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Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde (4)

Recensione Il ritratto di Dorian Gray dello scrittore Oscar Wilde, con analisi dei personaggi e della trama.

E io lo dico a Skuola.net
Oscar Wilde - Il ritratto di Dorian Gray

Sintesi della storia
Dorian Gray è un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto ritrarre dal pittore Basil Hallward, suo amico. Hallward regala a Dorian il ritratto in cui riesce quasi a fissare, oltre che la bellezza fisica, anche quella della sua anima. Il giovane rimane affascinato da codesta meraviglia, però è turbato dal pensiero che quel dipinto lo ritrarrà perennemente giovane mentre il suo corpo invecchierà progressivamente. Nasce così in lui un desiderio intensissimo: che possa essere il quadro ad invecchiare mentre il suo corpo rimanga sempre giovane! Da allora il dipinto, anziché riportare l'invecchiamento del corpo, fotografa l'involuzione della sua anima, che da candida, si va via via macchiando di terribili delitti, tutto a causa della cattiva influenza che hanno i pensieri di Lord Henry Wotton, un decadente, cinico, vuoto e perverso individuo, amico di Basil. Costui diceva che l’ unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarsi alla tentazione stessa. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Gray e' costretto a nascondere il suo ritratto, tanto si è deturpato. Per colpa sua la bellissima e giovane attrice Sybil Wane si suicida, per la delusione amorosa. Infine, spinto da un odio profondo trasmessogli dal quadro, uccide anche il suo amico-pittore Basil. Il dipinto si degrada sempre più, fino a che un giorno, Dorian, preso dal disgusto per l'orribile aspetto dell’anima raffigurata nel ritratto, con lo stesso pugnale con cui ha ucciso l'amico Hallward, colpisce violentemente al petto dell’uomo dipinto: Dorian muore: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

Analisi della trama
Il bellissimo Dorian Gray suscita, in quello che fino ad allora era un pittore di poca “passione”, una vena artistica grazie alla quale fa un ritratto che immortala il suo bell’aspetto e la sua purezza d’animo. Lord Henry Wotton, amico dell'artista, sentendo parlare così bene di Dorian, decide di volerlo conoscere, ma commette quello che il pittore e, all'inizio Dorian stesso, interpretano come un errore: cercare di cambiarlo. Lord Wotton, aveva sicuramente le qualità per fare il politico: buone doti oratorie e delle sue teorie, su come vanno le cose al mondo, con le quali riesce a cambiare, o meglio far cominciare, la nuova vita di Dorian. Il ragazzo prende coraggio e fiducia, sia in sé stesso che in Lord Henry, con dispiacere del pittore. Si innamora di una brava attrice che però lavorava in un teatro "di serie B". Quando lei comunica al giovane di voler smettere di recitare per amor suo, egli le risponde che l'avrebbe lasciata, perché aveva distrutto la sua migliore caratteristica. Per la disperazione, la ragazza si uccide e Dorian, a cui il pittore aveva donato il quadro, si accorge di un lieve cambiamento di quest'ultimo, che pensa dovuto alla sua sconsiderata reazione di fronte all'amata; infatti egli aveva espresso un desiderio al momento della donazione dell'opera: "Questo bellissimo quadro resterà così, con tutta la sua bellezza, ed io invece imbruttirò e questi mi deriderà. Vorrei che potesse invecchiare al posto mio!". Dorian, distaccato completamente dalla realtà, ormai vive in una specie di limbo, nel quale l'invecchiamento e l'imbruttimento del quadro era un terribile problema. Per evitare che qualcuno possa scoprirne il segreto, ripone il dipinto in una vecchia stanza in soffitta ormai in disuso, ma vede spie ovunque, il primo di cui sospetta è Vittorio, il suo cameriere. Su Dorian circolano molte dicerie su alcune sue azioni sinistre e Basil, sconvolto dagli scandali disseminati con non curanza dall’amico, è andato a casa di Dorian per chiedergli chiarimenti su tali voci. Dorian, così, lo invita a guardare il quadro, pensando che, essendo opera sua, avrebbe compreso. Salite le scale ed entrati nella soffitta Basil si ritrova dinanzi ad un quadro coperto da un telo. Dorian lo toglie e lì appare al posto del magnifico dipinto appare il ritratto di un uomo vecchio e trasandato che trasuda malvagità; solo l’azzurro degli occhi, l’oro dei capelli e il colore scarlatto delle labbra non è totalmente svanito. Subito il pittore non ricono0sce l’opera solo la sua firma e altri particolari minimamente percepibili, come la cornice fatta apposta per la tela, lo convincono. Mentre Basil è disperato per ciò che Dorian ha fatto della sua vita, il quadro fa provare al ragazzo un odio profondo verso Basilio. Egli vedendo un coltello uccide il pittore a sangue freddo. Ciò è l'apoteosi (esaltazione) della sua sadica malvagità d'animo; aver ucciso un amico e rimanere del tutto indifferente, come se al posto di Basil vi fosse stata un insetto. Poi però, pur non dispiacendosi, per la paura di essere incriminato si pente, e chiede aiuto, per disfarsi del corpo, ad un medico, che successivamente si suiciderà; e, non potendo perdonarsi di aver ucciso un innocente, preferisce l'oblio, per mezzo dell'oppio. Incontra qui il fratello di Sibilla Vane, l'attrice amata, morta diciotto anni prima, che vuole ucciderlo, e qui la sua bellezza gli serve per convincerlo che quando sua sorella è morta, egli era un bambino, ma l'incontro lo turba e lo spaventa, tanto che, quando un suo amico cacciatore uccide per sbaglio, senza colpa alcuna, un suo collega, si convince che debba succedergli qualcosa di simile. Dorian poi, si rallegra, che l'uomo ucciso era Giacomo Vane, il fratello si Sybil. Era salvo e vuole diventare buono. Vuole, quindi, iniziare una nuova vita. Ma il ritratto peggiorato, sconvolge Dorian Gray,che si uccide, convinto che non si possa cambiare, ed il quadro si presenta, a chi vede la scena, come era nel tempo dei suoi antichi splendori.

Commento personale
Il ritratto di Dorian Gray” mi ha un po’ deluso dal punto di vista sintattico; me l’aspettavo più impegnativo. Nonostante ciò, la trama mi ha lasciata esterrefatta: pagina dopo pagina riuscivo a scoprire sempre più sulla psiche dei personaggi. L'allucinata vicenda del giovane idolo della società londinese mi ha colpita per i suoi contenuti morali, inaccettabili da un'Inghilterra puritana, e anche per la prefazione, vero manifesto dell'estetismo. Tuttavia, tra le righe, ho notato anche un messaggio di equilibrio morale: il protagonista, nel suo patto con il diavolo, finisce per rimanere invischiato e punito come il Faust della leggenda. Il principio "l'arte per l'arte" perde così il suo valore assoluto segnando la sconfitta di un uomo a cui la bellezza ed il suo culto non basteranno per lavare le brutture dell'anima. Questo libro mi è piaciuto proprio perché distrugge l’idea che ciò che è “bello” è anche “buono”.
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