Mika di Mika
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Scheda del libro "La freccia nera"

* Autore: Robert Louis Balfour Stevenson (1850-1894)
* Titolo: "The Black Arrow" ("La freccia nera")
* Casa editrice: Edizioni Polaris
* Anno di pubblicazione: 1994 (In lingua originale edizione curata dallo stesso Stevenson nel 1888)
* Genere: Romanzo d'avventura

Il contesto storico culturale dell'autore

Stevenson visse nella seconda metà dell'Ottocento, sino al 1879 risiedette in Inghilterra e successivamente in America, poi, negli ultimi anni della sua vita, nelle Isole Samoa. In quel periodo era in atto la seconda rivoluzione industriale, che aveva sancito il primato mondiale degli Stati Uniti e della Germania. La scoperta fondamentale, che diede il via a questo fenomeno, fu l'introduzione della lavorazione industriale dell'acciaio, seguita poi dall'invenzione del cemento e dalla nascita delle prime centrali elettriche, ecc. La seconda rivoluzione industriale portò ad un miglioramento della vita quotidiana per gran parte della popolazione, poiché per la prima volta le invenzioni che furono messe a punto ebbero anche un impiego su larga scala. Ciò nonostante le condizioni di vita dei manovali industriali, tuttavia, per alcuni aspetti peggiorarono. Nacque così la questione sociale, il problema del proletariato, di tutti gli operai che erano impiegati nel settore industriale. Il loro lavoro in fabbrica era organizzato secondo il concetto di catena di montaggio, oltre ad essere logorante e stressante, privava di soddisfazione il manovale, il cui compito era estremamente limitato: compiere la stessa azione per dieci o dodici ore al giorno. Egli rivestiva solo un piccolo ruolo nel processo produttivo, mentre l'artigiano lo compiva per intero e alla fine era soddisfatto del suo lavoro, non era così per l'operaio della fabbrica, ed è anche a causa di questo che molti di loro sono quasi impazziti, poiché erano costretti a compiere la stessa ripetitiva azione per tutto il giorno, senza vederne poi dei risultati.
Stevenson, però, fu influenzato minimamente dalla situazione storica della seconda metà dell'Ottocento, il lui incise soprattutto il contesto sociale in cui viveva, a partire dalla sua famiglia; in quel periodo, infatti, l'Inghilterra era investita da una correte di puritanesimo, anche la sua famiglia gli impartì un'educazione di tipo calvinista. Stevenson, essendo anticonformista di natura, entrò subito in contrasto con la sua famiglia che abbandonò nel 1876, quando cominciò a viaggiare per molti paesi dell'Europa. La sua vita è fatta di scelte anticonformiste (in rapporto a ciò che voleva la sua famiglia) e radicali, infatti, si sposò con una donna che era più grande di lui di una decina d'anni, si trasferì in America e successivamente nelle isole Samoa.
Gli anni della seconda metà dell'Ottocento furono anche quelli in cui il Romanticismo era praticamente decaduto, questo declino ebbe origine nella seconda metà dell'Ottocento. Stevenson, infatti, è considerato un esponente del Romanticismo, ma dal suo stile trapelano anche elementi del Naturalismo e del Realismo, che apprese quando entrò in contatto con esponenti francesi di queste correnti letterarie. Molti lo ritengono uno dei massimi esponenti della letteratura inglese dell'epoca, anche perché ha avuto il merito di rendere la sua opera varia. Uno dei suoi libri, "La freccia nera", è stato scritto basandosi sul modello del romanzo storico, tipico del periodo Romantico; le vicende narrate, hanno in genere come scenario eventi storici epoca medievale. Si fa riferimento e ci s'ispira al Medioevo proprio perché in questo periodo si cominciarono a formare in Europa, dalle ceneri dell'impero romano, i primi stati nazionali e iniziò quel lungo processo che portò alla differenziazione degli idiomi dei vari popoli. Nel romanzo "La Freccia Nera", infatti, le vicende sono ambientate nell'Inghilterra del XV sec., durante le prime fasi della Guerra delle Due Rose. Non è solo Stevenson a scrivere romanzi di questo genere, ma tanti altri letterati Romantici, come Alessandro Manzoni con i suoi "Promessi Sposi" o Sir Walter Scott con "Ivanhoe".

