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Romeo e Giulietta

Sintesi capitoli I, II, III

La storia è ambientata nella Verona del 1303, dove erano presenti sanguinose lotte causate dalla rivalità tra la famiglia Montecchi e la famiglia Capuleti. Shakespeare ha rielaborato una leggenda che in Italia era famosissima e questa ha probabilmente una base reale perché, in realtà, a quell’epoca i nomi Capuleti e Montecchi indicavano due fazioni politiche in lotta tra di loro. Probabilmente solo in seguito, i nomi sono quelli delle due famiglie da cui provenivano Romeo e Giulietta, i protagonisti della storia.

I. I Montecchi e i Capuleti erano le famiglie più importanti di Verona, ma in contrasto tra di loro. Un giorno il vecchio nobile Capuleti decise di organizzare una cena, invitando tutte le bellezze più ammirate di Verona (ad eccezione della famiglia Montecchi) compresa Rosalina di cui si era innamorato Romeo Montecchi. Benvolio, amico di Romeo, cercò di convincere Romeo a presentarsi alla festa per fargli capire che ci sono tante fanciulle più belle di Rosalina.

Dopo qualche incertezza, Romeo insieme ai suoi amici Benvolio e Mercuzio decise di andare alla festa, indossando una maschera per non farsi riconoscere. Durante la festa Romeo rimase affascinato da una fanciulla che danzava e iniziò a pronunciare delle lodi verso di lei ma venne udito da Tebaldo, nipote del nobile Capuleti, che voleva ucciderlo, ma venne fermato dallo zio. Terminate le danze, Romeo prese la mano della fanciulla e iniziò a sussurrargli parole molto dolci fino a quando la fanciulla non fu richiamata dalla madre. Solo allora Romeo capì che la fanciulla era Giulietta, figlia dei Capuleti, famiglia rivale dei Montecchi e anche Giulietta scoprì che il gentiluomo con cui aveva parlato era Romeo Montecchi.

II. A mezzanotte, Romeo e i suoi amici lasciarono la festa ma Romeo, non riuscendo a rimanere senza Giulietta tornò in quella casa e scavalcò il muro di cinta del giardino sul retro della casa. Mentre il ragazzo rimuginava il suo amore per la fanciulla, lei comparve sul balcone e credendo di essere sola, iniziò a dire: “O Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre e non essere più un Montecchi”. Nell’udire quelle parole piene d’amore, Romeo proseguì il monologo dicendole di chiamarlo amore o con qualunque nome se il nome Romeo non le piaceva e udendo queste parole, Giulietta si spaventò perché non lo aveva riconosciuto, ma poi il giovane riprese a parlare e la fanciulla si rese conto che era proprio Romeo.

Giulietta rimproverò Romeo, perché se la sua famiglia lo avesse visto, lo avrebbe ucciso. Mentre i due parlavano, Giulietta fu richiamata dalla sua nutrice perché doveva andare a dormire e prima di rientrare in casa, la fanciulla disse a Romeo che se l’amava veramente e il suo scopo era il matrimonio, l’indomani gli avrebbe mandato un messaggero che gli avrebbe comunicato la data e il giorno del matrimonio. I due giovani si lasciarono all’alba e Romeo si recò da frate Lorenzo per chiedergli di celebrare il suo matrimonio il giorno stesso con Giulietta Capuleti e il frate acconsentì sia per amore di Romeo sia perché con questa unione si sarebbero cancellati i dissapori che da tempo c’erano tra le due famiglie. Una volta sposati nella cella di frate Lorenzo, Giulietta ritornò a casa e impaziente aspettò il calare della notte perché Romeo le aveva promesso che si sarebbero visti nel giardino come la notte precedente.


III. Il giorno stesso Benvolio e Mercuzio stavano passeggiando per le vie di Verona quando videro un gruppo di Capuleti capeggiati da Tebaldo. Quest’ultimo si scagliò contro Mercuzio perché era amico di un Montecchi, ma quando vide passare Romeo, Tebaldo mise l’attenzione su di lui perché voleva ucciderlo in quanto Romeo si era intrufolato alla festa senza il permesso. Mercuzio per difendere il suo amico Romeo, si mise in mezzo, ma Tebaldo lo uccise. Romeo furioso per quanto accaduto sfidò in duello Tebaldo uccidendolo e la notizia arrivò subito alle due famiglie che giunsero sul posto. Benvolio raccontò i fatti (in quanto testimone) senza danneggiare Romeo ma il principe emise la sentenza dicendo che Romeo doveva andare via da Verona. La notizia arrivò anche a Giulietta che inizialmente piangeva per la morte del cugino accusando Romeo, ma poi pianse di gioia nel vedere il suo amato ancora vivo. Quel giorno i due ragazzi passarono la notte insieme prima della partenza di Romeo che sarebbe avvenuta l’indomani.

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