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La Fattoria degli Animali – George Orwell

La Fattoria degli Animali racconta l’avvincente storia della ribellione da parte degli animali di una fattoria inglese.
Stanchi dei soprusi inflitti dal loro padrone, il Signor Jones, decidono di allearsi per cacciarlo dalla proprietà’.
Quando si furono liberati dell’Umano, si organizzarono per costituire una vera e propria società’ gestita solo e unicamente da animali. Scrissero i “ 7 comandamenti” che ogni animale all’interno della fattoria avrebbe dovuto rispettare per vivere nella piena serenità’.
Quando giunse il momento di assegnare gli incarichi, di comune accordo si decise che, a capo del coordinamento e delle faccende economiche o più difficili intellettualmente, ci sarebbero stati i maiali, animali più svegli e colti.
Man mano che passava il tempo, la situazione mutava progressivamente poiché i principi cambiavano, gli animali venivano costretti a lavorare sempre di più’ e dovevano prendere ordini dal maiale Napoleone, che era riuscito a diventare unico sovrano della fattoria.

Il cibo comincio’ a scarseggiare e le condizioni degli animali peggiorarono, ma non per Napoleone e i suoi scagnozzi.
Si erano infatti presi la libertà di dormire in una casa vera, aumentare le razioni di cibo e astenersi dal lavoro.
Tutto questo fu giustificato agli altri con spiegazioni sciocche, ma efficaci per convincere un branco di animali poco istruiti.
Sin dall’inizio dell’organizzazione di questa particolare società si era stabilita una Regola imprescindibile secondo la quale nessun avrebbe dovuto assomigliare all’uomo o avere alcun rapporto con esso.
Il libro si conclude narrando proprio la trasgressione in tutto e per tutto di questa regola.
Viene descritto infatti il banchetto tra animali e gli uomini che gestivano le fattorie confinanti. Erano tutti seduti alla stessa tavola e ognuno aveva davanti a se un enorme bicchiere ricolmo di birra.
Orwell commenta cosi :” era impossibile distinguere uno dall’altro”.


Questo libro fu scritto attorno al 1940, tempi duri della guerra. Non e’ quindi difficile immaginare perché Orwell trovò tanta difficoltà nel trovare un editore che glielo pubblicasse.
Lo scrittore racconta la vera storia dei totalitarismi e dei suoi tiranni che a quel tempo governavano sul mondo: non lo ha fatto pero’ usando i personaggi della realtà, ma li ha sostituiti con degli animali.
In Napoleone, il maiale, egli identifica il dittatore.
Riesce a portarsi dalla sua parte tutti gli animali promettendo cose che poi verranno stravolte.

Tutto questo e’ possibile grazie all’ignoranza degli abitanti della fattoria, che si fidano delle parole di coloro che sono più intelligenti.
Questo fa riflettere su come tutto quello che sia successo sia causato dalla poca istruzione. Chi non ha studiato sara’ costantemente sottomesso da persone più preparate di lui.

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