Notizie sull'autore

Robert Louis Balfour Stevenson nacque ad Edimburgo nel 1850 e sembrava inizialmente destinato a continuare l'attività del padre e del nonno: ingegneri specializzati nella costruzione di fari, ma si capì subito sua salute non glielo avrebbe consentito. Non potette frequentare normalmente la scuola e quindi studiò a casa, prendendo lezione da professori privati. Adolescente, studiò con poca passione l'avvocatura in gran segreto si esercitava per diventare scrittore attraverso esercitazioni che lui stesso s'inventava. Quando aveva circa venticinque anni entrò in contrasto col padre e cominciò ad assumere un atteggiamento anticonformista, e vagabondò per le Highlands scozzesi e per la Francia. Questa frattura fu causata dall'impostazione puritana della sua famiglia con la quale Stevenson, l'anticonformista, entrò presto in contrasto. Comunque nel 1875 si laureò in giurisprudenza, dopo aver abbandonato la facoltà di ingegneria nautica. Dalla professione lo distolsero però le delicate condizioni di salute, la sua irrequietezza, la sua curiosità e il suo amore dell'avventura. Egli compì dei viaggi in Francia, Italia, Olanda e Germania, che descrisse con tono umoristico in "Un viaggio all'interno". Dall'ambiente degli scrittori francesi apprese l'istanza di chiarezza espressiva che fu caratteristica delle sue opere. Nel 1876 conobbe Fanny Ousburne, donna più vecchia di lui di una decina di anni, nel 1879 la raggiunse in America e la sposò l'anno successivo, con lei visse per qualche tempo a Castiloga, una zona selvaggia Far West. Stevenson dai suoi viaggi in America prese spunto per dei libri come "Attraverso le pianure" e "L'emigrante dilettante" in cui si cominciarono a delinearsi le sue capacità narrative, in queste opere emerse la sua abilità nel descrivere con semplicità gli ambienti che facevano da scenario al racconto, cogliendo nel paesaggio le tracce di vicende umane romantiche o avventurose. Dal 1881 al 1886 Stevenson visse la sua stagione letteraria più intensa, benché le sue cagionevoli condizioni di salute (era tubercoloso cronico) lo obbligassero a spostarsi e a soggiornare in località di cura. Di questo periodo sono opere come "Janet la Storta", nata dall'amicizia che Stevenson strinse con il figlio acquisito dopo il matrimonio con Fanny Ousburne, "Uomini allegri e altri racconti", "Le nuove notti arabe" che è una collana costituita da una serie di storie poliziesche, tra cui sono particolarmente note "Il club dei suicidi", sulle vicende di un macabro circolo i cui associati impegnavano ad uccidersi quando il loro nome veniva estratto a sorte, "Il diamante del rajà" e "Il padiglione delle dune". Ottenne fama e successo con due opere: "L'isola del tesoro" e "Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde". Nel 1887 si trasferì a New York e lì Stevenson pubbicò "La freccia nera" (1888) sullo sfondo della Guerra delle Due Rose, "Il signore di Ballantrae", storia di odio fra due fratelli, opera che molti considerano il suo capolavoro, ambientata in Scozia, sua terra natale, che visitò l'ultima volta in occasione della morte del padre (1887). Nel 1888 Stevenson intraprese una lunga crociera nell'Oceano Pacifico si per rilassarsi sia per scrivere una serie di articoli giornalistici. Affascinato dai quei luoghi che aveva visitato, da cui la salute anche la sua salute sembrava trarre giovamento veramente insperato, lui si trasferì nelle isole Samoa, a Upolo. Stevenson s'integrò perfettamente con la popolazione indigena, che lo aveva soprannominato "Tuisitala", che significava il "narratore". Fra le sue ultime opere ricordiamo "St. Ives" e "Il giudice". Un posto a parte nel lungo elenco delle sue opere, lo occupano le opere scritte in collaborazione con lo scrittore americano H. James, nelle quali il clima letterario della seconda metà dell'Ottocento viene descritto vivacemente. Morì a Upolo nel 1894
La presenza di un autentico interesse umano dà sapore di verità e di vita ai perfetti congegni delle storie di Stevenson. Nemico dei pedanti, anticonformista e ribelle, egli guardò la realtà dei sentimenti e delle cose attraverso la riflessione.
La sua passione dell'avventura, il gusto dell'esotico, l'ansia della libertà e di evasione rivelano il fondo romantico della sua sensibilità; ma egli riuscì dare alle immagini fantastiche quasi la concretezza del documento, trasponendo allo stesso tempo ad atmosfere favolose o allucinate la problematica della vita morale, alla cui attenta considerazione lo aveva portato l'educazione calvinista che aveva ricevuto da giovane. Conferì alla sua opera un timbro inconfondibile, per quel misto di umorismo e fervore.

Trama

Prologo

Un giorno, quando la primavera era quasi giunta alla fine, Sir Daniel, un signorotto del luogo nonché cavaliere, Richard Shelton (Dick) un suo protetto e Bennet Hatch, il braccio destro del nobile arrivarono a Tunstall, un piccolo villaggio inglese. I tre erano andati a casa di un vecchio che si chiamava Nick Appleyard per proporgli di assumere il comando di alcune truppe del paese, vista la sua esperienza in battaglia maturata durante la guerra contro la Francia. Proprio quando erano giunti ad un accordo, il vecchio Nick cadde a terra morente, trafitto da una freccia nera. Nessuno dei tre era riuscito a capire da dove fosse stata scagliata quella freccia, anche perché quell'evento li aveva colti di sorpresa. Poco dopo li raggiunse il parroco del villaggio, Sir Oliver Oates, che non potette far altro che pregare per l'anima del defunto. Poi il prete, Dick e Hatch si avviarono verso la chiesa del paese e lì videro un uomo con fare ladresco che fuggiva dopo aver affisso una rozza poesia alla porta della chiesa; era un sorta di lettera minatoria nella quale un certo John Rimedia-tutto dichiarava che la freccia nera avrebbe colpito ancora e ucciso Bennet Hatch, Sir Oliver e Sir Daniel. Allora il parroco, visibilmente preoccupato scrisse una lettera per informare Sir Daniel dell'accaduto e incaricò Dick di consegnarla, il giovane Shelton ubbidì subito.

