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Strane creature

Recensione
Agli inizi del 1800, in Gran Bretagna, si svolge la vicenda delle signorine Pilphot e della famiglia Anning. La signorina Elisabeth Pilphot e le sue due sorelle si trasferiscono da Londra al tranquillo Lyme Regis, piccolo paese in riva al mare, per trascorrere in modo dignitoso e sobrio la loro vita di zitelle.
Abituate alla frizzate società della capitale inizialmente le tre donne fanno fatica ad adeguarsi ai nuovi ritmi, ma presto ognuna di loro trova un interesse che le assorbe: la silenziosa Louise si dedica al giardinaggio, la giovane Margaret si tuffa nelle feste di società e nel circolo del piccolo borgo (sperando ancora di poter trovare un marito, dati i suoi freschi diciotto anni) ed Elisabeth si appassiona di fossili, di cui la spiaggia è piena.
Proprio in cerca di un mobiletto dove custodire le sue prime scoperte Elisabeth fa la conoscenza della piccola Mary Anning, figlia dell’ebanista del paese, famosa in città per essere scampata a un fulmine quand’era appena una neonata, che per racimolare soldi per la famiglia va a caccia di ninnoli.

La ragazzina ha un occhio attento e, grazie alle conoscenze che il padre le ha passato, insegna alla donna dove e come cercare i fossili sulle diverse spiagge. Questo piccolo lavoro diventa un vero e proprio impegno quando l’uomo muore improvvisamente, lasciando i due figli e la moglie in disgrazia, gravati da grossi debiti.
Ma la ricerca di fossili non è ben vista in città, alcuni li considerano manufatti diabolici, alcuni temono le possibili conseguenze di scoperte così palesemente discordanti dagli insegnamenti della Bibbia e guardano con orrore all’affacciarsi dei concetti di “evoluzione” ed “estinzione”.
Mary continua la sua attività, vendendo questi ninnoli ai turisti, ma cercando segretamente il “mostro” tanto agognato dal padre: il fossile che li renderà ricchi e famosi. La sua ricerca non è vana perché dalle scogliere di Lyme, un giorno, Mary vede spuntare un grosso cranio con un occhio enorme, un “cocco”, cioè una specie di enorme coccodrillo.
La cittadina diventa ben presto centro di visite da parte di paleontologi e naturalisti che vogliono vedere in azione Mary e la assoldano per scovare altri fossili.
Mary, ormai cresciuta, sogna la fama, smania per trovare un altro animale misterioso e intanto deve fare i conti con le difficoltà della vita: i raggiri di chi vuole sfruttare il suo lavoro, la concorrenza degli altri cercatori di fossili, le dicerie di chi vuole screditare il suo lavoro e mettere in dubbio la sua buona fede, le malelingue del paese che non concepiscono una giovane donna da sola sulle spiagge in cerca di strani sassi.
Anche i rapporti con la signorina Elisabeth si guastano, a causa di incomprensioni e meschinità legate a un uomo misterioso, il tenente colonnello Birch, che irretisce e raggira la giovane Mary, pazzamente innamorata di lui. Elisabeth comunque, in cuor suo, ama teneramente la ragazza e, di fronte ai dubbi del famoso Cuvier sulla reale esistenza degli animali di Mary, forse accozzaglia di pezzi diversi, si imbarca in un solitario viaggio in mare per raggiungere Londra e difendere l’operato della ragazza.
La misoginia e l’ottusità della società dell’Ottocento non permettono ad Elisabeth di parlare in prima persona, né a Mary di veder riconosciuto pubblicamente il proprio operato, ma non impediscono a due spiriti liberi e anticonvenzionali come i loro, di ricercare strenuamente la propria libertà di azione e di pensiero, sacrificando perbenismo e convenzioni sociali, e di dare un contributo fondamentale alla nascita di una scienza come la paleontologia.
Il libro rende avvincente e appassionante un momento cruciale delle scienze naturali, con la scoperta, la ricostruzione e lo studio dei primi fossili. Per chi, come gli uomini di oggi, considera scontato il concetto darwiniano di evoluzione ed estinzione, il romanzo di Tracy Chevalier fa assaporare quale burrascoso sconvolgimento fu quello dell’affacciarsi di tali concetti nella società dell’Ottocento, così fortemente legata alle convenzioni, alle apparenze e alle gerarchie sociali.
Le donne di questo romanzo di stagliano nitide e perfette, ciascuna con il suo carattere ben tratteggiato, raccontando prima di tutto la storia di una grande amicizia al femminile e della ricerca di risposte che la natura pone.

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