, che camminava sempre con un bastone uncinato e aveva gambe tanto lunghe e magre che quando sedeva sulla mula gli arrivavano a terra. Portava legata al braccio una scatola che conteneva i brevetti di soldato scelto, di sergente e di alfiere oltre che a tutta una serie di attestati di merito e al diploma di congedo. Anche questo, come Biagio, è un personaggio emarginato a cui la malignità della gene attribuisce caratteristiche e abitudini non vere. E anche con lui Antonia è capace di andare al di là delle apparenze e di capire la vera natura della persona. Pietro Maffiolo cercherà di ripagare Antonia del fatto che non l'aveva più fatto sentire tanto solo difendendola al processo, ma invano.

Linguaggio: Il romanzo è scritto con un ritmo molto lento e con un linguaggio piuttosto basso, infarcito di termini dialettali e di parole latine

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