Esordio

Arrivato alla locanda dove Sir Daniel era impegnato nella riscossione delle tasse, Dick consegnò il messaggio al cavaliere di Tunstall, il quale, dopo averlo letto, ne scrisse subito una di risposta e ordinò al giovane di portarla a Tunstall. Durante il viaggio, in una palude, il giovane Shelton incontrò casualmente un ragazzo, che dimostrava tredici anni, che gli aveva chiesto alla locanda delle informazioni per arrivare a Hollywood. Il suo cavallo era ormai spacciato ed era stato ucciso da Dick, che voleva porre fine all'agonia del povero animale. Il giovane chiamava John Matcham e disse a Dick che fuggiva dal perfido Sir Daniel e voleva raggiungere Hollywood, per salvarsi. Richard, allora, gli fece la solenne promessa di guidarlo e proteggerlo per tutto il viaggio. Successivamente si presentò la necessità di guadare il fiume Till con la barca, visto che l'acqua era troppo profonda, e così si rivolsero a Hugh il traghettatore, il quale si dimostrò disponibile, ma aveva paura di John delle Paludi, che altri non era che John Rimedia-tutto. Egli pretendeva, infatti, un "pedaggio" ogni qualvolta vedeva dall'isolotto in cui era appostato qualcuno che attraversava il fiume. Vedendo che Hugh non volva pagargli "il pizzo", con una freccia uccise il cavallo di Dick, che cadendo bruscamente fece capovolgere la barca. Riuscirono ad arrivare all'altra riva, Dick, però, stava per affogare ma Matcham, visto che sapeva nuotare gli salvò la vita. Da quel momento avevano il più temuto bandito della foresta alle calcagna e per sfuggirgli s'inoltrarono nella foresta, imbattendosi con gli uomini della Brigata del Bosco Verde, che nel loro covo stavano per predisporre un'imboscata al gruppo di soldati di Sir Daniel, guidati da Selden. Dick voleva avvertirli, anche perché quegli uomini li conosceva molto bene, insieme con loro era cresciuto poiché dopo l'assassinio del padre aveva vissuto nella corte di Sir Daniel, il suo tutore, ma Matcham glielo impedì, ricordandogli la solenne promessa che gli aveva fatto. L'imboscata ebbe successo e molti soldati morirono, il che fece andare Dick su tutte le furie e se la prese con l'incolpevole Matcham, ne scaturì quindi una violenta lite. Finito il diverbio, procedettero entrambi verso la strada che conduceva Hollywood, ma incontrarono con Sir Daniel, il quale, travestito da lebbroso, stava fuggendo poiché era stato clamorosamente sconfitto. I tre si diressero allora Moat-House, nel castello del cavaliere di Tunstall. Lì Dick cominciò a nutrire i primi sospetti fondati sul coinvolgimento di Sir Daniel nell'assassinio del padre, anche perché nella lettera minatoria di John Rimedia-tutto il bandito minacciava di uccidere il cavaliere di Tunstall per vendicare la morte di Harry Shelton. Nonostante Sir Oliver gli avesse giurato il falso per due volte non riuscì a convincerlo. Sir Daniel, visto che il suo pupillo aveva cominciato a sospettare di lui, ordinò il suo assassinio. Per compiere questo delitto nel modo meno vistoso possibile il cavaliere di Tunstall fece trasferire Dick in nella stanza sopra la cappella dove c'era un passaggio segreto da cui si poteva accedere da varie parti del castello, facendo insospettire Dick. Fu proprio in quel momento che John entrò di corsa nella camera ed era così impaurito e agitato che tradì la sua identità facendo così scoprire a Dick che egli in realtà non era John Matcham, ma Joanna Sedley, una ragazza rapita da Sir Daniel che voleva accaparrarsi diritti (e il denaro) del suo matrimonio. Joanna avvertì Dick che era in serio pericolo di vita e i due fuggirono utilizzando il passaggio segreto, aiutati da Bennet. Solo Dick riuscì a scappare: Joanna rimase, infatti, prigioniera di Sir Daniel.
Nonostante fosse stato ferito dagli arcieri di Sir Daniel, Dick s'inoltrò nella foresta e fu ritrovato, ormai privo di sensi, da Greesheve e Senza-legge, due uomini di John Rimedia-tutto che lo portarono presso il loro capo. Quest'ultimo aveva molto a cuore Dick, anche a causa della morte di suo padre avvenuta per mano di Sir Daniel, che sfruttava anche le rendite delle sue proprietà, in qualità di tutore. Dick, avendo ormai scoperto che Sir Daniel era il mandante dell'omicidio di suo padre, era così accecato dalla voglia di vendetta che divenne un componente della Brigata del Bosco Verde, con l'obiettivo primario di uccidere il suo ex tutore e liberare Joanna.

Sviluppo

Appena si fu rimesso, Dick fece trovare una lettera al suo ex tutore nella quale minacciava che la prossima vittima della Freccia Nera sarebbe stato proprio lui, facendo sentire da quel momento in poi Sir Daniel. Qualche mese dopo, in gennaio, riuscì a scoprire dopo giorni e giorni di appostamenti e ricerche dove fosse nascosta Joanna: ella era tenuta prigioniera in una casa costruita sulla spiaggia che era di proprietà di Sir Daniel. Con i suoi uomini il giovane Shelton tentò un attacco cercando di contare sull'effetto sorpresa, ma si scontrò con i soldati di Lord Foxham, che dopo lo spaesamento iniziale, diedero del filo da torcere ai componenti della Brigata del Bosco Verde. Dick riuscì comunque a sconfiggere Lord Foxham nella battaglia e gli propose che non l'avrebbe ucciso se si fosse arreso, e il nobile gli ubbidì subito. Quando i due si chiarirono, compresero di avere le stesse intenzioni: attaccare Sir Daniel per liberare Joanna, di cui Lord Foxham era stato il tutore. Decisero di incontrasi alla croce di San Bride, per le sei del mattino e lì si accordarono per un'azione congiunta per attaccare la casa di Sir Daniel, ma ciò era stato reso molto difficile dato che quella scaramuccia della notte aveva messo in allarme sia gli uomini di Sir Daniel che quelli Lord Shoreby (che si era ormai assicurato il matrimonio con Joanna), quindi la guardia attorno alla casa era raddoppiata, e l'unico modo per arrivarci furtivamente e senza troppe perdite era quello di utilizzare un'imbarcazione. Gli uomini di Dick e di Lord Foxham s'impadronirono della "Buona Speranza", imbarcazione di proprietà di un certo Arblaster. Sbarcarono furtivamente sulla spiaggia dove si trovava la casa di Sir Daniel. L'effetto sorpresa su cui avevano contato non diede i vantaggi sperati, e gli uomini di Sir Daniel ebbero la meglio su quelli di Dick e di Lord Foxham (che rimase gravemente ferito) e li costrinsero ad una rocambolesca ritirata. In mare, Dick e i suoi furono sorpresi da una tempesta, e solo grazie all'abilità di Senza-legge, che era stato anche un marinaio riuscirono a sbarcare vivi. Una volta approdati, furono assaliti da alcuni contadini che li avevano scambiati per corsari francesi, che in quel periodo di gran confusione facevano il bello e il cattivo tempo nelle coste inglesi. Scampato a questo pericolo Dick disse ai suoi uomini di tornare a Shoreby da soli o a piccoli gruppi, lui, infatti, sarebbe andato con Senza-legge, che era uno dei suoi uomini più bravi e il suo compagno di avventure. I due si recarono nel rifugio di Senza-legge, che era una piccola caverna la cui entrata era nascosta da piante selvatiche. Lì si rifocillarono al calore del fuoco, che li ricompensava di tutto il freddo patito sulla "Buona Speranza". Sempre lì Dick nascose una lettera che gli era stata consegnata sulla barca da Lord Foxham e che poi avrebbe dovuto consegnare a Riccardo di Gloucester, essa era di vitale importanza perché gli avrebbe permesso di avere l'appoggio del duca di Gloucester. Dick e Senza-legge si travestirono da frati francescani e grazie all'abilità del bandito questo travestimento risultò perfetto. Si avviarono quindi verso la casa di Sir Daniel e non ebbero nessuna difficoltà ad entrare. Dick incontrò Alicia, nipote del conte Risingham, la quale lo condusse da Joanna. Ella lo riconobbe subito e, dopo un breve dialogo in cui i due si scambiarono le reciproche preoccupazioni, lo fece nascondere in un'intercapedine che era creata dagli arazzi e dal muro. Lì si posizionò anche una spia, insospettita dalle grida dello sbronzo Senza-legge, e Dick fu costretto, per non essere smascherato, ad ucciderla. Quando venne scoperto il cadavere, Sir Daniel di comune accordo con Lord Foxham fece bloccare tutte le uscite e Dick riuscì a fuggire, senza Joanna, con il pretesto di andare a pregare nell'abbazia per l'anima del morto. Quattro soldati lo scortarono per tutto il tragitto; nell'abbazia Sir Oliver lo riconobbe e gli tese una trappola, facendo sorvegliare le uscite dell'abbazia da un folto gruppo di uomini, pronti a bloccarlo se avesse tentato la fuga. Successivamente arrivò Senza-legge che rimase anche lui bloccato poiché Sir Oliver capì dal suo atteggiamento che era un complice di Dick. I due restarono tutta la notte a pregare, o meglio a far finta di pregare, fino a che la mattina dopo, molto presto, entrarono nell'abbazia Lord Shoreby e Joanna, pronti per il matrimonio. Mentre si svolgeva la cerimonia, due Frecce Nere lanciate da John Rimedia-tutto (Alias Ellis Duckworth) trafissero lo sposo, che cadde a terra morto, tra lo stupore dei presenti. Sir Oliver incolpò subito dell'accaduto, senza pensarci due volte, ai due falsi frati, che vennero immediatamente arrestati, ma subito vennero difesi da Joanna e Alicia. La risoluzione della contesa fu quindi affidata al Conte Risingham, nobile molto influente a Shoreby, che assolse Dick e Senza-legge grazie ad una lettera che Dick stesso gli consegnò (l'aveva sottratta al messaggero morto di Sir Daniel) in cui il dignitario dichiarava di cedere le proprietà del Conte Risingham a Lord Wensleydal, ciò fece infuriare il conte e agevolò la liberazione dei due. Sia Dick che Senza-legge erano conosciuti e ricercati dalla gente di Shoreby, che voleva farsi giustizia da sola per vendicare la morte del loro signore, quindi non potevano far ritorno a casa passandovi e dovevano per forza trovare un percorso alternativo se non volevano rimetterci la pelle. Durante la fuga si trovarono a passare per il porto e da una taverna uscirono il vecchio Arblaster, cui la Brigata del Bosco Verde aveva sottratto la nave, e il suo fedele amico Tom. Questi chiesero l'elemosina ai due falsi frati, che per non farsi riconoscere, non risposero, ciò scatenò l'ira dei due marinai che bloccarono i due falsi religiosi, riconoscendoli come due dei banditi che gli avevano rubato la nave e nonostante fossero sbronzi e quindi dai riflessi appannati li riuscirono a portare a forza i due nella taverna senza che potessero reagire. Senza-legge e Dick riuscirono a scappare grazie ad uno stratagemma e a tornare alla taverna "La capra e al cornamusa", base della Brigata del Bosco Verde

