Jack Whyte
Il sogno di Merlino
1998, Piemme

Frasi:
1. “A volte la mente di un uomo compie imprese stupefacenti: quando la velocità è così intensa che la vita sembra tra scorrere in un secondo, quanfo i misteri dell’ esistenza si cristallizzano e in un batter d’occhi vengono compresi e dimenticati.”
2. “Sterco di cavallo! Camulod, Roma, Babilonia, Atene o Ur dei Cadei non c’è differenza! Gli uomini sono uomini: venali e assetati di potere. Il mondo non è che una immensa latrina e tu lo sai!”

Commento alle Frasi:
1. Secondo me l’autore intende dire che anche se qualcuno spesso ha bisogno di una piccola spinta per capire certe cose alla fine ci arriva comunque perché non esiste che una persona abbia un cervello migliore di un'altra, esiste però la diversa intelligenza delle persone che va in base a quanto uno si applica e quanto uno ha voglia di capire. Perciò anche se qualcuno ci mette più tempo di un altro per determinati ragionamenti, se usa il cervello nella giusta maniera ci arriverà sempre a capire. Mi trovo d’accordo perché appunto anche io spesso mi trovo in situazioni difficili da capire, ma se mi applico per capire la situazione prima o poi tutto diventa “cristallino”. Nella stringa di testo che ho scelto mi ha colpito in particolar modo la frase “..quando la velocità è così intensa che la vita sembra tra scorrere in un secondo..”perché oltre a far riflettere il lettore su quello che ho detto prima, fa capire e sentire ciò che prova il personaggio in prima persona, penso che questo sia ciò che ogni autore possa desiderare, perché quando una lettore si sente coinvolto nella storia che sta leggendo significa che l’autore ha fatto bene il suo lavoro cogliendo nel segno.

2. Questa frase l’ho scelta perché mette in evidenzia un problema che c’è anche al giorno d’oggi, il problema della sete di potere che pervade tutta l’umanità, che fa promettere dagli uomini, in fase di elezioni, servizi e cose che invece verranno lasciate come sono, perché qualsiasi persona, uomo o donna che sia, che abbia un certo tipo di pensiero o che pensi l’esatto contrario, quando è al potere si interessa solo al suo bene e a quello di che fa comodo a lui/lei. Per questo dicevo appunto che l’autore mettendo la suddetta frase in un contesto storico ha fatto capire che l’uomo era, è, e sarà sempre così assetato di potere, e finche non cambierà il mondo andrà bene o male sempre in rovina.

Commento al libro:
Il libro mi è piaciuto molto soprattutto perché spinge il lettore ad andare avanti a leggere parola dopo parola, pagina dopo pagina, tanto che mi è spesso successo di leggere tre o quattro capitoli di seguito senza nemmeno accorgermene. C’è però da dire che la trama del libro all’inizio non è molto chiara, anche perché è un libro che è comunque parte di una collana di otto libri chiamata “Le cornache di camelod” e perciò la storia richiama sicuramente avvenimenti narrati dai libri precedenti, ma nonostante questo piccolo problema dopo i primi capitoli, la storia diventa più chiara e comprensibile.
Il registro utilizzato nel libro è chiaro e comprensibile.
Ciò che mi ha colpito molto è lo stile molto dettagliato che usa l’autore nelle descrizioni dei personaggi, dei luoghi e delle atmosfere che si creano. I personaggi principali li descrive, infatti, sia fisicamente che caratterialmente curando ogni particolare, mentre per i personaggi di sfondo preferisce dare una descrizione più breve e meno dettagliata ma sufficiente a immaginare il personaggio di cui si sta parlando. Anche per i luoghi e per le atmosfere usa fare una descrizione molto accurata di ogni singolo particolare, dai suoni ai profumi e a ciò che vede, sente e pensa il personaggio.

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