Tempesta assassina


Andrew Lane, l’autore di “Tempesta assassina”, dà un passato al più grande investigatore di tutti i tempi: Sherlock Holmes, il personaggio creato da sir Arthur Conan Doyle alla fine XIX secolo.
Secondo Lane, Sherlock adolescente è curioso, intelligente, simpatico, attento, coraggioso ma avventato, dotato di una incredibile capacità logica-deduttiva.
Il suo “addestramento” all’arte del ragionamento avviene grazie a Amyus Crowe, il suo maestro. Grazie a lui, diventerà quell’uomo freddo, logico ed unico che tutti conosciamo, capace di pensieri che qualche volta possono sembrare folli: « Una volta eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità. » amava dire Sherlock adulto.
In Tempesta Assassina (quarto libro della serie, pubblicato nel 2013), Sherlock, tornato a Farnham dagli zii dopo la precedente avventura, si ritroverà a dover sciogliere un doppio mistero:
- da una parte finalmente scopriremo chi è la sgarbata e cupa Signora Eglantine, che si occupa di casa Holmes come domestica spadroneggiando, però, come più le aggrada;
- e dall’altra vedremo come il giovane Sherlock si darà da fare per ritrovare il suo mentore, improvvisamente scomparso, insieme alla bella Virginia, senza lasciare traccia.
O meglio, lasciando le sue tracce ben celate al punto che Sherlock dovrà dare fondo a tutto il suo ingegno per seguirle fino ad Edimburgo. Sherlock, infatti, riuscirà a scoprire dove si nasconde Amyus attraverso la testa di un coniglio trovata in una buca: “head in a burrow”. E qui a Edimburgo, le avventure e i rapimenti non mancheranno perché molti misteriosi personaggi si opporranno alle sue indagini.
Sherlock dovrà lottare per la sua vita e per quella dei suoi amici. Solo grazie alla sua capacità logico – deduttiva alla fine riuscirà a salvare se stesso e gli amici: come quando riesce a conquistare la fiducia del suo rapitore… Sherlock riesce, infatti, a capire quali degli scagnozzi del rapitore Mc Farlane lavorano al porto, semplicemente guardando le scarpe e i pantaloni. Così, ottenuta la fiducia del suo rapitore, baratta la libertà sua e dei suoi amici, con la libertà della sorella di Mc Farlane, ingiustamente accusata di aver ucciso il signore presso il quale lavorava come cuoca.
In questo romanzo, nonostante la parte d’azione sia molto importante, c’è anche un continuo sfoggio di cervello, tipico dello Sherlock adulto.
E così, tra mille peripezie che mi tengono col fiato sospeso e la sua capacità logico – deduttiva, Sherlock adolescente mi ha completamente conquistato, perché non so mai cosa accadrà nella pagina successiva.
Da un punto di vista stilistico, Andrew Lane alterna la paratassi dei momenti di azione all’ ipotassi, dei momenti logico – deduttivi, quando, attraverso Sherlock, siamo condotti alla scoperta della verità.
Sherlock adolescente non è quindi molto diverso dallo Sherlock adulto: sicuramente è già dotato di quella spiccata capacità logica tipica dello Sherlock adulto, ma, essendo adolescente, è meno pacato e più irruento; inoltre, il suo cuore batte per Virginia, la bella figlia del suo maestro, mentre lo Sherlock adulto non ha tempo per “i sentimenti”.
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