Risoluzione

La mattina dopo Dick si presentò, come gli aveva consigliato Lord Foxham, sul luogo dell'appuntamento con Riccardo di Gloucester e trovò un uomo gobbo che combatteva contro sette uomini e se la cavava anche abbastanza bene, a quel punto il giovane, altruista com'era, si precipitò ad aiutarlo. L'uomo era Riccardo di Gloucester e non appena vide il giovane Shelton venire in suo aiuto con squillo di tromba chiamò le sue truppe che catturarono i cinque malviventi (due erano stati uccisi) e li fece impiccare. Dick si presentò al Duca e gli consegnò la lettera di Lord Foxham, Riccardo accettò di buon grado di aiutarlo e gli affidò il comando di alcune sue truppe. Quindi le guarnigioni yorkiste guidate da Dick e dal Duca di Gloucester attaccarono e assediarono Shoreby e dopo una violenta battaglia la espugnarono travolgendo i lancasteriani, fra i quali vi erano Sir Daniel e Lord Risingham. Dick per il valore che aveva dimostrato in questa occasione fu nominato cavaliere sul campo dal Duca di Gloucester, che aveva avuto il merito di non aver vanificato le eroiche gesta del giovane Shelton facendo giungere circa settecento uomini di rinforzo che permisero di espugnare l'intera cittadina. Dick aveva ormai il favore del lunatico Riccardo di Gloucester, ma lo perse subito quando chiese al nobile come ricompensa di non impiccare il vecchio Arblaster, che era designato alla forca. Comunque la battaglia di Shoreby fu la prima vittoria di Riccardo Gloucester, che, dice Stevenson, sarebbe salito al trono anni dopo con il nome di Richard III. In ogni modo il Conte di Gloucester affidò a Dick una cinquantina d'arcieri per liberare Joanna, che era ancora prigioniera del fuggitivo Sir Daniel. Mentre Dick con i suoi uomini inseguiva il cavaliere di Tunstall e le sue truppe, incontrò Alicia, che era stata abbandonata dal fuggitivo Sir Daniel, e lo accusava della morte in battaglia dello zio il Conte di Risingham e pretendeva che la sposasse come risarcimento, Dick amava solo Joanna e alla fine riuscì a convincerla a venire con lui. Il giovane Shelton e i suoi uomini liberarono Joanna, tutto appariva facile ma ne seguì un violento scontro durante il quale venne ucciso Hatch. Quella era una banale trappola, infatti, ai soldati di Dick fu tesa un'imboscata e furono costretti a scappare. Durante la loro ritirata riuscirono a sconfiggere i soldati di Sir Daniel grazie a dei rinforzi che casualmente erano accampati lì vicino. Un altro curo colpo era stato inflitto alla rosa rossa dei Lancaster.
Per il giorno successivo fu fissato il matrimonio tra Joanna e Dick, il ragazzo era molto teso e la mattina presto andò a fare un giro per il campo e lì incontro Sir Daniel che si aggirava furtivamente, ne scaturì un violento scambio di accuse, ma il giovane Shelton era comunque intenzionato a non uccidere il suo ex tutore, poiché lo aveva perdonato, invece lo assassinò Ellis Duckworth alias John Rimedia-tutto, che così aveva fatto giustizia. Egli promise però a Dick di risparmiare Sir Oliver. Quel giorno avvenne il matrimonio, tra Richard Shelton e Joanna Sedley, anche se Lord Foxham aveva proposto alla giovane donna di sposare un uomo che le avrebbe permesso di diventare Lady, ma lei rifiutò seccamente la proposta del suo ex tutore. Hamley, il cugino di Lord Foxham divenne un pretendente alla mano di Alicia Risingham, rinunciando definitivamente a sposare Joanna; Senza-legge si fece prete come desiderava e Arblaster invece visse la sua vecchiaia a Tunstall, mentre Ellis Duckworth sciolse la Brigata del Bosco Verde: la Freccia Nera non avrebbe più volato.

