Sapiens 1729 punti

Valerio Massimo Manfredi - Lo scudo di Talos

Lo scudo di Talos è un romanzo ambientato all’epoca delle guerre persiane, ovvero intorno al periodo 500-480 a.C. Parla di due fratelli che sono separati ancora da neonati: il secondogenito, Kleidemos, era storpio. Viene trovato nel bosco dal cane di un vecchio pastore che lo prende con sé e lo chiama Talos, lo storpio. Egli cresce e impara a combattere con il suo bastone e a tirare con l’arco, ma soprattutto il padre adottivo gli parla della profezia riguardante la liberazione del popolo ora schiavo di Sparta, gli Iloti. Incontra per caso suo fratello Brithos ma ovviamente non lo riconosce. I due saranno presenti alle Termopili, diventeranno amici e, nonostante Brithos muoia, Talos scopre la sua vera identità (e quindi anche quella del fratello) e viene assoldato per la sua astuzia da Pausania, il comandante spartano, per una campagna militare in Persia. Gli eventi seguenti porteranno Kleidemos a compiere il destino di guerriero che gli aveva preannunciato il suo padre adottivo.

Il libro usa come sfondo fatti realmente accaduti, inventandosi però la trama. Molti avvenimenti sono di pura invenzione. È scritto in modo scorrevole e leggero, per non annoiare il lettore con troppe (e forse inutili) precisazioni storiche. L’intenzione dell’autore non sembra quella di scrivere un saggio storico con un racconto sviluppato sopra, bensì quella di scrivere un racconto e ambientarlo nell’antichità. Il lessico utilizzato non è particolarmente ricercato, probabilmente sempre per l’intenzione di non annoiare.
In conclusione questo libro, pur non attenendosi sempre alla storia, ha una trama abbastanza avvincente e presenta l’occasione di avvicinarsi al mondo greco in un modo alternativo.

Registrati via email