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Robinson Crusoe

AUTORE: Daniel Defoe
TITOLO: Robinson Crusoe
LUOGO DI PUBBLICAZIONE: Londra
EDITORE: Mondatori
DATA DI EDIZIONE: 1719
GENERE: Avventura

DANIEL DEFOE: E’ nato a Londra nel 1660, figlio di un piccolo commerciante, ebbe un’educazione piuttosto irregolare; in gioventù compì numerosi viaggi in Europa tentando svariate attività commerciali che non ebbero fine. Intorno al 1700 si stabilì a Londra dove intraprese la carriera politica, mantenendosi con il ricavato della sua attività giornalistica.
Vide più volte il carcere sia per motivi politici che per debiti.
Nel 1704 fondò e diresse “The Review” dove ebbe modo di dimostrare le sue indubbie doti di giornalista. Defoe viene considerato infatti uno dei padri del giornalismo moderno. Nel secondo decennio del 1700 si allontanò dalla vita pubblica dedicandosi alla letteratura, in questi anni scrive le sue opere di maggior successo come Robinson Crusoe (1719), e Ulteriori avventure di Robinson Crusoe (1719); Memorie di un cavaliere (1720); Il capitano Singleton (1720); Il colonnello Jack (1722); Diario dell’anno della peste (1722), rievocazione in forma di diario della peste che colpì Londra nel 1655; Moll Flanders (1722), romanzo di costume; Lady Roxana (1724).

Morì a Londra nel 1731.

VICENDA:
Robinson Crusoe era nato a York (Inghilterra) nel 1632. Suo padre voleva che diventasse avvocato ma il suo più grande desiderio era quello di andare per mare. Aveva diciannove anni quando un amico lo invitò ad imbarcarsi su una nave diretta a Londra, era il primo settembre 1651. A Londra Robinson trovò un imbarco su una nave diretta in Guinea, dalla Guinea arrivò poi in Brasile e qui si arricchì coltivando una piantagione di tabacco ma non era felice perché continuava a desiderare nuove avventure. Accettò quindi la proposta di partecipare ad un viaggio in Guinea per imbarcare schiavi da utilizzare nelle piantagioni. Dopo dodici giorni di navigazione si scatenò un terribile uragano che fece perdere la rotta alla nave e la portò ad incagliarsi. L’equipaggio si imbarcò allora sulla scialuppa di salvataggio, cercando di raggiungere la terraferma ma l’uragano la rovesciò e trascinò Robinson, unico sopravvissuto sulla spiaggia di un’isola deserta. Riuscì a recuperare armi, vestiti e provviste dal relitto della nave e cercò di organizzarsi per poter sopravvivere, decise anche di tenere un diario. Battezzò l’isola dove era naufragato “Isola della Disperazione”. Organizzò le sue giornate: lavorare, andare a caccia, dormire, svagarsi. In questo modo riuscì a rendere più accogliente e sicuro il suo rifugio, imparò a fare il pane, ad allevare gli animali, a conservare provviste. L’unica cosa che gli mancava era la compagnia di un altro essere umano, ma quando finalmente scoprì delle impronte umane (dopo 15 anni di soggiorno) fu preso dalla paura perché scoprì che appartenevano ad una tribù di cannibali che raggiungeva l’isola per consumare orribili banchetti. Fu durante una di queste “riunioni” che Robinson salvò un indigeno che i cannibali volevano uccidere, lo portò nel suo rifugio e lo chiamò Venerdì. Col passare del tempo gli insegnò a parlare inglese. Trascorsero altri due anni. Un giorno finalmente arrivò una nave ma il suo capitano era prigioniero dell’equipaggio, Robinson aiutato dai suoi tre amici lo liberò e gli restituì il comando e così dopo 28 anni, 2 mesi e 19 giorni poté imbarcarsi e fare ritorno in Inghilterra. Qui si sposò ed ebbe tre figli, quando sua moglie morì decise di ritornare all’”isola della Disperazione” e poi in Brasile; viaggiò ancora intorno al mondo e a 72 anni fece ritorno in Inghilterra.

PERSONAGGI: ROBINSON CRUSOE: E’ un tipico borghese inglese. Si sente superiore a chi non è al suo stesso livello sociale. Così si comporta con Venerdì che, essendo un selvaggio, si comporta come tale andando in giro senza vestiti e mangiando con le mani. Durante la sua permanenza nell’isola lo mantiene in sé la ragione e la fede religiosa, molto forte in lui. Un’altra prova del suo “essere superiore” sta nel fatto che Venerdì deve fare quello che lui gli impone, ad esempio parlare inglese, credere nella religione cristiana ecc.
VENERDI’: E’ un indigeno che Robinson salva dal pentolone di una tribù di cannibali. Venerdì è un uomo incivile e quindi Robinson lo induce al mondo civile insegnandoli l’inglese, a mangiare con le posate, a vestirsi ecc. Venerdì vive secondo il proprio istinto che Robinson gli impedirà di usare dal momento del loro incontro in poi.

AMBIENTE E TEMPO: La vicenda si svolge nel ‘600. All’inizio nelle navi che Robinson visita per viaggiare per poi finire nell’isola che abiterà per 28 anni. L’isola si trova al largo della costa del Brasile.

TECNICHE NARRATIVE:
Il punto di vista è interno poiché il libro è scritto in prima persona sotto forma di diario, il ritmo narrativo è in parte lento in parte veloce. L’autore sceglie di scrivere il libro in prima persona per far appassionare di più il lettore alle avventure di Robinson e per aiutarlo ad immedesimarsi in lui.

STILE E SCELTE LINGUISTICHE:
Lo stile del libro è sotto forma di diario. La lingua usata e quella dell’epoca di Defoe perciò alcuni termini sono caduti in disuso ma in generale è comprensibile e scorrevole.

INTERPRETAZIONE DELLE INTENZIONI DELL’AUTORE: L’autore punta ad esprimere la spinta vitale alla sopravvivenza nelle difficoltà, che vanno superate attraverso una salda fiducia nelle proprie capacità e in un Dio a misura d’uomo che soccorre chi si dà da fare autonomamente. I tratti dei suoi personaggi incarnano i valori della nuova borghesia in ascesa

COMMENTI E VALUTAZIONE: 6
Il libro mi è piaciuto discretamente. La storia narrata è abbastanza interessante ma personalmente i libri di avventura non mi appassionano particolarmente.

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