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Uomini e no – Elio Vittorini
Autore: Elio Vittorini
Titolo del romanzo: Uomini e no
Casa editrice: Bompiani
Città di edizione: Milano
Anno di edizione: 1945

Breve trama Il libro comincia con l’incontro dopo dieci anni fra Berta ed Enne 2: dopo un po’ di conversazione i due cominciano a parlare del passato e a questo punto svelano di essere amanti da molti anni. L’amore travagliato fra i due è solamente una cornice per lo svolgimento della vicenda, che invece si basa fondamentalmente sullo scontro fra partigiani e nazisti nel Nord Italia. Infatti quando incontriamo Enne 2 è in procinto di progettare una spedizione segreta contro i nazi-fascisti, capeggiati da Cane Nero e Clemm. Dopo numerose morti, che vedono protagonisti soprattutto rappresentanti della fazione partigiana, Enne 2, deluso da Berta che per l’ennesima volta decide di lasciarlo per tornare con il marito con cui vive da dieci anni, si lancia in un’impresa contro Cane Nero, che si rivelerà per lui fatale. Il libro, nonostante la tragedia finale si conclude relativamente felicemente, in quanto sia Clemm che Cane Nero verranno uccisi dai compagni del protagonista.

Narratore Il narratore è esterno e non interviene mai con giudizi personali all’interno della vicenda, e nemmeno commenta per bocca dei personaggi, ma ci sono nell’opera sei sezioni dedicate allo stesso autore, che separatamente dal racconto opera delle digressioni, proponendo riflessioni o facendo commenti a volte riguardanti il racconto e a volte riguardanti giudizi morali sul comportamento dei protagonisti.

Montaggio del testo Per quanto riguarda il montaggio del testo, il romanzo è caratterizzato da un continuo “salto” fra le vicende che interessano Enne 2 e i compagni, e le vicende dei nazisti, che si trovano a coincidere alla fine del libro, quando Enne 2 decide di partecipare alla missione suicida. Sono presenti numerosi flashback, soprattutto nella prima parte quando il protagonista incontra Berta dopo tanti anni e con lei parla del passato, e nelle digressioni dell’autore, in cui spesso il tema principale è l’infanzia che il protagonista immagina di vivere insieme all’amata Berta.

Tempo della storia La vicenda si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1944. Questo dato è chiaramente enunciato nelle prime righe del romanzo, nelle quali si parla genericamente dell’inverno di quell’anno, che secondo gli abitanti della città si sta rivelando molto mite, rispetto agli inverni dopo il 1908.

Tempo della narrazione Vi sono numerose digressioni dell’autore in parti a se stanti rispetto alla narrazione, e raramente le vicende sono interrotte da descrizioni. Le scene non sono descritte se non in modo molto stringato ed essenziale. Il tempo della storia dunque spesso coincide con il tempo della narrazione.

Spazio Lo spazio è, come il tempo della storia, esplicitamente descritto lungo tutto il romanzo: ci troviamo infatti nella città di Milano, che è citata spessissimo, così come le vie e le piazze della stessa. In questo modo il lettore ha modo di conoscere chiaramente in ogni momento della narrazione il luogo preciso in cui si trova Enne 2. E’ importante specificare infatti che le connotazioni spazio-temporali sono indicate solamente per le parti che riguardano le vicende di Enne 2 e compagni, mentre per quanto riguarda i nazisti non esistono nel testo specificazioni.

PersonaggiIl protagonista è Enne 2, uomo di circa trentacinque anni del quale non è descritto l’aspetto fisico: di lui si dice solo che è un grande fumatore e che vive in un piccolo appartamento nella periferia di Milano. Egli è un partigiano, che incontriamo pieno di entusiasmo e coraggio mentre sta organizzando una spedizione contro i nazi-fascisti che stanno seminando terrore fra i civili. E’ raffigurato come un ragazzo dal carattere forte, deciso, sebbene da subito sembri piuttosto riservato e restio a comunicare i propri sentimenti. A volte, nonostante l’apparente coraggio e determinazione, si scoprono in lui i lati più deboli, più fragili, e ad aiutarci in questo è sempre Berta, donna di cui è profondamente innamorato da più di dieci anni. L’amore travagliato porterà il giovane protagonista alla disperazione, tanto che dopo l’ennesima bugia della donna Enne 2 deciderà di prendere parte da solo ad un’operazione suicida contro i nazisti. Il protagonista è quindi anche incosciente a volte, a tratti infantile, come ad esempio quando cerca a tutti i costi di convincere Berta a rimanere con lui quando sa benissimo che ciò non sarebbe possibile.