Narratore: il narratore è di tipo esterno onnisciente.

Contesto storico del libro

Il libro "La freccia nera" ha come scenario le prime fasi della guerra delle Due Rose, quando era ancora sul trono Enrico VI, quindi a cavallo tra il 1455 e il 1461, anche se Stevenson non indica precisamente la data, ma in un paio di occasioni viene detto che il re sul trono era Enrico VI, e così possiamo desumere il periodo in cui viene ambientata la storia. I primi problemi per la monarchia inglese sorsero già nel 1399, quando il sovrano Riccardo II della famiglia dei Plantageneti fu costretto dal Parlamento ad abdicare a causa del suo tentativo di instaurare una monarchia assoluta. Salì quindi la trono Enrico IV, cugino di Riccardo e membro del casato dei Lancaster, e vi rimase sino al 1413. Alla sua morte fu incoronato suo figlio Enrico V, grande combattente (il cui nome viene talvolta citato nel romanzo con un tono nostalgico). Purtroppo egli morì prematuramente e salì al trono suo figlio, Enrico VI, che all'epoca della morte del padre era in fasce. Quando divenne maggiorenne, dimostrò chiari segni di infermità mentale. L'estrema debolezza della corona scatenò un aspro conflitto tra la fazione regnante dei Lancaster e un altro ramo discendente dai Plantageneti chiamato casato di York. La guerra che ne fu scaturita fu definita la Guerra delle Due Rose dagli stemmi di queste due famiglie: una rosa rossa per i Lancaster ed una bianca per gli York. L'evento scatenante del conflitto, nel 1455, fu la sconfitta e la cattura di Enrico VI da parte di Riccardo di York. La moglie del sovrano, Margherita d'Angiò, che organizzò una campagna di circa sei anni il cui scopo era la liberazione del marito, ma non ottenne alla vittoria definitiva, poiché nel frattempo, il figlio di Riccardo di York si autoproclamò re col nome di Edoardo IV. Alla sua morte, nel 1483, gli successe il figlio dodicenne Edoardo V. Fu assegnato il ruolo di tutore al crudele Riccardo duca di Gloucester, che approfittando del potere derivato dalla sua carica, fece assassinare alcuni dignitari fedeli al sovrano minorenne. Nello stesso anno, fece riconoscere il giovane re come figlio illegittimo, e grazie a questo stratagemma riuscì a salire al trono con il nome di Riccardo III. Il suo regno durò circa due anni; nel 1485, infatti, fu sconfitto e ucciso da Enrico Tudor, erede da parte di madre dei Lancaster, che fu nominato re a furor di popolo e divenne sovrano con il col nome di Enrico VI. Nello stesso anno sposò Elisabetta, sorella di Edoardo V, ultima erede del casato degli York, riunendo così le due famiglie rivali. Entrambe le Due Rose entrarono a far parte dello stemma reale.

I personaggi

Dick Shelton

Richard Shelton, detto Dick, era un ragazzo di circa diciott'anni (lo sappiamo perché Stevenson lo dice all'inizio del libro), abbronzato, con gli occhi grigi. Egli era coscienzioso e premuroso, nella palude, per esempio, non abbandonò John, ma lo seguì poiché aveva paura che si sarebbe perso e lo aiutò ad arrivare a Hollywood, inoltre gli venne una sorta di senso di colpa quando gli aveva dato indicazioni sommarie per arrivare a Hollywood, prima dell'episodio della palude. Il giovane Shelton era anche coraggioso, infatti, non esitò a soccorrere Riccardo di Gluocester quando egli si trovava in difficoltà, impegnato in un combattimento impari contro sette uomini, avrebbe potuto anche fuggire e nella battaglia di Shoreby, pur avendo il comando di alcune truppe non esitò a gettarsi nella mischia, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Dal romanzo capiamo anche che Dick era altruista, infatti, aiutò il fuggiasco Matcham a giungere a Hollywood; rinunciò al favore di Gluocester pur di salvare dalla forca Arblaster (anche perché gli doveva una sorta di risarcimento, visto che aveva rubato la sua imbarcazione). Dick aveva un livello culturale pari a quello di un nobile, infatti, sapeva leggere e scrivere, aveva appreso l'arte del combattimento quando era piccolo e la sua grande abilità tattica in guerra era frutto anche degli insegnamenti di Hatch, inoltre era cresciuto nella corte di un nobile. Richard Shelton era un ragazzo molto intelligente e questa sua qualità si rivela in battaglia, sia per quanto concerne la tattica che i combattimenti corpo a corpo veri e propri, ciò gli permette di divenire cavaliere 0per meriti dimostrati sul campo di battaglia. Stevenson considera Dick come un personaggio positivo e gli avvenimenti narrati gli permetteranno di maturare.

Joanna Sedley

Joanna Sedley era una ragazza dall'aspetto grazioso e dall'esile corporatura, probabilmente aveva sedici anni, anche se ne dava a vedere dodici. Nel romanzo aveva una doppia identità. Una era quella di John Matcham, un ragazzo dalla goffa camminata che dimostrava dodici o tredici anni dodici anni a causa della sua minuta corporatura, come lo stesso Stevenson ci dice, anche per bocca di Dick che gli disse che lui si sarebbe vergognato. In questa veste si rivelò intrepida, come un normale ragazzo, infatti, sapendo nuotare, riuscì a salvare Dick, che rischiava di morire affogato nella palude. Joanna si è dimostrata anche egoista poiché impedì a Dick di andare ad avvertire le truppe di Sir Daniele guidate da Selden che la Brigata del Bosco Verde gli stava per tendere un'imboscata, questo per non essere riportata dal Cavaliere di Tunstall, il suo "Tutore". Con la sua vera identità, quella femminile, Joanna acquistò la grazia e il fascino che le vesti femminili le donavano, al contrario di quelle maschili; questa metamorfosi si può notare durante l'episodio dell'incontro tra lei e Dick, travestito da frate. Stevenson con la sua chiarezza espressiva riesce a descrivere molto bene Joanna e il lettore, che prima la aveva "vista" come un ragazzo goffo e esile, improvvisamente la ritrova come una ragazza bella e aggraziata.

