Dieci piccoli Indiani

Il romanzo “Dieci piccoli indiani”, è un racconto giallo della famosa scrittrice Agatha Christie.
I fatti narrati sono compiuti da dieci persone invitate su un’ isola, da un anonimo Signor Owen che, si firma “U. N. O.” (pronunciato in inglese “unknown” = sconosciuto). Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard , Vera Claythorne e due maggiordomi marito e moglie, vengono invitati tutti con differenti motivi a Nigger Island; tutte queste persone sono state invitate perchè hanno una cosa in comune: oscuri dettagli sul loro passato da nascondere. Il proprietario di Nigger Island ha un preciso scopo da realizzare, ovvero uccidere tutte quelle persone. In realtà…chi è in signor Owen?
Agatha Christie, nel romanzo non ha inserito messaggi e temi significativi, se non che “tutti i nodi vengono al pettine”, perché “in veste del Signor Owen” è riuscita a smascherare tutti i crimini commessi anni prima da quelle persone. Credo di aver capito da questo libro, che non sempre le cose sono come sembrano, perché nel caso di questa bizzarra vicenda ci sono morti che non sono…morti e persone apparentemente innocenti da non sembrare assassini; si sa…l’ apparenza inganna. Infatti, l’ apparenza inganna proprio perché in questo romanzo si arriva alla fine e si scopre che muoiono tutti; la domanda sorge spontanea: “chi è l’ assassino se sull’ isola c’ erano solo dieci persone e tutte e dieci sono morte?”. La risposta è semplice: l’ assassino è uno di loro.

Essendo un romanzo giallo strutturato su un omicidio di massa, non si può definire con esattezza chi sia il protagonista, ma si può capire alla fine “la mente geniale” di quel susseguirsi di misteriose morti. I personaggi, sono diversi dal punto di vista sociale e psicologico: dal dottore all’ avvocato, dalla signora in pensione alla giovane insegnante delle elementari e, da semplici camerieri a un vecchio giudice.
L’ intera vicenda è ambientata a Nigger Island, una piccola isola abitata solo da questo presunto Owen (nessuno dei personaggi lo vedrà mai perché non esiste); in certi momenti della faccenda l’ isola diventa davvero molto inquietante.
L’ intera storia dura circa una settimana e i fatti narrati sono tutti in ordine cronologico.
La narrazione è in terza persona e lo stile della scrittrice è molto semplice e scorrevole alternando descrizioni a dialoghi e pensieri dei personaggi.
Una frase che mi ha colpito particolarmente è il pensiero di Vera Claytorne secondo la scrittrice; la frase è: “Lei non voleva morire. Non poteva neanche immaginare di voler morire... La morte era fatta per altri... “. Il mio pensiero riguardante questa frase è, che a mio parere, noi pensiamo sempre, fino all’ ultimo che la morte sia fatta per altri perché ne sentiamo notizia ogni giorno e non ci cambia poi tanto la vita, quindi cacciamo il pensiero dalla testa; ma poi un bel giorno (un giorno poi non tanto bello), viene anche il nostro momento e cominciamo a pensare, dopo una vita intera che alla fine non è come pensavamo che fosse, ci travolge come un’ onda e, l’ unica cosa che possiamo fare è lasciarci travolgere dagli avvenimenti, proprio come in riva al mare, si aspetta che l’ onda più grande cancelli le impronte sulla sabbia; noi dalla Signora Vestita di Nero dovremmo solo lasciarci cancellare come le impronte nella sabbia.

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