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Tu, mio di Erri de Luca

Il racconto di poco più di cento pagine è ambientato sull’isola di Procida degli anni ’50. Il protagonista è un ragazzo napoletano di sedici anni che passa tutte le sue estati sull'isola, tre le giornate di pesca con lo zio e con Nicola, le continue domande sulla guerra appena finita alle quali avrà pochissime risposte perché le persone che l'hanno vissuta sono restie a parlarne e quell’estate anche l’amore per una bellissima e graziosa ragazza ventenne, Haia per lui, Caia per chi non conosce e non conoscerà mai il suo segreto. E’ un amore unilaterale, nascosto, un sentimento diverso: “Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rilevato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto su un gradino mentre gli altri ballano (pag. 25-26)”.

Poi anche Caia impara a fidarsi di lui, gli rivela la verità sulla storia della sua famiglia solo al protagonista: era figlia di un ebreo e una rumena; i genitori durante il massacro più sanguinoso che la storia ricordi persero la vita; Haia sa anche che suo padre ha la capacità di raggiungerla, ogni tanto, usando il corpo di persone che le stanno vicino. Quella volta lei lo vedeva nel corpicino esile di quel sedicenne.
Il protagonista rimane segnato dal racconto della ragazza tanto da far sì che si scateni in lui un feroce senso di protezione che lo spinge a riversare il suo odio a scapito di alcuni turisti tedeschi che si trovavano sull’isola.
I personaggi si mostrano veri, intuitivi e non parlano mai per caso. Ogni loro azione, ogni loro frase ha una diretta conseguenza. Si crea quindi una sorta di poesia creata dai loro gesti e dalle virtù mischiate alle passioni di chi sa di vivere il proprio ruolo coraggiosamente.
Quella del protagonista senza nome, perché chi si racconta non ha bisogno di essere chiamato, perché si dona spontaneamente, è un estate di crescita, di maturazione, tre mesi di sogni, di speranze e forse, anche di illusioni.
Il romanzo narra di una storia vera, che riesce inspiegabilmente a trasmettere delicatezza e amore nonostante quello che è accaduto. Amore che troviamo soprattutto nelle parole di Haia, che più volte pensando al padre gli dirà: Tu, Mio.

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