Sir Daniel Brackley

Sir Daniel Brackley era il Cavaliere di Tunstall e signore e padrone incontrastato della sua zona. Era un uomo sulla cinquantina, aveva la testa piccola ed era calvo, il suo volto era scuro. Egli era un uomo poco simpatico, un padrone poco amato. La sua "Strategia di guerra" consisteva nello schierarsi con la fazione vincente, nel prologo, infatti, viene definito da un contadino "uno che va a letto Lancaster e si alza York". Egli stesso definì questo opportunismo "saggezza" e non "vigliaccheria". Nonostante ciò era anche un combattente formidabile in guerra: era benvoluto dai suoi seguaci perché il suo slancio, il suo coraggio, la sua previdenza nei bisogni delle truppe e i suoi stessi scherzi grossolani andavano a genio ai suoi soldati. Riguardo la moralità, non era certo ciò che si può definire un modello da imitare, non esitò, infatti, a far assassinare il padre di Dick (Sir Harry Shelton) pur di divenire il tutore del figlio e sfruttare tutte le sue proprietà e il denaro che avrebbe ricavato quando lui si sarebbe sposato. Sir Daniel faceva credere a Dick che suo fosse stato ucciso da Ellis Duckworth e lui non era altro che il suo "Buon tutore", così buono che non ci pensò su due volte ad ordinare la sua uccisione quando il giovane Shelton, che non era certo stupido, cominciò a sospettare qualcosa del suo tutore. Sir Daniel era uomo talmente vigliacco che ebbe la faccia tosta di dire a Dick, quando lui si trovava in una situazione di netta superiorità, che aveva dato quest'ordine per legittima difesa e non per non perdere al sua credibilità e il suo potere se Richard avesse rivelato a tutti la verità. Oltre che violento, Sir Daniel era anche avido, non ebbe esitazioni a rapire Joanna Sedley, che era la pupilla di Lord Foxham per incamerare il denaro che avrebbe ricevuto in seguito al suo matrimonio, infatti, aveva molti uomini che avrebbero fatto carte false pur di sposarla. Sir Daniel era un nobile e come tale doveva avere un livello culturale abbastanza alto, sapeva sicuramente leggere e scrivere, sicuramente aveva appreso l'arte del combattimento, come era tipico fra i rampolli delle famiglie nobili. Queste notizie si possono desumere anche perché Stevenson ci indica ben poco circa la sua condizione culturale.

John Rimedia-Tutto alias Ellis Duckworth

John Rimedia-tutto, alias Ellis Duckworth, era un uomo robusto dai capelli leggermente brizzolati e il suo viso era di colore rosso acceso. Ellis una persona alquanto vendicativa che non sopportava i soprusi, che allora come oggi erano molto frequenti. In particolare Ellis ne aveva subiti da Sir Daniel, il quale gli aveva fatto bruciare la casa e gli aveva addossato la colpa dell'omicidio di Harry Shelton, padre di Dick. Egli passò all'azione assumendo lo pseudonimo di John Rimedia-tutto e fondò la Brigata del Bosco Verde. Ellis era determinato ad uccidere tutti le presone che avevano compiuto dei soprusi, causando allo stesso tempo dolori e lutti, poiché in un'epoca in cui la giustizia era esclusivo appannaggio dei potenti, l'unico modo per ottenere la vera giustizia era farsela da soli. Ellis uccise il vecchio Nick Appleyard, il fedele Bennet Hatch e il crudele Sir Daniel e Lord Shoreby. Concedette "La grazia" a Sir Oliver Oates poiché Dick lo aveva supplicato. Insomma, lui era una sorta di "Robin Hood", il cui scopo però non era quello di ridistribuire in parte le ricchezze ma di vendicare i più deboli. Ellis ebbe molto a cuore la storia di Dick, anche perché suo padre era stato ucciso (e lui era stato incolpato), e lo aiutò offrendogli ospitalità e protezione, oltre che a fornirgli gli uomini per liberare Joanna. Ellis era un semplice contadino semianalfabeta, ma possedeva in compenso un carisma che gli aveva permesso di rendere la Brigata del Bosco Verde una compagine molto potente.

La Freccia Nera

La Freccia Nera è l'elemento fondamentale attorno al quale si basa tutto il romanzo, è il filo conduttore. La Freccia Nera è sempre pronta a colpire e uccide nei momenti in cui meno ci si aspettava, come le disgrazie, ed è per questo che provoca tutti i dubbi di Sir Daniele e i suoi servitori. La Freccia Nera era l'emblema della Brigata del Bosco Verde, che a sua volta rappresentava il malcontento popolare, che era causato anche per colpa di una stupida Guerra di Successione, che aveva ulteriormente peggiorato le condizioni della popolazione e messo in ginocchio l'Inghilterra.

Senza-legge

Will Senza-legge è uno dei personaggi più complessi del romanzo. Lui aveva una corporatura massiccia, aveva il volto rosso e scavato, come se avesse avuto l'acne. Era stato frate francescano, arciere, marinaio e infine ladro con la Brigata del Bosco Verde. Nel corso della sua vita aveva sviluppato diverse abilità che poi torneranno utili nel corso della storia: se non fosse stato frate, infatti, lui e Dick non sarebbero riusciti ad entrare nella casa di Sir Daniel spacciandosi per frati francescani, se fosse stato ladro non avrebbe saputo travestire e truccare bene Dick, che altrimenti sarebbe stato riconosciuto in casa di Sir Daniel anche se indossava gli abiti da religioso. Senza-legge era stato anche marinaio ed aveva esperienza con il mare, se non fosse stato per lui, gli uomini di Dick e li di Lord Foxham sarebbero naufragati a causa della tempesta che li sorprese mentre si trovavano sulla "Buona Speranza" dopo il fallito assalto alla dimora di Sir Daniel. La sua personalità era piuttosto ambigua anche perché le sue azioni erano varie e talvolta contrastanti fra loro. Per lui il rubare era come un vizio del quale non riusciva a liberarsi, probabilmente era affetto da una forma di cleptomania, infatti, quando Dick si trovava nella necessità di nascondere certe importanti missive, Senza-legge non volle sapere il posto poiché temeva che in caso di necessità non ci avrebbe pensato due volte a rubargliele se ne avesse avuto bisogno. Nonostante ciò, il suo desiderio è più grande era quello di morire prete e lo riuscirà a realizzare alla fine del romanzo.

