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Recensione


Titolo: Il silenzio del mare (Le silence de la mer)
Autore: Vercors
Anno di prima pubblicazione: 1945

Notizie sull'autore

Vercors si chiama, in realtà, Jean Marcel Adolphe Bruller. Nato a Parigi il 26 febbraio del 1902, fu un illustratore che, prima del Silenzio del mare, altro non aveva pubblicato all’infuori di alcuni album di disegni satirici. Utilizzando lo pseudonimo Vercors, Bruller resta ignoto fino al 1991, l’anno della sua morte. Scrive l’opera per ispirazione derivata da un episodio del genere accadutogli nella realtà, come conseguenza all’invasione nazista del 1940. Il titolo dell’opera è dovuto al comportamento del protagonista e di sua nipote: attuano entrambi una forma di protesta attraverso il silenzio nei confronti di un tedesco che viene ad abitare in casa loro, ma provano sentimenti nascosti che sono simili al fondo del mare, agitati e confusi.

Genere letterario

Il racconto è un romanzo breve. È il racconto di un’esperienza personale, in quanto il fatto narrato è realmente accaduto nella vita dell’autore.

Contenuto e trama

Un soldato tedesco, Warner von Ebrennac, viene ad abitare in casa del narratore e di sua nipote e i due, come forma di protesta, decidono di non parlare mai con il soldato, né parlare di lui. Il soldato si distingue dagli altri: è un uomo colto, delicato, gentile, educato, che crede negli ideali di pace e collaborazione. Tuttavia, per quanto si sforzi di accattivarsi i due protagonisti, loro non cederanno mai (fatta eccezione per il momento in cui il narratore è costretto ad invitare von Ebrennac ad entrare, poiché si rifiuta di aprire la porta da sé). Cedendo al volere del regime, alla fine, il soldato se ne va, lasciando amarezza nel cuore sia del narratore, che si è “affezionato” al soldato, stimandolo molto, sia della nipote, che si è innamorata di lui. Fabula ed intreccio coincidono quasi totalmente, poiché nella sua brevità, il testo segue l’esatto ordine cronologico delle vicende. Il libro è molto ripetitivo, descrive situazioni simili tra loro, tuttavia c’è sempre un elemento diverso che le rende ugualmente interessanti.

Narratore

La voce narrante è il protagonista stesso della vicenda, che conosce, quindi, i fatti alla perfezione. La scelta di narrare in prima persona è, a mio parere, molto efficace, poiché ci consente di comprendere gli esatti stati d’animo del protagonista. Tuttavia, riferendosi alla nipote, parla ovviamente in terza persona. Questo fatto, purtroppo, ci permette di esaminare il personaggio della nipote solo esteriormente, cosa che fa risultare il personaggio un po’ freddo e distaccato, nonostante i suoi reali pensieri e sentimenti.

Ambientazione

La vicenda, come capiamo dalla situazione sgradevole e dalle parole dei protagonisti, si svolge nell’epoca immediatamente precedente la Seconda guerra mondiale. Nel 1940, per la precisione, anno in cui i nazisti invasero la Francia. I personaggi si muovono nell’unico ambiente descritto nella narrazione: la casa del narratore e della nipote. Gli ambienti sociali dei personaggi sono molto importanti: tutto il racconto si basa sul fatto che i soldati tedeschi prevalessero sugli abitanti francesi.

Personaggi

I tre personaggi principali, il narratore, la nipote e il soldato, sono tutti protagonisti. Il narratore è un uomo sensibile, si capisce che cederebbe più in fretta rispetto alla nipote. Molto attento ai dettagli, apprezza la cultura e l’intelligenza. Si “affeziona” all’ufficiale tedesco proprio per questo: l’ufficiale è, per l’aspetto fisico, un classico soldato tedesco, ma è caratterialmente totalmente diverso dalla maggioranza. Colto, interessato alla cultura e alla politica, legato agli ideali di pace e collaborazione, forse un po’ ingenuo, ma gentile, educato e cauto. Cerca la simpatia dei due francesi in tutti i modi, è molto tenace e paziente. La nipote è molto più dura del narratore, appare (forse perché descritta dall’esterno) distaccata e fredda, un po’ triste ed infastidita. È, in realtà, innamorata dell’ufficiale, ma il suo volto imperturbabile non fa trasparire alcun sentimento. Tutti e tre i personaggi agiscono in un clima di comune tensione. Solo l’ufficiale rompe leggermente questo equilibrio con i suoi interventi, specialmente in quello finale.

Aspetti narratologici; punto di vista e ritmo

Il narratore racconta i fatti dal suo punto di vista, che resta fisso durante tutto il corso della narrazione. Il ritmo è piuttosto lento, ma ricco di suspense e di enigmi. La suspense è evidente soprattutto nei momenti in cui l’ufficiale e i due francesi si trovano nella stessa stanza: nonostante alcune cose prevedibili, nessuno dei due sa cosa aspettarsi dall’ufficiale. Tuttavia, il racconto rimane sempre sullo stesso piano, c’è un equilibrio tra i tre personaggi. La sorpresa arriva nel finale, quando il comportamento e l’atteggiamento dell’ufficiale cambia.

[h2]Aspetti stilistici [/bh2
Il lessico utilizzato è piuttosto semplice, ma non banale. I periodi sono, generalmente, abbastanza brevi, costituiti da due o tre frasi. I dialoghi sono praticamente assenti, solo alcune parole scambiate dal narratore e la nipote costituiscono la parte dialogica del racconto. Lo stile dell’autore è conciso, drammatico e piuttosto poetico, uno stile perfetto per un libro di così poche pagine, che lo rende molto interessante nella sua brevità.

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