Altro personaggio fondamentale del romanzo è Berta, donna di tre anni più anziana del protagonista, della quale Enne 2 è profondamente innamorato. Il loro amore sarà tuttavia sempre travagliato poiché ella da dieci anni è legata ad un altro uomo e vive fuori Milano. Nemmeno il suo aspetto fisico è descritto, ma dal testo si può capire che è una donna affascinante nonostante non sia particolarmente bella. Il suo carattere è per certi versi molto simile a quello di Enne 2, poiché anch’ella all’apparenza sembra una donna decisa e piena di grinta; la sua debolezza però emerge in due occasioni principali: quando a casa di un’amica dell’amante si abbandona alle lacrime e quando per l’ennesima volta decide di lasciare il giovane per tornare dal marito, dal quale tuttavia non si sente attratta come da Enne 2. Questa sua indecisione avrà conseguenze addirittura letali per il giovane protagonista, che come detto si manderà praticamente al suicidio.
Altre due figure femminili che compaiono nel romanzo sono un’anziana donna amica del protagonista alla quale egli è molto legato che gli offrirà la propria casa, e Linda, giovane ragazza con la quale il protagonista cercherà di distrarsi dai problemi della vita quotidiana, che si identificano con la spedizione partigiana ma soprattutto con Berta.
Foppa, Coriolano, Scipione, Mambrino, Figlio-di-Dio, Barca Tartaro, Orazio, Metastasio, El Paso e Gracco sono alcuni dei compagni di Enne 2, fondamentali per lo svolgimento della vicenda. Sono uomini giusti, incorrotti, che non tradiranno mai il loro amico, ma che anzi gli resteranno per sempre vicini, uniti contro i fascisti.
Per quanto riguarda gli antagonisti, i principali sono Clemm e Cane Nero: entrambi nazisti, sono la massima espressione della crudeltà e della duplice natura dell’uomo. Vengono descritti mentre sterminano un’intera famiglia, compresi bambini e anziani, e mentre fanno sbranare un giovane da Blut e Gudrun, due cani addestrati ad hoc, perché colpevole di aver ucciso Greta, un’altra cagna di Cane Nero, dopo che essa l’aveva aggredito. Cane Nero sarà protagonista insieme ad Enne 2 dell’impresa suicida tentata da quest’ultimo contro il primo, mentre Clemm sarà ucciso da un gruppo di partigiani.

Ritmo della narrazione Il ritmo, grazie alla presenza di numerosissimi dialoghi e alla scarsità di descrizioni risulta avvincente e incalzante, mai noioso.

Stile Lo stile del romanzo non è affatto letterario, il lessico è popolare e facilmente comprensibile: non sono presenti termini specifici o arcaici che rendano difficile la lettura. La sintassi è molto semplice, in quando non esistono parti descrittive: la narrazione si basa solo ed esclusivamente sul dialogo fra i vari personaggi che parlano tra loro talvolta in italiano e talvolta in tedesco. Queste ultime frasi, che potrebbero far pensare ad un appesantimento del discorso, sono invece facilmente traducibili tramite il contesto. Esistono addirittura parti ironiche, come ad esempio quando Figlio-di-Dio si reca da Blut e gli dà da mangiare sebbene gli sia stato ordinato di non cibarlo, e comincia a parlare con lui: si instaura quindi un dialogo fra il cane, che sembra capire il ragazzo, e lo stesso giovane.
Temi trattati Il tema fondamentale è ovviamente la guerra, descritta soprattutto come civile: non si parla infatti di sparatorie, di carri armati o di incursioni, ma piuttosto di vendette personali, di fucilazioni singole e di scontro fra partigiani e nazisti appartenenti alla stessa nazione: non una guerra che siamo abituati a studiare sui libri, quindi, ma un aspetto diverso di quest’ultima.

Altro tema fondamentale è quello dell’amore, i cui protagonisti principali sono Berta ed Enne 2: in questo caso è considerato come forza distruttiva e irrazionale che porta l’uomo a compiere gesti sconsiderati, come il suicidio. Questo tema compare tuttavia anche nell’episodio del giovane sbranato dai cani, che prima di essere condannato racconta a Cane Nero della sua giovane moglie e del loro desiderio di avere un bambino, e nell’episodio fra Enne 2 e Linda: in questo caso si parla di amore fra amici, infatti nonostante la notte passata insieme, il protagonista nutre una profonda stima per la ragazza, tanto che durante il loro secondo incontro le offre il suo letto mentre egli dorme sul divano. In questo racconto è chiaramente percepibile la passione provata da Linda, che riceve in cambio solamente tenera amicizia.
Un ultimo tema fondamentale è quello del rapporto fra gli uomini, o più propriamente fra gli “uomini e no”: sono considerati uomini dal Vittorini solamente i moralmente corretti, coloro che non agiscono esclusivamente per il proprio interesse ma che al contrario risultano generosi e altruisti. I “non uomini” sono coloro che si comportano come delle bestie, condannando a morte degli innocenti, come accade a metà del romanzo: i nazisti, dovendo necessariamente fucilare alcuni uomini, decidono di ricorrere ai dipendenti di una fabbrica che pochi giorni prima avevano indetto uno sciopero per permettere ai propri diritti di essere rispettati. Particolarmente accesa in questo contesto è la critica al nazismo.

Giudizio sull’opera Leggendo le prime pagine del romanzo la mia opinione non è stata delle migliori, in quanto mi sembrava particolarmente astruso e di difficile comprensione, soprattutto a causa dei moltissimi personaggi presenti e delle digressioni dell’autore che spesso narravano dell’infanzia del protagonista. Solo successivamente ho compreso appieno il senso del libro e dei commenti sull’infanzia di Enne 2, solamente sognata in compagnia di Berta bambina. La lettura in seguito si è rivelata particolarmente scorrevole e piacevole l’intreccio delle vicende. E’ sicuramente un romanzo che va letto in chiave psicologica, bisogna andare al di là del significato denotativo del testo per cogliere altre tematiche, molto più profonde, e soprattutto i motivi e le idee dell’autore.

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