Hans Schwarz è un ragazzo ebreo di sedici anni che vive a Stoccarda nel 1932. Un giorno in classe di Hans viene inserito il giovane conte Konradin Hohenfels. Konradin con i suoi modi eleganti e distaccati/alteri intimidisce i suoi compagni, anche coloro che appartengono alla aristocrazia. Hans, che non aveva mai avuto un vero amico, decide che Konradin lo sarebbe diventato, un amico per cui si disposti anche a sacrificare la vita. I 2 diventano amici inseparabili anche perché condividono gli stessi interessi come la passione per la poesia, collezionare monete antiche, fare escursioni, e perfino andare nella foresta nera. Konrandin va spesso a casa di Hans e conosce anche i suoi genitori,invece quando Hans fa visita al suo amico il conte e la contessa Holzofen sono sempre assenti. Un giorno i 2 amici si incontrano a teatro, ma Hans rimane deluso poiché Konrandin accompagnato dai propri genitori, lo ignora completamente. Hans chiede spiegazioni all' amico del suo comportamento a teatro, Konrandin gli risponde che la motivazione non era da ricercare nelle sue origini umili ma per le sue origini ebree dato che la madre odia e teme gli ebrei, e il padre essendone innamorato, non osa contraddirla. Da quel momento la loro amicizia comincia ad incrinarsi e viene definitivamente danneggiata dalla graduale affermazione dell'ideologia nazista che fra i suoi proseliti annovera anche Konradin. Quando in Germania vengono promulgate le leggi razziali, Hans parte per New York dove abitano alcuni suoi parenti; là diventa un avvocato di successo, si sposa e ha un figlio e cerca di dimenticare la sua adolescenza e il suicidio dei suoi genitori. Dopo molti anni è costretto a ricordare il suo passato, quando gli giunse una richiesta di fondi per la costruzione di un monumento agli ex alunni del suo ginnasio caduti nella Seconda guerra mondiale. Hans nel leggere l’elenco dei nomi trova con grande stupore e commozione quello di Konradin; è stato giustiziato perché coinvolto nel complotto organizzato per uccidere Hitler. Facendogli ritrovare l'amico perduto.

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