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Fahrenheit 451

Cenni sull’autore
Ray Bradbury nasce nel 1920 a Waukegan, nello stato americano Illinois. Si trasferisce a Los Angeles, dove stringe amicizie con scrittori come Henry Kuttner. Qui la sua passione per la fantascienza matura e, nel 1939, redige una sua rivista di fantascienza, “Futuria Fantasia”. In questo modo Bradbury diventa uno scrittore che inserisce storie in vari giornali nel corso degli anni. Col passare del tempo i suoi racconti vennero sempre più ricercati, tradotti e venne considerato il più “letterario” scrittore di fantascienza americano. Per esempio, “Le cronache marziane” (28 libri) del 1950, furono considerate le più importanti opere fatte da Bradbury. Questo fino a quando nel 1953 non uscì “Fahrenheit 451” (scritto però attorno al 1951). Dal 1960 in poi, iniziò a lavorare anche in opere teatrali e poetiche. Ancora oggi continua a scrivere libri, l’ultimo uscito è “Farewell Summer”, nel 2006.

Trama
Fahrenheit 451 è un romanzo fantascientifico scritto nel 1950 da R. Bradbury. Il protagonista, Guy Montang, vive in un futuro ipotetico, successivo al 1960, in una città americana non specificata. Montang lavora per i vigili del fuoco, che in quel futuro bruciano i libri, in quanto considerati fonte di tristezza e pazzia. Tutta la popolazione è convinta di questo, in quanto il governo la controlla e la rende a loro detta “felice” con la televisione, la radio e altri innumerevoli svaghi. Il protagonista si libera di questa “maschera di felicità” grazie ad una ragazza, Clarisse McClellan, trasferitasi vicino a lui e, con la sua semplicità, l’amore per la natura e le piccole cose (ormai inesistenti nel resto delle persone), Montang si rende conto di non amare sua moglie, di non essere felice e di fare un lavoro che rovina quel poco di cultura sana che è rimasta al mondo. A seguito di un incidente, Clarisse muore, così Montang si fa coraggio e decide di leggere e mostrare a sua moglie dei libri che aveva rubato negli anni di lavoro. Montang entra in crisi e conosce Faber, un ex professore che fa di tutto per aiutarlo a far comprendere al resto della popolazione l’importanza dei libri. Guy si ritrova così contrapposto dal credere al suo lavoro (incitato dal capitano Beatty) o al vecchio Faber. Infine sceglie la via della cultura, ma viene scoperto dal suo stesso capitano e gli viene imposto di bruciare la sua stessa casa. Montang esegue il compito, dopodiché uccide il suo capitano, diventando il più ricercato della città. Scappa, aiutato da Faber, verso la campagna, dove trova altri uomini come lui e Faber: ex professori, persone scappate che hanno intenzione di aspettare che gli uomini si rendano conto dell’importanza dei libri e a quel punto narrarli e riscriverli di nuovo. Il romanzo si conclude con la caduta di una bomba sulla città (in quanto era in guerra) e con Montang, seguito da queste nuove persone, che si dirigono verso la città per aiutare i sopravvissuti.

Personaggi
Guy Montang: è il protagonista. Un uomo non descritto fisicamente e del quale non si conosce l’età. Una persona sicuramente coraggiosa e impulsiva, come dimostrato dal discorso che fa alle amiche di sua moglie (pagg. 116-117-118) o quando uccide il capitano Beatty. Sa essere molto riflessivo, ascolta i suoni e gli odori del mondo quando è solo. Vuole fare sempre di testa sua anche quando sa che non deve, per esempio quando vuole salvare a tutti costi la vecchietta alla quale sta per essergli bruciata la casa (pag.45), oppure mentre Faber gli dice cosa fare e lui non vuole (pag.109). Montang ascolta le altre persone, le lascia parlare sempre, ed è per questo che si è reso conto della terribile situazione in cui si trovavano tutte le persone, semplicemente ascoltando. Ha dei modi di fare a volte troppo violenti e questi renderanno le cose più difficili nel libro. La sua situazione sociale non è molto approfondita, ma si capisce che lui e sua moglie Mildred vivono serenamente, con qualche debito, in una casa comune.
Clarisse McClellan: un personaggio primario. Una diciassettenne, vicina di casa di Montang. Muore prima di metà libro ma viene ricordata poi spesso dal protagonista. Una ragazza molto vivace (a detta sua “pazza”), con una famiglia che vive come si viveva una volta e che non usufruisce delle nuove tecnologie, infatti viene sempre controllata dal governo, che non trova mai prove incriminanti. Ha sempre qualcosa da raccontare di sé e della vita. Nel giro di qualche giorno, con la sua semplicità (per esempio bere la pioggia, sedersi sotto gli alberi, ecc.), fa rendere conto a Montang della situazione spiacevole in cui si ritrova gran parte della popolazione: nessuno si rende conto del mondo che c’è attorno a loro. Tutto quello che sa lo deve a suo zio, un uomo “all’antica” che gli racconta le cose passate che accadevano. La sua famiglia è come una protezione per lei, in quanto non viene capita dal resto delle persone e dalla scuola. Non vi è alcun accenno sulla situazione sociale della famiglia.