Bennet Hatch

Bennet Hatch era un uomo di mezza età, di carnagione scura. Egli era il braccio destro di Sir Oliver e di Sir Daniel; egli era fedele con chi era suo amico, vendicativo e violento con chi era suo un nemico, ed è lo stesso Stevenson a descrivercelo così. Bennet aveva insegnato a Dick molte cose sull'arte del combattere, infatti, quando incontra Dick nel passaggio segreto mentre stava scappando dal castello di Sir Daniel lui si rallegra perché il giovane cominciava a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Hatch venne ucciso durante il combattimento, che era seguito alla liberazione di Joanna, dagli uomini di Dick, il quale gli aveva dato la possibilità di avere salva la vita se si fosse arreso, ma lui era troppo fedele a Sir Daniel per farlo. Così capiamo che era molto leale e fedele, delle nobili qualità che oggi sono proprie di poche persone, in un mondo in cui l'ipocrisia è all'ordine del giorno, raramente troviamo delle persone che seguano un ideale (o una persona) senza tradirlo e credendoci fino in fondo. Stevenson non ci informa sulla sua condizione culturale, ma doveva essere certamente una persona intelligente, altrimenti non lo avrebbe ottenuto la fiducia di Sir Daniel e di Sir Oliver.

Sir Oliver Oates

Sir Oliver Oates era un uomo alto e corpulento, di mezza età, occhi neri, e carnagione colorita. Era molto fedele a Sir Daniel e fu costretto dalle circostanze in alcune occasioni a giurare il falso, peccato gravissimo per un credente, e ancor più grave per un prete, come quando giurò a Dick che né lui né il cavaliere di Tunstall erano implicati nell'omicidio di suo padre. Egli aveva a cuore Dick, e fece di tutto per aiutarlo. Egli era un prete di un piccolo paese di campagna, e come tutti gli ecclesiastici, doveva esser una persona abbastanza colta. Anche se Stevenson non lo scrive, partendo dal presupposto che le vicende narrate si ambientano tra il 1455 e il 1461, noi sappiamo che lo scisma tra la Chiesa Anglicana e quella di Roma avvenne nel 1534 e quindi si suppone che Sir Oliver conoscesse il latino, che era la lingua ufficiale della Chiesa un quel periodo, e proprio il tipo di pronuncia latina utilizzata dagli ecclesiastici di allora è quella che si utilizza ancora oggi nelle scuole superiori italiane.

Riccardo di Gloucester

Riccardo di Gloucester (non aveva ancora acquisito questo titolo nobiliare al tempo delle vicende narrate, ma per comodità Stevenson lo chiama così), era soprannominato "il gobbo" a causa della grave scoliosi di cui era afflitto; nonostante ciò sapeva usare molto bene la spada. L'incontro con Dick avvenne in modo molto cruento, mentre era impegnato in un combattimento impari contro sette uomini, il giovane gli venne subito in soccorso, spinto dal suo altruismo, anche se Riccardo si difendeva molto bene e sarebbe probabilmente riuscito ad uscirne fuori vivo. Era della fazione degli York, e, circa trenta anni dopo gli avvenimenti sui quali si basa il romanzo, salì al trono di Inghilterra con il nome di Riccardo III, come Stevenson dice al termine della battaglia di Shoreby. Egli viene descritto dall'autore come un personaggio negativo, infatti, non si fidava minimamente di chi lo circondava e faceva uccidere ogni persona di cui avesse il minimo sospetto; non aveva fiducia neanche dello stesso Dick, che gli era stato indicato come bravo ragazzo dallo stesso Lord Foxham, suo parente, e che si era precipitato in suo aiuto senza neanche conoscerlo. Riccardo di Gluocester, infatti, aveva incaricato Catesby d'uccidere il giovane Shelton, che era a capo delle sue truppe durante la battaglia di Shoreby, se egli avesse dato il minimo segno di tradimento. Era piuttosto vendicativo con i suoi uomini, li ricopriva di doni e onori se essi si guadagnavano il suo favore, ma se lo perdevano o la su fiducia veniva tradita, il povero uomo veniva fatto uccidere. Per ottenere il trono d'Inghilterra non esitò a spargere il sangue di tanti poveri innocenti lancasteriani, ma anche degli stessi yorkisti. Nel romanzo svolge un ruolo importante perché è lui a nominare Dick cavaliere ed è sempre lui a fornirgli dei soldati necessari (50 lancieri) per la liberazione di Joanna. Riccardo di Gloucester era sicuramente lunatico, perfido e senza scrupoli, fu proprio per questo che il suo regno durò solamente due anni.

Personaggi secondari

* Appleyard: arciere reduce dalla Guerra di Francia, prima vittima della Freccia Nera.
* Clipsby: contadino non visto di buon occhio da Sir Daniel.
* Candall: vecchio contadino di Shoreby.
* Oste: padrone della locanda "All'insegna del Sole" di Kettley.
* Hugh: traghettatore del fiume Till
* John Carter: soldato agli ordini di Sir Daniel
* Throgmorton: messaggero di Sir Daniel
* Greensheve: fratello di Senza-legge
* John Capper: amico di Dick
* Hawksley: soldato di Lord Foxham
* Arblaster: proprietario della "Buona Speranza", un'imbarcazione che gli fu rubata da Dick e i suoi
* Tom: amico di Arblaster
* Il nano: spia di Shoreby
* Selden: è un uomo di fiducia di Sir Daniel
* Messaggero: messaggero del Conte di Risingham.
* Conte di risingham: conte della città di Shoreby che concede la grazia a Dick per l'uccisione della spia, e viene poi ucciso da Riccardo Gloucester.
* Lord Foxham: nobile che aiuta e fornisce uomini a Dick per liberare Joanna.
* Alicia: nipote del conte di Rhisingam che aiuta Dick ad incontrare Joanna nella casa di Sir Daniel.
* Lord Shoreby: pretendente alla mano di Joanna Sedley, viene ucciso da Duckworth.
* Hamley: è un pretendente alla mano di Joanna, poi si accontenta di Alicia
* Catesby: è fedele servitore di Riccardo di Gloucester

