Ominide 155 punti

Riassunto “La lunga vita di Marianna Ucria” – Dacia Maraini

Dacia Maraini è una scrittrice italiana, nata a Fiesole il 13 novembre 1936.
Trascorse la sua infanzia dal 1939 al 1946 in Giappone. La famiglia fu successivamente imprigionata in un campo di concentramento giapponese. Tornata in Italia, si trasferì in Sicilia nella Villa di Valguarnera di Bagheria, luogo in cui era presente un dipinto raffigurante una sua giovane antenata che attrasse particolarmente Dacia. Riuscendo in un primo momento a sapere solo che la donna era sordomuta e che si era sposata giovanissima con uno zio, cominciò a ricercare documenti dell’epoca. Ciò ha reso possibile la stesura del romanzo “La lunga vita di Marianna Ucria”.
E’ utilizzato un linguaggio semplice e scorrevole, compare frequentemente il dialetto siciliano. Prevalgono il discorso indiretto e i monologhi interiori.
Il romanzo è ambientato a Bagheria nella prima metà del ‘700, e narra di Marianna, bambina sordomuta, appartenente ad una ricca e potente famiglia Siciliana.

Marianna non nacque sordomuta, ma tutti le vollero far credere così. Il padre cercò svariate volte di provocarle uno shock facendola assistere a scene forti, come le impiccagioni, per farle riacquistare la parola, ma inutilmente.
A tredici anni venne data in sposa al vecchio zio Pietro, fratello della madre e cugino del padre, colui che aveva abusato di lei all’età di cinque anni, provocandole il sordomutismo. Il rapporto tra Marianna e il marito zio era molto distaccato. Ciononostante ebbe da lui otto figli, tra i morti prematuri e i vivi. Marianna passava le sue giornate in casa con la servitù, comunicando con l'esterno solo attraverso l'uso di bigliettini scritti. Marianna diventò una donna dal carattere forte, affrontando con coraggio le avversità. Il sordomutismo la portò a sviluppare gli altri sensi, fino a riuscire quasi a comprendere il pensiero degli altri attraverso l'espressione del viso.
Nella vita della protagonista avvengono una serie di disgrazie tra cui la perdita del figlio più piccolo di 4 anni, Signoretto.
Alla morte del marito ebbe anche altre esperienze amorose, prima con il giovane Saro, fratello di una sua serva, poi con Don Giacomo Camalèo.
Ma alla fine Marianna decise di risalire l’Italia per lasciarsi tutti i suoi problemi alle spalle. Insieme a Fila, la sua serva, si fermò prima a Napoli e poi definitivamente a Roma dove, nonostante il sordomutismo, riuscì a vivere senza essere considerata inferiore.

Registrati via email