Faber: un personaggio principale. Un anziano, che insegnava in un’università prima che i libri venissero banditi. Ha un carattere molto pauroso, infatti al suo primo incontro con Montang cerca di scappare (pag.87), ma anche quando Montang lo chiama per chiedere aiuto cerca di mandarlo via per paura di avere guai (pag.89). Una persona nascosta dal mondo, ma sempre attenta a quello che succede al di fuori della sua dimora. In casa, ha un piccolo laboratorio in cui costruisce cose, come ad esempio gli auricolari con i quali poi si parleranno lui e Montang. Un tipo molto organizzato: sa sempre cosa fare e che piano usare. Si comporta in modo molto comprensivo nei confronti di Montang, anche se cerca di non dimostrarlo (pag. 120 e successive). Non viene accennata nemmeno la situazione sociale di Faber, nel romanzo.

Ambiente
Il romanzo si svolge in una città americana della quale non viene specificato il nome e non vi è alcun riferimento geografico, tranne per la vicinanza ad un fiume. Il tempo è futuro al 1960, probabilmente ai giorni nostri, anche se il romanzo è stato scritto nel 1951. Questa città pare dalle descrizioni una comune città di un paese industrializzato di quel tempo. Dal discorso tra Montang e la moglie a pag 86, si comprende che ci sono città povere e città ricche, industrializzate e non, gente che soffre la fame e gente che non sa cosa sia, proprio come nel nostro presente.

Temi
I temi affrontati in questo libro sono vari: il più importante è la censura da parte dello stato su cose che esso ritiene siano sbagliate e di imporle sulla popolazione (per esempio: bruciare i libri e non leggerli, fare tanto sport, non fermarsi mai a parlare, fare sempre qualcosa…). Dalle cose che impone il governo nascono anche altri temi: la ricerca della felicità e della tranquillità. La vita affannosa delle persone in questo romanzo, viene svolta per cercare la felicità, ma tutto ciò fa mancar loro la tranquillità e la gente si ritrova in un mondo di automi che vanno avanti e indietro tra uno svago e l’altro. Secondo me il tema fantascientifico di questo libro tende a “prevedere” il futuro e in fin dei conti l’autore non ha errato di tanto. L’amore, che è un tema minimo in questo libro, viene dimenticato dalle persone. Anche l’amicizia e la lealtà sono temi di questo romanzo: essere fedeli al proprio punto di vista e alle persone amiche che la pensano come te è importante nello svolgimento del libro.

Tecniche narrative
Il romanzo “Fahrenheit 451” è stato scritto usando principalmente la tecnica dell’ellissi narrativa, cioè salti temporali che nascondono parti inutili, come alcuni giorni o pochi minuti. Questa tecnica risulta molto coerente al libro, in quanto ti da più informazioni in meno tempo, salta giornate o momenti che non darebbero nulla di nuovo su un futuro tutto da scoprire o sull’avanzamento della trama (come da pag 47 a 49). La coerenza di questa tecnica sta anche nel fatto che il romanzo ha molti dialoghi, lunghi che danno informazioni su informazioni riguardo questo futuro e l’ellissi aiuta ancora di più in questo intento. Riguardo il modo di scrivere, l’autore ama scrivere ogni cosa che pensa il protagonista (usa la digressione), anche la più stupida, in modo molto confusionario, come d’altronde è la mente di un qualsiasi uomo. Spiega ogni minima sensazione (pagg. 12-13-39-157-158-159-167-168-169), inoltrandoti nei pensieri del protagonista.

Elementi che mi hanno colpito
La parte del libro che mi ha colpito di più è stata quella in cui Montang si teneva in contatto con Faber e doveva cercare di non fare cose avventate fino all’indomani, mimetizzandosi e cercando di essere come tutti gli altri. Successivamente il colpo di scena: Montang ha una specie di ribellione personale e si infuria, leggendo una poesia di un libro alle amiche di sua moglie e rimproverandole sulle cose che dicevano, ritenendo che loro non avevano diritto di giudicare le persone, le cose e di non prendere la vita troppo alla leggera. È stata una parte dura per me in ruolo di lettore, perché speravo a tutti i costi che Montang riuscisse a non farsi scoprire e a completare il piani di Faber, per il bene di tutti. Un altro elemento che mi ha colpito è stato il finale: non è stato a lieto fine come praticamente tutti i libri, è stato annunciato un futuro lieto fine. Infatti, in un futuro non si sa quanto lontano, i libri sarebbero stati riscritti.

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