Il personaggio nella situazione iniziale e in quella finale

Alcuni personaggi maturano e cambiano nel corso del romanzo, infatti, il loro carattere si evolve a seconda degli eventi, che siano positivi e negativi, che li coinvolgono. Dick è sicuramente il personaggio che muta di più nel corso della storia, egli, infatti, da ragazzo impulsivo e anche un po' ingenuo, diventa più coscienzioso e attento poiché capisce che molte azioni del passato che erano state causate dalla sua impulsività erano state poi origine di dolori o problemi. Solo dopo averlo costatato, quando nonostante avesse salvato Arblaster dalla forca egli gli risponde che ormai lo aveva rovinato rubandogli la "Buona Speranza", Dick capisce che occorre stare attenti alle proprie perché al passato non si può più mettere mano o rimediare. Inoltre in lui si sviluppano delle doti da grandi combattente e stratega che gli permetteranno di guadagnarsi sul campo i favori di Lord Foxham e di Riccardo di Gloucester, egli aveva messo in pratica tutti gli insegnamenti che Bennet Hatch gli aveva impartito. Dick si fa apprezzare soprattutto per il suo altruismo e il suo coraggio, che ha dei tratti quasi romantici e riesce anche a realizzare il suo sogno: diventare cavaliere grazie a meriti conseguiti sul campo di battaglia. Dick prima dell'incontro con Joanna era il tipico maschilista, pensava che le donne non fossero abili come gli uomini e lo disse apertamente a John Matcham, ma quando venne a scoprire che lui in realtà era una ragazza di nome Joanna, alla quale doveva la vita visto che lo aveva salvato dall'annegamento, ebbe un sorta di "shock" e da allora si sarebbe fatto in quattro pur di liberare e sposare Joanna.
Joanna, invece, cambia radicalmente da certi punti di vista, per altri aspetti rimane tale e quale, quasi che l'avventura vissuta non l'avesse toccata minimamente. Il cambiamento più vistoso è solamente a livello estetico, infatti, troviamo una differenza enorme da quando è costretta a vestirsi da uomo per nascondere la sua identità a quando può indossare abiti femminili come le era consono. Non abbiamo invece tracce di un cambiamento a livello caratteriale. Senza-legge, al contrario, ha un cambiamento costante, giorno dopo giorno. Le sue azioni sono ambigue e travolta contrastanti fra loro, proprio a riprova del fatto che il suo variare e maturare è costante.

Rappresentazione del tempo

Le vicende narrate coprono un arco di tempo che va dalla primavera all'inverno successivo, circa dieci mesi. Anche se l'autore rispetta il naturale corso degli eventi, i primi giorni delle vicende narrate coprono circa metà del romanzo e attraverso una sequenza di collegamento che informa il lettore che è iniziato l'inverno ed è il mese di gennaio, ricomincia la narrazione degli ultimi giorni del romanzo (circa dieci giorni).

Rappresentazione dello spazio

Nel romanzo Stevenson riesce a dare al lettore un'immagine chiara e se vogliamo suggestiva del luogo in cui si stanno svolgendo le vicende grazie alla sua chiarezza espressiva. In questo romanzo le sequenze descrittive sono molte e mettono in risalto la bravura dell'autore nel descrivere i luoghi. Nella sua opera Stevenson cita città e luoghi come Hollywood, Tunstall e Shoreby, Moat-House.

Linguaggio e scelte stilistiche

L'autore per questa sua opera utilizza diversi tempi verbali, tra i quali prevalgono l'imperfetto e il passato remoto e il presente, tutti di modo indicativo. L'imperfetto indicativo viene utilizzato soprattutto nelle descrizioni del paesaggio, che sono molto frequenti, all'imperfetto indicativo viene poi accostato il trapassato prossimo indicativo per dare un senso di anteriorità rispetto al momento della narrazione. Per i dialoghi, che sono tutti riportati con il discorso diretto, viene usato in prevalenza il presente indicativo, affiancato dal passato prossimo indicativo, per dare un senso di anteriorità rispetto al momento in cui si sta svolgendo l'azione, ma troviamo anche l'infinito presente e il futuro semplice indicativo. Nelle parti di raccordo fra i vari dialoghi la forma verbale del passato remoto è quella nettamente più usata. Nei capitoli in cui i dialoghi prevalgono, vi è un netto uso di presente indicativo
Questa è la situazione generale, anche se ciò varia di capitolo in capitolo, infatti, in quelli in cui prevalgono le sequenze dialogiche i tempi più usati sono il presente e il passato remoto e altri tempi del modo indicativo come l'infinito presente. Nei capitoli dove invece prevalgono sequenze descrittive il tempo verbale più utilizzato in assoluto è l'imperfetto.
L'autore del romanzo ha adottato per quest'opera un lessico abbastanza semplice, anche se certi termini sono poco utilizzati attualmente, probabilmente perché il romanzo di Stevenson è stato pubblicato nel 1888, oltre cento anni fa, e fu scritto adottando un inglese tipico dell'epoca; il traduttore non ha potuto quindi riportare alcune parole inglesi con parole italiane d'uso corrente, ad esempio invece di riportare la parola "Signore" riporta la parola "Mastro"
La costruzione del periodo non è troppo complessa ed è per questo che la lettura risulta scorrevole, ma non per questo l'opera può essere definita elementare.
Per i dialoghi si utilizza unicamente il discorso diretto, che risulta più semplice rispetto a quello indiretto.
Le proposizioni coordinate sono prevalenti su quelle subordinate, com'è stato verificato analizzando un capitolo campione i cui prevaleva il discorso diretto, ma bisogna dire che in questo capitolo prevalgono le sequenze dialogiche rispetto a quelle descrittive.

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